Luca Zaia e la scoperta dell’America

Il falso storico dei fratelli Zeno condiviso sulla pagina Facebook del governatore del Veneto

maicolengel butac 16 Mar 2023
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Il 14 marzo 2023 sulla bacheca di Luca Zaia, presidente della regione Veneto, è apparso un post che comincia così:

Se ce ne fosse bisogno, ecco alcuni motivi per cui essere ORGOGLIOSI di essere veneti! I primi cinque qui sotto, tratti dalla pagina facebook Questo è il Veneto! 💪 ❌❌❌ 🦁

1) I Veneti scoprirono l’America prima di Colombo I fratelli Zeno vissuti tra il 1300 e gli inizi del 1400 navigarono attraverso l’Atlantico fino al Nord America. Sì, proprio così! Scoprirono l’America prima di Cristoforo Colombo, e non solo. Pare che il ben più noto esploratore giunse nel Nuovo Mondo proprio grazie a una copia di mappe venete.

Ci limitiamo al primo dei 5 punti, dove viene narrata la leggenda dei fratelli Zeno scopritori dell’America. Ma davvero furono loro a scoprirla? Se cerchiamo in rete troviamo siti come quello dell’Università di Toronto che sostengono che la vicenda sia un falso storico, come spiegato:

Il loro presunto viaggio si basa su un libro pubblicato da un membro della famiglia Zeno a Venezia nel 1558, intitolato Dello scoprimento dell’ isole Frislanda, Eslanda, Engrouelanda, Estotilanda e Icaria fatto sotto il Polo artico da’ due fratelli Zeni, M. Nicolo il K. e M. Antonio. Secondo questo racconto, Nicolò e Antonio navigarono verso il nord Atlantico intorno al 1380 ed entrarono al servizio di un potente locale di nome Zichmni. Mentre erano al suo servizio, e talvolta accompagnati da lui, fecero viaggi in diverse isole dell’Atlantico settentrionale, e raggiunsero anche la Nuova Scozia, secondo varie interpretazioni del Dello scoprimento. La narrazione, tuttavia, è una rozza invenzione e non ci sono altre prove della presenza dei fratelli in qualsiasi momento nel nord Atlantico. Al contrario, gli storici hanno accertato che Nicolò trascorse la maggior parte della sua vita al servizio pubblico di Venezia, compresi gli anni in cui sarebbe stato con Zichmni. Né morì mentre era al suo servizio, come afferma la narrazione, poiché fece testamento a Venezia nel 1400 e morì intorno al 1402. Antonio morì poco dopo il 1403.

Esiste anche un libro, The Zeno Voyage: Anatomy of a Hoax, acquistabile su Amazon, che racconta appunto di come questa vicenda sia considerata un falso dalla maggioranza degli storici.

Ma anche non fosse un falso, lo sapete che il primo europeo a sbarcare nel Nord America è da anni considerato come fatto conclamato che sia stato l’esploratore norvegese Leif Erikson (o Leiv Eiriksson o Leif Ericson). O se non lui comunque un espoloratore dalla Norvegia, visti i resti di quello che è stato definito un’insediamento norvegese che si è potuto far risalire un periodo che va dal 990 al 1050 d.c.

Luca Zaia ha delle precise responsabilità visto il ruolo che ricopre, sarebbe bello che evitasse di condividere notizie di questo genere, perché così facendo poi si arriva a una mistificazione dei fatti.

Il rischio di non fare corretta informazione è di arrivare allo stesso punto degli americani quando attribuirono a Bell l’invenzione del telefono, invenzione che in realtà era stata realizzata prima da Antonio Meucci e a seguire da Charles Boursel: Bell fu solo colui che, quasi trent’anni dopo Meucci, ne brevettò l’apparato negli Stati Uniti, ma sui loro libri di scuola per decenni è stato definito l’unico inventore. Voglio sperare non ci siano libri di storia che attribuiscono agli Zeno la scoperta dell’America, sarebbe una mistificazione non da poco.

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