Mi avete segnalato un articolo che è apparso su Il Giornale il 14 luglio, dal titolo:

“Il vaccino c’è già e funziona”. Vogliono distribuirlo senza sperimentarlo

Sottotitolo:

L’idea è distribuirlo senza sperimentarlo. Autorizzazione speciale dall’Europa.

Credo sia necessario fare un po’ di chiarezza. La prima cosa da precisare è che sono il primo a desiderare un vaccino sicuro, e che abbia passato tutti i controlli necessari. Sono tra quelli che storcevano il naso due mesi fa sentendo parlare di stanziamenti per pagare le dosi di un vaccino che ancora non si sapeva se funzionasse.

Da allora sono passati appunto due mesi, e le aziende non state con le mani in mano. Hanno infatti continuato con la sperimentazione dei farmaci, che dopo la prima fase è arrivata alla seconda, la quale prevede appunto i test sugli esseri umani. Test che sono cominciati a fine aprile su un campione di 1112 soggetti. A maggio se ne sono aggiunti altri 10mila. A giugno il vaccino di Astrazeneca è stato giudicato quello nella più avanzata fase di sperimentazione rispetto agli altri che stanno venendo studiati nel mondo. In contemporanea si stanno facendo studi sulla sua sicurezza, efficacia e immunogenicità.

Il Giornale, riportando da La Stampa, ci racconta:

Secondo quanto riportato da La Stampa, sembrerebbe che l’Europa stia cercando di ottenere un’autorizzazione speciale affinché l’agenzia europea del farmaco possa iniziare già a fine anno la somministrazione del vaccino alle categorie più a rischio, come per esempio gli anziani. Nonostante non sarà allora ancora terminata la fase 3 di sperimentazione, quella che coinvolge decine di migliaia di volontari sani.

Purtroppo non ho accesso al paywall de La Stampa, ma non credo abbiano stravolto il senso dell’articolo originale. Tutto molto chiaro, anche se continua a mancarmi una fonte.

Da qui in poi vi riporto quanto ho potuto trovare nel cercare conferma all’articolo de La Stampa. Ho cercato nei comunicati dell’Unione qualcosa che dicesse esattamente quanto riportato da Stampa e Giornale, e non l’ho trovato. Viene citata anche l’EMA su La Stampa, ma l’ultimo documento prodotto da EMA risale al 9 luglio, e non mi pare che dica di saltare la fase 3 o iniziare la distribuzione del vaccino prima di aver avuto dei risultati. Sul sito di EMA si parla di un workshop fatto il 22 giugno proprio per studiare una regolamentazione internazionale allineata riguardante le fasi di sperimentazione dei vaccini. Vi riporto, già tradotto:

Il workshop è stato tenuto per incoraggiare la convergenza normativa, nella misura del possibile, su alcuni aspetti chiave dei progetti di sperimentazione clinica di fase 3 per aiutare gli sviluppatori a generare prove solide sulla qualità, la sicurezza e l’efficacia dei potenziali vaccini COVID-19 che soddisfino le esigenze delle autorità di regolamentazione di tutto il mondo. Ciò è fondamentale per accelerare e semplificare lo sviluppo globale e l’autorizzazione dei vaccini contro il COVID-19.

Del workshop si parla in maniera molto più estesa sulle pagine di ICMRA (la Coalizione internazionale delle autorità di regolamentazione dei medicinali). Non vi riporto il lungo testo di ICMRA, ma potete trovarlo qui. Anche qui non trovo richieste di distribuire il vaccino prima che la fase 3 sia terminata, bensì solo indicazioni su come procedere per far sì che le sperimentazioni siano più efficaci e più veloci possibile.

Detto ciò il titolo di Stampa e Giornale è fuorviante, la sperimentazione di quel particolare vaccino è in corso da fine aprile, sta andando avanti da allora, parlare di “vaccino senza sperimentazione” è sbagliato. Al massimo potremo dire (se questo sarà confermato, con fonti) che si procederà alla distribuzione mentre la fase 3 della sperimentazione è ancora in corso. Che non è proprio la stessa cosa. Sia chiaro, nei testi degli articoli che ho visto la cosa viene sempre specificata. Sono i titoli a essere, a mio avviso, fuorvianti.

maicolengel at butac punto it

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