Mi avete segnalato, e mi avete pure taggato in alcuni post dove appare quest’immagine:

L’immagine mostra le due persone sulla sinistra farsi una foto con come sfondo il ponte Morandi, tronco dopo la tragedia del 14 agosto 2018. La posa è quella da selfie, lui tiene la camera con due mani, lei avvicina la faccia, sorridente. La foto non appare sui motori di ricerca, sembra un’originale che ha cominciato a circolare da poco. Molti sostengono sia un photoshop, probabilmente a causa dell’evidente pixellatura sulla coppia, specie sui volti. Un’analisi con PhotoForensics però non rileva artefatti evidenti. Mentre invece una veloce ricerca su Google Maps mi fa trovare velocemente il punto in cui la stessa foto sarebbe stata scattata.

L’abero sulla sinistra del muso della macchina bianca è quello alla sinistra della coppia, che posa più o meno dove si troverebbe l’abitacolo di quella vettura. Il cartellone che nella foto segnalata è oscurato non è altro che il poster che avverte degli orari d’apertura di IKEA, e quella è (era) una delle uscite del parcheggio IKEA, ora evidentemente bloccata.

La foto è in una qualità talmente bassa da non permettere grandi analisi, ma il punto dello scatto è compatibile con quella vista del ponte, non vedo artefatti simili a quelli sul volto sui contorni e sui piedi, ma soprattutto non vedo la necessità di creare un falso, quando di gente che si fa il selfie con la tragedia alle spalle è pieno il web.

Da chi si “diverte” a fare il selfie mentre il dramma è in corso, come nel 2014, in Australia, mentre era in corso quello che all’epoca fu definito un atto terroristico (ma in seguito le motivazioni dietro il sequestratore sono state dibattute) con ostaggi all’interno di un bar:

O, per rimanere a casa nostra, basta ricordarsi di chi si è fatto fotografare con la Costa Concordia, sempre sorridenti, sempre felici, poco conta che il relitto alle loro spalle fosse luogo di una disgrazia. Eppure è difficile non trovare soggetti disposti a farsi fotografare sui luoghi della tragedia, a quanto leggo in giro nei dintorni del Ponte Morandi la faccenda è iniziata appena ha smesso di piovere lo stesso 14 agosto, e ci vorrà un po’ prima che si plachi. Fa parte dell’animo umano, l’empatia in casi come questi lascia spazio alla voglia di apparire, immortalare, conservare un ricordo da mostrare ai nipoti (ma saranno interessati alla foto di nonna e nonno sorridenti davanti al ponte, o era meglio se la foto la facevano direttamente al ponte, evitando di venirvi ritratti insieme?). Anche perché alla fine, se invece che sorridere avessero la faccia seria, cambierebbe qualcosa? No, sarebbe identico, è l’idea in sé, quella di auto-fotografarsi sui luoghi di tragedie che è tutta da rivedere. Andrebbe insegnato a scuola come e quando non è il caso, un galateo dello smartphone, da insegnare dai bimbi della quarta elementare in su, che abbiano o meno un telefonino poco conta, di lì a breve l’avranno.

Ma temo che in una scuola dove a fatica s’insegna l’educazione civica e quella digitale non ci sia spazio per il galateo dello smartphone. Non mi stupirebbe vedere qualche insegnante con ancora un GSM giocare a Snake, felice del suo non essere smart (e forse un po’ l’invidio)…

maicolengel at butac punto it

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