Bikini vietato dove ci sono musulmani

maicolengel butac 29 Apr 2014
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AGGIORNAMENTO DEL 15/05/2014

pam bikini

Questa storia ha circolato talmente tanto da venire presa per buona perfino da una giornalista della FOX, in inglese ovviamente. Nelle statistiche di Butac ho notato un innalzarsi di chi sta usando translator per tradurre il nostro articolo, credo quindi di fare cosa gradita rendendone disponibile la traduzione fatta dal nostro prode Neil.

Bikini prohibited on the seaside with muslims present

This time the info-clowns really gave their best with an article that was made to create some discussion, a discussion that didn’t happen on their web site by the way.

The news is that:

A judge of Messina (Sicily) sentenced three girls to pay a fee of 2.582 € each since they were found guilty of wearing a bikini at a private beach in a well-known resort of Taormina, attended by some muslim families from Saudi Arabia who was on vacation.

And they go on like they were interested in the debate

It is important to emphasize that both the concept of obscenity and of common decency doesn’t only change over time within a given society, but also change from one civilization to another. The understanding of these concepts refers to the consideration of the body and of sexuality.

But as expected they conclude fantastically

… in their culture, a similar style of dress was typical of women who practiced prostitution in private homes without having a minimum of feedback and getting only offensive answers.

To be more clear, the Saudi tour operator called the Italian girls whores  and the judge sentenced the girls, not the tour operator!

This is pure satire, and I admit that deep down I smiled, especially because I believe that with this piece the young info-clowns were really trying to get this message: Do you think that it’s right that these women (not the Italian women) are treated this way? Do you think that it’s right that there are religions that require the nullification of women in society, their not being able to drive unless accompanied, their not being able to decorate as they like … etc etc..

What’s left to add? It is a fictional news, but this time around there was a more honourable by-end than usual: to stimulate thinking.

bikinivsmusulmani

Stavolta i bufalocomicari si sono impegnati, con un articolo che nella mia modestissima opinione vorrebbe sollevare una discussione… discussione che sul Corriere del Mattino non ho visto avvenire.

La notizia  è questa:

Un Giudice di pace di Messina ha condannato tre ragazze al pagamento di un’ammenda penale di 2.582 € a testa per aver indossato il bikini in una spiaggia privata di pertinenza di un noto villaggio turistico di Taormina, frequentato da alcune famiglie islamiche in vacanza e originarie dell’Arabia Saudita.
bikiniislam

Poi come se i bufalocomicari fossero interessati al dibattito ci spiegano:

E’ importante sottolineare come sia il concetto di osceno che quello di comune senso del pudore non solo si modificano nel corso del tempo all’interno di una data società, ma cambiano anche da una società all’altra. La comprensione di questi concetti rimanda alla considerazione del corpo e della sessualità.

Ma come da copione concludono alla grande:

…nella loro cultura, un simile modo di vestire era tipico di donne che esercitavano il meretricio in case private senza avere un minimo di riscontro e ricevendo solo risposte offensive.

O meglio il tour operator saudita avrebbe dato delle prostituite a due normali ragazze italiane in spiaggia…e il giudice ha condannato le ragazze, mica il tour operator!

Questa è satira, e ammetto che sotto sotto ho sorriso anche io, specie perché credo che con questo pezzo i giovani bufalocomicari stessero davvero tentando di far passare il messaggio del: Vi pare giusto che queste donne (non le italiane) siano così trattate? Vi pare giusto che esistano religioni che impongono l’annullamento delle donne in società, il loro non poter guidare se non accompagnate, il loro non potersi addobbare come gli pare … ecc ecc.

Che dire, la notizia è inventata, ma stavolta c’era anche un secondo fine, quello di far discutere…

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