Una svolta contro il cancro?

Un articolo promette risultati in vitro e in vivo "sbalorditivi", ma si tratta di un protocollo esclusivamente teorico

maicolengel butac 3 Apr 2025
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Ci è stato segnalato un lungo articolo che narra di una nuova terapia per curare il cancro. Siamo sempre pronti ad analizzare questo genere di notizie, in quanto riteniamo che la disinformazione nel campo medico sia una delle più pericolose – anche quando, come in questo caso, l’articolo che ci è stato segnalato risale a qualche tempo fa. L’articolo, pubblicato su Castelli Notizie, sito di proprietà di Mi.Da Press, risale al 26 gennaio 2025 e s’intitola:

«Una svolta contro il cancro col nuovo protocollo terapeutico pubblicato sul “Journal of Orthomolecular Medicine”»: Fabio D’Andrea ne è convinto e ne fa la sua missione

Fabio d’Andrea, citato nel titolo, è un ex consigliere comunale di Velletri. L’articolo è decisamente lungo ma ci limiteremo a dare alcuni dettagli. Partendo dal primo e come sempre più importante: ci viene infatti detto fin dal titolo che c’è uno studio che è stato pubblicato su una rivista scientifica, il Journal of Orthomolecular Medicine.

Si tratta di una testata seria e affidabile?

Il Journal of Orthomolecular Medicine è una rivista scientifica, non peer-reviewed in senso classico, legata al movimento della medicina ortomolecolare, teorizzata da Linus Pauling. La rivista nasce nel 1967, fondata da Abram Hoffer, medico canadese che non trovava più testate che accettassero di pubblicare i suoi studi sulle terapie megavitaminiche. Non è indicizzata in PubMed, né su Scopus, né su Web of Science, i principali database bibliografici scientifici.

Come spiegato su Wikipedia:

La rivista è classificata come “Periodico non consigliato” dal sito web di controllo della medicina alternativa , Quackwatch.org.

Quindi Castelli Notizie e Fabio d’Andrea stanno consigliando un protocollo contro il cancro pubblicato su una rivista che di scientifico ha decisamente poco. Spesso chi pubblica su questo genere di testate lo fa conscio che i propri scritti non passerebbero la revisione dei pari (peer review) e così sfrutta riviste che non abbiano quel tipo di verifica per approfittare del nome apparentemente altisonante.

Lo studio

E qui arrivano le dolenti note. L’articolo citato esiste, ed è stato pubblicato con il titolo:

“Targeting the Mitochondrial-Stem Cell Connection in Cancer Treatment: A Hybrid Orthomolecular Protocol”

Ma quello presentato in realtà non è uno studio clinico, e non ha passato una revisione dei pari, si tratta solo e unicamente di un articolo teorico che presenta delle ipotesi di lavoro. Nell’articolo di Castelli Notizie riportano un virgolettato di D’Andrea:

Il protocollo è stato testato sia in vitro che in vivo su tutti i gradi di cancro con risultati sbalorditivi.

Ma è una bufala, perché appunto non c’è alcuna sperimentazione in corso, ma solo teorie lanciate da uno studio pubblicato su una testata non peer reviewed. Per noi onestamente la questione si conclude qui, anche se si potrebbero aggiungere molte cose visto che nell’articolo di Castelli Notizie vengono citate l’ivermectina e Didier Raoult, ma onestamente sarebbe un ripetere informazioni già dette e ripetute, che potete trovare nelle decine di articoli sul tema già pubblicati.

Se il protocollo fosse davvero una svolta nelle cure per il cancro, invece che un articolo teorico bisognerebbe vedere appunto studi in vitro e in vivo, studi che ad oggi non ci sono; dare a intendere diversamente significa disinformare.

redazione at butac punto it

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