Sgarbi, i vaccini e la vecchia disinformazione

Il sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura condivide con convinzione degli audio nonostante siano stati smentiti da tempo dai diretti interessati

maicolengel butac 23 Ago 2023
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Su Whatsapp ci è stato segnalato un video che avevamo già visto circolare nel 2022 senza trattarlo, questo:

 

Nel video, come potete verificare, vediamo Vittorio Sgarbi riportare un audio, a suo dire dell’ex magistrato Beniamino Deidda, audio in cui il magistrato in pensione fa specifiche affermazioni contro l’obbligo vaccinale. Peccato che il testo di quell’audio circolasse già dal 2021, e che il magistrato citato da Sgarbi l’avesse da subito smentito, come riportato da La Nazione edizione di Firenze il 6 agosto 2021:

“Si tratta – afferma Deidda smentendo categoricamente di essere l’autore delle frasi – in parte di banalità e in parte di sciocchezze costruite di sana pianta da un falsario“. Deidda, fino al 2012 procuratore generale presso la corte d’appello di Firenze e poi per quattro anni componente del comitato direttivo della Scuola superiore di magistratura, racconta di aver saputo del testo da amici e familiari che lo avevano ricevuto sui loro cellulari. “Anche se – spiega – la parola ‘no vax’ non compare mai, il testo è funzionale solo a cercare di annoverarmi nel gruppo dei no vax, è funzionale alla propaganda no vax“. “Il testo – aggiunge ancora Deidda – è costruito ad arte, è un falso che si consuma attraverso stupidaggini giuridiche, come per esempio quella secondo la quale è accusato di estorsione chi minaccia il lavoratore di licenziamento in caso di mancata vaccinazione”.

Quindi ad agosto 2021, quattro mesi prima che Sgarbi pubblicasse il suo video, Deidda aveva smentito d’aver mai detto quanto riportato.

Ma non è finita qui: dopo la pubblicazione del video da parte di Sgarbi, che ricordiamo è sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, il sito dedicato all’avvocatura in Italia, Brocardi.it, ha pubblicato un lungo articolo in cui si spiegava perché quanto sostenuto da Sgarbi (e dall’audio che fa sentire attribuendolo a Deidda) fosse sbagliato. La prima cosa da evidenziare è quella relativa all’art 629 del codice penale: sostenere che “o ti vaccini o ti licenzio” sia un reato di estorsione è errato, in quanto non esiste la minaccia di licenziamento come conseguenza della violazione dell’obbligo vaccinale. La sentenza citata (Corte Cost. n. 308/1990) non ha nulla a che fare con l’obbligo vaccinale. I principi stabiliti nel 1947 non hanno valenza normativa in nessun ordinamento e riguardavano le sperimentazioni nei campi di concentramento nazisti. La “sperimentalità” dei vaccini anti-Covid è stata esclusa dal Consiglio di Stato. È vero che esiste la Convenzione di Oviedo che stabilisce che un trattamento sanitario può essere effettuato solo con il consenso della persona interessata, ma l’art. 32 della Costituzione italiana riconosce la legittimità degli obblighi vaccinali.

Vi rimandiamo a quanto riportato dal Brocardi per ulteriori approfondimenti. Quello che ci interessa, però, è sottolineare ancora una volta è che Il video di Sgarbi risale a gennaio 2022, e che è ancora presente sul suo profilo Facebook, a dimostrazione di quante poche verifiche faccia il sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, che in un Paese normale avrebbe cancellato e chiesto scusa per la disinformazione. In Italia ha follower che lo osannano. Il video, grazie anche al fatto che Sgarbi ben si è guardato dal rimuoverlo, ora circola anche nelle bacheche TikTok di “guerrieri Vivi” e altri soggettoni di quel calibro.

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