To my friends in Milan

maicolengel butac 29 Gen 2020
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Ci avete segnalato quest’immagine che dite circolare su Facebook, senza un link purtroppo non ho la più pallida idea di che viralità stia avendo, coglierò l’occasione per linkarvi quanto ci sia di sensato da leggere sul tema coronavirus.

Ma prima vediamo insieme il messaggio che mi avete inviato oggi:

Ve ne riporto il testo:

To my italian friends in Milan!!!

There are five poeple from Wuhan travelling to Milan. They are staying in Hotel Europa and some of them have started coughing. They might be host of the new pneumonia coronavirus wich has infetcted hundreds of people in China. This means the virus might have spread in Milan and I am really concerned (I myself am ashamed of these ignorant people of my kind) PLEASE stay indoors as possible and wear masks when going out! If you have fever please go to the doctors immediatly! If anyone can translate this message intoitalian that would be much better.

Evito di tradurre quanto riportato per rendere meno facile il lavoro ai condivisori di bufale seriali. Ma il succo è semplice: secondo il messaggio, che non riporta una data, ci sarebbero cinque soggetti in viaggio verso Milano da Wuhan, soggetti che potrebbero essere portatori del coronavirus. Ovviamente il messaggio non spiega come cinque soggetti abbiano lasciato una città il cui aeroporto è chiuso dal 23 gennaio, e anche treni e bus non partono. Vengono a piedi dalla Cina?

A quanto riporta l’OMS comunque il coronavirus è già arrivato in Europa, ma non in Italia, i casi accertati per ora sono solo in Francia e Germania, nella mappa del loro ultimo rapporto del 27 gennaio la Germania ancora non c’è (oggi ne uscirà una nuova relativa a ieri, la trovate qui):

Solo l’OMS è da seguire, evitando facili allarmismi, ma rispettando i suggerimenti di cautela che vengono dati. Gli amici di Valigia Blu hanno scritto un lungo articolo che cerca di spiegare tutto al meglio, proprio per non cascare in bufale e pseudogiornalismo. Evitare il panico come successe nel caso dell’epidemia di Ebola è fondamentale.

Su Valigia Blu sono riportate le parole di Fabrizio Pregliasco, virologo presso l’Università statale di Milano, che spiega:

Non possiamo escludere a priori la possibilità di un caso in Italia, ma anche fosse sappiamo come contenerlo. Questo nuovo Coronavirus è sicuramente un’allerta, ma al di là dei numeri ballerini, o dei primi casi che potrebbero essere sfuggiti, la dimensione attuale dal momento è un focolaio, che grazie alla quarantena in Cina e ai controlli aerei nel resto del mondo, stiamo controllando.

Quello che infastidisce è quanti giornali, sulla base di notizie non confermate, stiano diffondendo allarmismo parlando di “possibili casi” a destra e a manca. Ci sono cadute davvero tante testate giornalistiche nel facile giochino di allarmare i lettori, tanto sanno bene che possono sempre trincerarsi dietro al diritto di cronaca, loro hanno subito detto “possibile nuovo caso” senza dare per certo che lo fosse. Se il lettore si allarma sono fatti suoi.

Sempre Valigia Blu spiega che:

L’aspetto positivo al momento è che la diagnosi è molto rapida, e molte persone sono già guarite, mentre l’aspetto più complicato da gestire è che purtroppo il virus si può trasmettere anche in assenza di sintomi, e secondo quanto scrive il South Cina Morning Post, riportando le parole del sindaco di Wuhan Zhou Xianwang, sarebbero 5 milioni le persone che hanno transitato a Wuhan e che sono tornate a casa prima della quarantena.

Su 50 casi verificati fuori dalla Cina finora solo tre sono in malati che non hanno fatto un viaggio a Wuhan ultimamente, e che quindi si sono infettati successivamente grazie a qualcuno di già colpito dal coronavirus 2019-nCoV.

Per rimanere aggiornati anche in lingua italiana potete seguire il sito del Ministero della Salute dedicato all’emergenza.

Una curiosità per concludere: l’anno scorso, per complicazioni dovute a un virus, nel nostro paese sono morte 198 persone, 601 sono finite in terapia intensiva e sono numeri che si ripetono circa tutti gli anni. Il virus è quello della classica influenza stagionale, e pur esistendo un vaccino, in tanti siete esitanti nel farvelo.

La trasmissibilità del virus, finora, sembra bassa, molto più bassa di quella ad esempio del morbillo. Il coronavirus sembra diffondersi con la stessa velocità di un normale virus influenzale. Sia chiaro, non voglio fare un paragone tra la normale influenza e questo nuovo virus, ma credo fosse importante riportarne il dato.

Come ritengo sia importante riportare gli ultimi suggerimenti di Valigia Blu:

Non c’è da avere paura rispetto a prodotti provenienti dalla Cina, importati precedentemente all’infezione, o di entrare in contatto con persone di origine cinese che vivono in Italia e che non si sono recati nelle due settimane precedenti nel loro paese di origine.

«Al momento non ci sono evidenze che la trasmissione avvenga attraverso cibo o per via alimentare e attraverso oggetti inanimati come giocattoli o vestiari», afferma Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità in un video esplicativo.

In attesa di nuovi sviluppi.
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