voltaire

Voltaire (1694-1778), pseudonimo di François-Marie Arouet, è stato un filosofo francese, uno dei più importanti dell’Illuminismo. Il caposaldo del suo pensiero è la tolleranza: egli credeva nell’uguaglianza tra gli uomini più di ogni altra cosa. Per questa ragione, gli viene spesso attribuita la seguente frase:

Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.

Certamente la magnanimità di questa frase non è del tutto contraria al pensiero di Voltaire, il che la rende credibile agli occhi di alcuni. Peccato che in realtà non sia sua.

Essa è infatti tratta non da un opera di Voltaire, ma dal romanzo Gli amici di Voltaire della scrittrice britannica Evelyn Beatrice Hall, pubblicato nel 1906. La Hall ha anche pubblicato nel 1903 La Vita di Voltaire, ed entrambi i romanzi sono biografie su Voltaire. La scrittrice ha in seguito precisato le origini della citazione nella sua lettera Voltaire never said it (“Voltaire non l’ha mai detto”):

The phrase “I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it” which you have found in my book “Voltaire in His Letters” is my own expression and should not have been put in inverted commas. Please accept my apologies for having, quite unintentionally, misled you into thinking I was quoting a sentence used by Voltaire (or anyone else but myself).

La frase “Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo” che avete trovato nel mio libro “Voltaire nelle sue lettere” è un’espressione mia e non avrebbe dovuto esser messa tra virgolette. Vi prego di accettare le mie scuse per avervi, senza volerlo, fatto pensare di stare citando una frase usata da Voltaire (o chiunque altro che non sia io).

Come dicevo, però, questa frase non è del tutto contraria al pensiero di Voltaire. Nel suo Trattato sulla tolleranza, egli ha espresso un concetto simile:

La natura dice a tutti gli esseri umani: (…) Qualora foste tutti dello stesso parere, cosa che sicuramente non succederà mai, qualora non ci fosse che un solo uomo di parere contrario, gli dovrete perdonare: perché sono io che lo faccio pensare come lui pensa.

Di tutte le superstizioni, la più pericolosa è quella di odiare il prossimo per le sue opinioni.

È cosa crudelissima perseguitare in questa vita quelli che non la pensano al nostro modo.

Ma come! Sarà permesso a ciascun cittadino di non credere che alla sua ragione e di pensare ciò che questa ragione, illuminata o ingannata, gli detterà? È necessario, purché non turbi l’ordine.

Ma la frase che più assomiglia a questa si trova nelle sue Questioni sull’Enciclopedia, riferita a Claude-Adrien Helvétius:

Mi piaceva l’autore de L’Esprit. Quest’uomo era meglio di tutti i suoi nemici messi assieme; ma non ho mai approvato né gli errori del suo libro, né le verità banali che afferma con enfasi. Però ho preso fortemente le sue difese, quando uomini assurdi lo hanno condannato.

La frase, dunque, pur non essendo sua, è almeno parzialmente ispirata al suo pensiero.

Come avrete capito, l’autore di Candido, ovvero l’ottimismo è uno dei pensatori più ammirevoli di sempre, le sue idee hanno per secoli influenzato l’umanità e sono ancora molto attuali. Certo, con il Candido il suo scopo primario è stato quello di confutare la dottrina filosofica di Leibniz, ma non vi è dubbio che non avesse niente di personale contro di lui: semplicemente non ha avuto paura di esprimere un pensiero completamente diverso. Però, date a Cesare quel che è di Cesare.

Shadow Moon

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