11 Settembre: Giulietto non molla

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Giulietto Chiesa è un giornalista. Potrebbe sembrare una barzelletta, ma non lo è. Chiesa, vincitore del premio Perlone 2011, e “fornitore” di primo livello di perle, ha un chiodo fisso: l’11 Settembre 2001, e invece di festeggiare il 2 Giugno ci delizia dal sito de Il Fatto Quotidiano sulle novità del panel Consensus 9/11, formato da più o meno chiunque abbia voglia di entrarci, riguardo al famoso WTC7, l’edificio 7 del World Trade Center, che è visto come il Santo Graal dai complottisti settembrini in quanto è crollato senza essere stato colpito da un aereo.

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Secondo gli esperti del Consensus 9/11 il NIST avrebbe mentito riguardo all’acciaio del WTC7

Le affermazioni del Nist, secondo cui non sarebbe stato possibile esaminare le caratteristiche strutturali dell’acciaio del WTC-7, in quanto non sarebbero stati trovati reperti dell’acciaio del WTC-7 , sono false.

Chiariamo subito alcune cose. Quanto è importante il collasso del WTC7? Non molto. In quel collasso non è morto nessuno, a differenza delle migliaia di vittime delle Twin Towers, e non è stato un obiettivo dei terroristi, quindi nel complesso qualunque analisi sull’accaduto non era particolarmente utile alla causa del chiarire cosa fosse successo quel giorno. Mi spiego meglio: il crollo delle due torri, e l’attacco terroristico in generale, è l’evento principale mentre la torre 7 è un evento collaterale. Che questo palazzo fosse crollato o meno (come tanti altri quel giorno di cui non si parla mai) non aggiunge nè toglie molto alla storia dell’11 Settembre. Credo che questo sia il motivo principale per il quale tutti i complottisti, di tutti i livelli, giochino la carta WTC7 appena possono: abbiamo meno informazioni, quindi ci stanno nascondendo qualcosa.

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Fin qui  ho parlato in generale, ma era necessario un piccolo preambolo perchè alcuni argomenti, soprattutto quando estremamente complicati, senza il contesto corretto, possono assumere connotati incorretti o, peggio ancora, di fantasia. Non è mio compito o missione difendere il NIST, ma l’unica cosa che questo panel indipendente fa è giocare con le parole e ravanare e risollevare argomenti senza produrre niente di nuovo. Non so se è un problema di lingua (d’altronde è un panel internazionale), ma di fatto si contesta che nel rapporto sul crollo del WTC7 il NIST non abbia effettuato test sull’acciaio proveniente da quel palazzo perchè “non ne avesse trovato”, mentre la realtà sarebbe diversa. Il NIST a volte utilizza delle frasi ambigue, di questo ne va dato atto, ma c’è una frase in bella mostra, che ovviamente il panel di Consensus non cita, che spiega in maniera appropriata la questione

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http://www.nist.gov/customcf/get_pdf.cfm?pub_id=101016

Unlike WTC 1 and WTC 2, no recovered steel in the NIST inventory can be unambiguously assigned to WTC 7. Therefore, properties of the steel were estimeted completely from the literature.

A differenza del WTC 1 e WTC 2, nessun acciaio presente nei reperti del NIST può essere identificato senza dubbio alcuno appartenente al WTC7. Perciò le proprietà dell’acciaio sono state calcolate esclusivamente dalla letteratura.

