Vogliono solo la tua gentilezza…
Un post virale ci avverte di una nuova modalità di truffa per rubarci i dati biometrici; ma il racconto è tecnicamente plausibile?

Ci avete segnalato un post che sta circolando in rete, il testo che ci avete inviato è questo:
Occhio:
Truffa dati biometrici*Nuovo metodo di truffa!*
30 minuti possono rovinarti la vita finanziariamente.
Questa non è una normale truffa telefonica: è molto più pericolosa.
Non vogliono i tuoi soldi, la tua password o la tua fiducia.
Vogliono solo la tua gentilezza.
Recentemente, una nuova “truffa in cerca di aiuto” è emersa nei centri commerciali, nelle stazioni della metropolitana, nei mercati e nei luoghi pubblici.
I truffatori sono solitamente individui di mezza età o anziani ben vestiti. Potrebbero dire di non sapere come usare il telefono, di dover controllare la pensione o il sussidio, o di aver cliccato sulla pagina sbagliata per errore, e ti chiedono aiuto per usare il telefono.
La parte pericolosa:
Quando prendi il telefono in mano, spesso è già in videochiamata, oppure sono abilitate le autorizzazioni per la registrazione dello schermo e il riconoscimento facciale.
Qualcuno dall’altra parte ti sta osservando. Pensi di aiutarlo, ma i tuoi dati biometrici vengono raccolti.
Ci ricorda molto altri messaggi allarmistici simili visti negli anni, pertanto abbiamo ritenuto utile scrivere una breve disamina di quanto raccontato nel post in questione.
La cosa che ci ha lasciato un po’ sorpresi è che, dal momento in cui abbiamo finito di scrivere questo articolo a quando lo abbiamo pubblicato, le segnalazioni dello stesso messaggio – in versioni ancora più lunghe e drammatiche – si sono moltiplicate. Non succedeva dai tempi della pandemia che la stessa “notizia” ci venisse segnalata da così tante persone nello stesso momento. Chi per primo l’ha tradotta e diffusa in italiano può dirsi soddisfatto: l’operazione virale è riuscita fin troppo bene.
Possono rubarti i dati biometrici così?
No, non in quel modo lì. Per rubare dati biometrici utili (tipo per sbloccare conti bancari) non basta filmarti la faccia in una videochiamata casuale. Il riconoscimento facciale degli smartphone (tipo Face ID) non funziona con un semplice video, i sistemi biometrici seri usano controlli di “liveness” (movimenti, profondità, luce 3D ecc.). Per clonare davvero la nostra “identità biometrica” serve altro. Non basta fingersi pensionati spaesati che chiedono aiuto in un centro commerciale.
Il messaggio è internazionale
Il post circola da alcune settimane in tutto il mondo, difatti in pochissimi secondi l’ho trovato riproposto in inglese:
If you are at a mall or metro station or market and someone asks for “small help” with their phone – think twice.
That elderly or helpless act could be a trap.
Hyderabad police issued AI-Based Biometric Scam Alert
Fraudsters looking like elderly or middle aged are approaching strangers and asking them to:
• Check pension or subsidy status
• Fix an app
• Help operate a smartphone
What you don’t see:
• The phone may already be on video call
• Screen recording could be enabled
• Your face and voice can be captured in seconds
• AI tools can clone your identity
This is not about stealing cash.
It is about stealing you.
Don’t handle unknown phones.
Don’t look into unknown video calls.
Stay alert in crowded places.
La fonte pare essere un sito indiano, che, in seguito all’allerta da parte della polizia locale sulla possibilità dell’uso delle IA per clonare profili social e portare avanti truffe di vario genere, ha realizzato questo post che leggete qui sopra. Ma ripetiamo, non è così che possono rubarci i dati biometrici.
Concludendo
Esistono altri tipi di truffa che possono essere portati avanti grazie all’uso dei telefonini, ma nessuno prevede quanto raccontato nei post che stanno cominciando a circolare viralmente. Il messaggio infatti non descrive una modalità plausibile di furto biometrico.
Come sempre, la prudenza è utile, il panico no. Essere gentili non è un problema; sbloccare telefoni di sconosciuti, inserire codici o prestare il proprio numero sì.
Prima di condividere l’ennesimo “nuovo metodo di truffa che ti ruba l’identità in 30 minuti”, vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi: è tecnicamente plausibile, oppure sta semplicemente facendo leva sulla paura?
redazione at butac punto it
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