Le più comuni truffe su TikTok

Le otto principali truffe che diffuse su uno dei social network più usati al mondo

Redazione Butac 5 Mar 2026
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TikTok è uno dei social network più usati al mondo, ed è anche uno di quelli su cui circolano tanti contenuti che possono essere pericolosi per gli utenti. Quindi oggi abbiamo pensato di fare cosa utile nel raccontarvi in maniera un po’ riassuntiva le otto principali truffe che sono diffuse sulla piattaforma. Chissà di non aiutarvi a non cascarci…

Finti concorsi a premi

Come succedeva in precedenza su altre piattaforme social, anche su TikTok da un po’ di tempo si vedono circolare video dove giovani raccontano di concorsi a cui è facilissimo partecipare e vincere importanti premi, come ad esempio IPhone ultimo modello, buoni Amazon da centinaia di euro e simili. Concorsi in cui basta mettere like o condividere il video per avere la possibilità di essere tra i vincitori. Qui la fregatura, per fortuna, è limitata; il concorso non esiste, i vincitori che ci vengono mostrati un tempo erano amici di chi faceva il video, ora sono generati con le IA. L’unica cosa che questi video fanno è carpire la nostra condivisione o il nostro like con l’inganno, accrescendo la portata del loro profilo, ma perlomeno non ci rubano soldi o identità. Come però spiegavamo in passato, mettere il like a questi contenuti – oltre a regalare visibilità ai cialtroni che inquinano la rete – è anche un segnale utile per chi truffa che siamo soggetti che tendono a non verificare, quindi più facilmente manipolabili di altri. Evitare like e condivisioni su questi contenuti ha due effetti:

  • evita che abbiano maggiore visibilità;
  • evita che l’algoritmo ci cataloghi come soggetti a cui quei contenuti interessano.

Finti investimenti

Anche qui si tratta di una riproposizione di materiale già visto su altre piattaforme. Video generati con IA che mostrano personaggi noti del panorama italiano, attori, conduttori, politici, che raccontano di come sia facile fare grandi guadagni. Il meccanismo è sempre lo stesso, con uno schema che vediamo ripetersi da oltre un decennio. Prima ci viene mostrato il volto di qualcuno che può indurci fiducia, qualcuno che sostiene che è riuscito a raggiungere una sicurezza economica non grazie al proprio duro lavoro, ma per merito di investimenti mirati. Investimenti che possono cominciare con piccole cifre (sempre 250 euro, abbastanza perché sia remunerativo per chi truffa, pochi perché decidiamo di perdere il tempo per una denuncia formale).

La regola da seguire in questo caso dovrebbe sempre essere la stessa: chi promette guadagni fissi e garantiti online in pochi click vi sta imbrogliando. SEMPRE.

Truffe sentimentali

Queste si trovano un po’ ovunque, non solo su TikTok, e purtroppo sembra incredibile ma mietono vittime continuamente. Infatti esistono tante persone senza un partner, magari timide, che online sperano sempre di trovare l’amore della vita (o anche solo qualcuno che possa essergli amico). Persone purtroppo che possono diventare suggestionabili grazie a trucchetti psicologici messi in piedi ad hoc dal truffatore di turno. Truffatore che sa bene come sfruttare la rete per iniziare un “corteggiamento”, truffatore che sa quali tasti premere per far sì che la potenziale vittima si senta sempre più legata a lui/lei, anche se non l’ha mai veramente visto in faccia. Il trucco è semplice: prima ti corteggio, poi ti faccio affezionare e alla fine, quando sei cotto, comincio con le richieste, dai soldi per venirti a trovare a quelli per curarmi.

In inglese si chiamano Romance Scam e mietono tante vittime ogni giorno.

Finti Account di Sistema

Questa l’abbiamo vista già su Facebook più volte: quando ci chiedono di cliccare su link e inserire username e password tramite messaggi con mittenti che sembrano ufficiali, non stanno facendo altro che puro phishing. Purtroppo spesso il messaggio iniziale ci causa una certa urgenza e, preoccupati di perdere il nostro account, invece che razionalizzare clicchiamo, inseriamo username e password e nel momento in cui premiamo invio spesso ci rendiamo conto della boiata che abbiamo appena fatto. Basterebbe tenere bene a mente che TikTok non ti manda messaggi ufficiali per modificare o “rendere sicura” la password dai link via messaggio privato, così come nemmeno le altre piattaforme social. I truffatori, invece, adorano i DM (direct message), perché lì non c’è pubblico, non c’è smentita, non c’è qualcuno che sotto scrive “È una truffa, svegliati”.

