TRUFFA – I bitcoin dimenticati
Una nuova modalità per cercare di truffarci, ma sempre a tema criptovalute...

ARTICOLO AGGIORNATO PER CHIAREZZA
Pare che stia spopolando una truffa legata ai bitcoin; la dinamica è diversa da altre truffe che abbiamo trattato in passato e quindi riteniamo interessante (e importante) raccontarla su BUTAC per aiutarvi a non cascarci.
Come funziona
Si parte da una telefonata (ma può anche essere un messaggio via mail o altri sistemi di messaggistica), e ci viene detto che qualcuno ha tentato di accedere al nostro account di criptovaluta e che per evitare possa succedere in futuro dobbiamo loggarci nell’account.
Ci viene dato il nome di una piattaforma a cui in realtà noi non ci siamo mai registrati, e ci viene detto che il nostro conto è fermo da anni. Si tratta in realtà di una piattaforma creata dai truffatori. Noi tentiamo di accedere al link fornito (il nome della piattaforma deve essere facile da capire anche tramite una semplice telefonata), ma ci rendiamo conto di non ricordare la password – ovviamente, visto che in precedenza noi su quel sito non ci siamo mai stati.
Nessun problema, il nostro interlocutore ce ne fornisce una temporanea: questo serve a convincerci che lavori proprio per la piattaforma su cui stiamo accedendo. Una volta entrati scopriamo che sul “nostro” conto ci sono molti denari, soldi di cui non conoscevamo l’esistenza. Siamo molto sorpresi, non ricordavamo nulla di questo account, ma quei bitcoin sono tanti, e sono lì, appoggiati su un conto a cui per accedere serviva nostra mail (o cellulare, o nickname, poco conta).
La fiducia è tutto
La dinamica dei fatti ci porta a fidarci: chi ci ha contattato aveva persino modo di erogare la password temporanea per accedere al nostro profilo, figuriamoci se è un truffatore. Si tratta solo del servizio clienti di questa piattaforma dove, in un’altra vita – visto che non me lo ricordo – ho comprato qualche bitcoin che ora sono cresciuti tantissimo. Per fortuna che esistono ancora brave persone che cercano di aiutare il prossimo. Perché è evidente: chi ci ha scritto o chiamato vuole solo aiutarci, difatti il passaggio successivo è appunto quello di aiutarci a sbloccare il conto. Per farlo dobbiamo diventare utenti verificati. Non è difficile: si installa un’app, si paga un piccolo abbonamento e il gioco è fatto, possiamo tornare in possesso dei nostri bitcoin.
Ovviamente è tutta una truffa, fin dalla piattaforma su cui ci fanno inserire i dati, inventata per l’occasione. Contano sul fatto che l’idea che abbiamo dimenticato dei soldi (tanti) sia così forte da non farci venire troppi dubbi: ci sono migliaia di euro da riscuotere, chi siamo noi per spiegare che non ci ricordiamo di aver mai aperto quell’account?
A differenza di altri casi non abbiamo potuto indagare i singoli passaggi, ma è abbastanza evidente che l’obiettivo sia quello di farci installare software, consegnare le nostre vere credenziali o farci eseguire bonifici di “commissioni” per sbloccare questi fantomatici fondi.
La chiave del tesoro
In parole povere ci mostrano un tesoro sostenendo che è nostro, ma per accedervi ci serve una chiave che solo loro possono darci, chiave che avrà un costo. Costo che è al tempo stesso un sistema per convincerci della serietà della piattaforma e l’incasso del truffatore.
Nel caso specifico la piattaforma su cui veniva chiesto di fare l’accesso era Vault Rescue, che si presenta come seria piattaforma per recuperare portafogli di bitcoin perduti, peccato che una veloce verifica ci mostri come sia stata aperta meno di due mesi fa in forma completamente anonima – non fosse per il Paese da cui è partita la registrazione, che risulta essere proprio l’Italia.
Concludendo
Purtroppo di truffe come questa ne vediamo troppe in circolazione, segno che la gente ci casca molto più spesso di quanto pensiamo. Noi non smettiamo di scriverne, aggiornando costantemente il database di BUTAC sulle truffe, perlomeno nella speranza che prima di dare un soldo a questi soggetti qualcuno trovi i nostri articoli e ci ripensi.
redazione at butac punto it
Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!
Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.
BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti e il gruppo di discussione, segnalazione e quattro chiacchiere con la nostra community.