Le fantastiche offerte di lavoro

Sempre su TikTok, da un po’ di tempo a questa parte, hanno cominciato a circolare video di aziende mai sentite prima che cercano creatori di contenuti per facili lavoretti. Ma il trucco è sempre il solito: dopo aver risposto al video riceviamo inviti a cliccare su siti esterni alla piattaforma, siti su cui ci vengono quasi sempre chiesti (di solito dopo qualche facile task per convincerci della bontà dell’annuncio) dati sensibili e successivamente una quota d’avvio per il facile lavoretto. In Italia in questa truffa ci cascano in tantissimi, specie tra i più giovani, quelli che ben sanno che ogni click online significa denaro, e quindi si convincono più facilmente che esistano sistemi facili per guadagnare. Purtroppo non è così, e chi casca in queste truffe oltre a trovarsi con meno soldi spesso rischia anche il furto d’identità.

Vendite fantasma e marketplace fasulli

Con l’avvento delle IA questo genere di truffe sono esplose, visto che con pochissimo sforzo si è in grado di realizzare video credibili di prodotti inesistenti, video che risultano affascinanti e attirano specifiche clientele. Di solito i prodotti sono economici, qualche decina di euro al massimo. Nella maggioranza dei casi non ci arriverà nulla a casa, ma potremmo essere così fortunelli da ricevere realmente cosa abbiamo ordinato (sì, sono sarcastico, visto il risultato tra quanto disegna l’IA e quanto riescono a realizzare i venditori nella realtà):

Suggerisco a tutti di seguire Maggie McGaugh su TikTok, Instagram o Facebook; la creator da almeno un anno realizza video che mostrano chiaramente questo genere di truffe.

Truffe su rimborsi di vario tipo

Queste purtroppo sono quelle che mi spaventano di più, perché a cascarci di solito sono persone bisognose, convinte che basti un click su un link per riuscire a risolvere magari una brutta situazione debitoria. E invece si ritrovano con ancora più debiti per colpa dei soldi che gli vengono sottratti online. I video ci invitano a cliccare su fantomatici link per ottenere bonus o rimborsi fiscali, link che rimandano a finte pagine professionali che simulano INPS, Agenzia delle Entrate e quant’altro, dove appunto ci viene detto che basta compilare un form per ottenere dei denari. Il form mira a rubarci dati sensibili come codice fiscale, IBAN e documenti d’identità. Grazie a quelli i truffatori sono in grado di spacciarsi per noi e arrivare ad agire sui nostri conti correnti. Stateci MOLTO attenti.

Come riconoscerle senza diventare Sherlock Holmes

Non serve la lente d’ingrandimento né il cappello da investigatore: spesso le truffe si sgamano con un minimo di buon senso digitale. Se il link che ti mandano ha un dominio che sembra uscito da un generatore automatico tipo bonus2024-tiktok-regali.live, non cliccare.

Altro segnale? Ti chiedono soldi, dati personali, copia dei documenti o una piccola ricarica/spesa di spedizione per ricevere il premio. Non vogliono mandarti premi: vogliono svuotarti il conto.

Poi ci sono i profili strani: foto stock, 12 follower, bio con emoji random e descrizione tipo lavora duro sogna forte ✨. Sembra incredibile, ma ancora oggi funzionano.

Le truffe amano l’italiano stentato, le maiuscole a caso, e le testimonianze che sembrano tutte uscite dalla stessa fabbrica di bot: Anch’io ho ricevuto 500 € in 24h, grazie Mario! Mario, ovviamente, è irreperibile.

Perché ci caschiamo?

L’algoritmo di TikTok spinge ciò che emoziona: promesse, paure, miracoli, e noi ci caschiamo perché il nostro cervello è attirato dalle emozioni molto più che dalla razionalità. Molti utenti, specie i più giovani o chi ha poca confidenza con le trappole digitali, non si fermano quasi mai a verificare. E lo sappiamo: in Italia l’educazione digitale è ancora quella cosa che dovremmo fare a scuola, ma ci penserà il prossimo ministro. Finché continuiamo a pensare A me non succede, succede a qualcun altro, e spesso quel qualcun altro ci ha rimesso soldi veri, dati sensibili, o un bel pezzo della sua identità digitale.

Concludendo

Servirebbe più alfabetizzazione digitale, ma finché questo non accade occorre stare attenti, perché sui social – TikTok incluso – la truffa si presenta con un filtro bellezza e qualche slogan motivazionale, e di gente che ci casca ne vediamo in abbondanza.

Se qualcosa ci sembra troppo bello per essere vero… probabilmente è una fregatura!

redazione at butac punto it

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Immagine di testa di Solen Feyissa su Unsplash

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