Cioè, dato che non erano sicuri al 100% se i campioni di acciaio in loro possesso fossero del WTC7 decisero di non rischiare e di usare solo dati tecnici in base al tipo di acciaio utilizzato. Quando dicono “no steel was recovered from WTC7” non significa “non c’era acciaio da raccogliere” (considerando che era costruito da 26mila tonnellate è impossibile) ma “non abbiamo raccolto acciaio dal WTC7”. Possiamo discutere per secoli su quanto questo sia corretto o meno, Consensus non ha fatto altro che andare a cercare delle foto “compromettenti” a riguardo, ma il punto rimane quello posto prima: cosa cambierebbe? Niente, perchè cosa ci sarebbe da dimostrare? Che il palazzo sia stato abbattuto? Perchè è l’unica altra possibilità secondo i complottisti, ma non c’è nessuna prova, o indizio, a riguardo. A riprova della poca criticità del crollo del WTC7 è anche il fatto che il rapporto finale è di 7 anni dopo il crollo. I più estremi possono vedere una forzatura in questa mia posizione, ma ragionate sul merito di contestare questi fatti: non si ottiene nulla fintanto che non si offre una analisi alternativa dei fatti e delle possibilità. Ed è qui che casca l’asino, perchè si pone il dubbio sulla buonafede del NIST su un argomento specifico, che ci può anche stare, ma si attacca su argomenti collaterali senza prova alcuna.

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Preparate i cappelli di carta stagnola.

Si tenga presente che il Nist è l’istituzione pubblica che, unica, ha avuto l’incarico dal governo americano di effettuare le analisi delle cause dei crolli che si sono susseguiti nel World Trade center l’11 settembre 2001. Ricordo qui la prima “stranezza”: il governo incarica un organo governativo tecnico di fare un’indagine in cui è implicato il governo stesso.

Questa frase è all’inizio del pezzo di Chiesa. Si parte dalla sentenza: il governo americano sarebbe implicato (colpevole)  nel disastro e quindi incarica un organo governativo (al massimo ente governativo!) di effettuare l’indagine. La “stranezza” sarebbe il non essere strano, cioè fa intendere che essendo il governo colpevole avrebbe incaricato il NIST apposta per tutelarsi e pararsi il culo. Il NIST era l’ente (non organo) più competente per farlo, chi altrimenti avrebbe dovuto fare le analisi? Un panel internazionale guidato da attori, registi, psicologi e psicoterapeuti, giornalisti, teologi, bibliotecari e piloti? Si accusano gli Stati Uniti di essere colpevoli, non spiegando come ovviamente, e di aver scelto qualcuno che potesse coprirli, ovviamente senza offrire una diagnosi alternativa all’accaduto. Secondo la loro visione illuminata si sarebbe dovuto esautorare il governo americano e non si sa chi avrebbe dovuto analizzare le prove.

Ricordo a chi non lo sapesse, che l’allora sindaco di New York, Rudolph Giuliani, d’accordo con le autorità nazionali, organizzò una spettacolarmente rapida ripulitura del gigantesco cumulo di macerie

Giustamente, dato che nessuno ha visto gli aerei schiantarsi a New York, si sarebbero dovuti fermare tutti e lasciare le macerie per terra paralizzando una metropoli di oltre 10 milioni di abitanti invece di tirarsi su le maniche e raccogliere i morti e liberare le strade. Bisognava lasciare il disastro lì per i posteri.

Ricordo anche, sempre a chi se lo fosse dimenticato, che nelle oltre 500 pagine del “9-11 Commission Report”, non c’è il minimo cenno all’elefantiaco “dettaglio” del crollo del WTC-7, la infausta terza torre, crollata senza essere stata colpita da nessun aereo, alle 17:20 circa dello stesso, tragico, giorno.

Questo è uno degli argomenti più stupidi che vengono portati come “prova”, o meglio ancora come “sospetto”, che penetra di più nelle menti. il “9-11 Commission Report” non parla del crollo del WTC7 perchè non è crollato per l’attacco terroristico, non era un obiettivo dell’attacco e quel testo è il frutto di una commissione politica, non tecnica

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È una analisi politica dell’11 Settembre, quella tecnica sui crolli è quella del NIST, perchè creare confusione in chi legge? Domanda retorica, ovviamente.

Una tale analisi [sull’acciaio] sarebbe stata cruciale per sostenere, o impugnare, la stessa tesi del NIST, secondo cui il WTC-7 sarebbe crollato per indebolimento delle strutture d’acciaio dell’edificio a causa di un furioso incendio.

In realtà non cambierebbe un granchè, perchè il NIST ha molto chiaro come siano andate le cose. Raccontarlo così come fanno Chiesa e tutti gli altri è solo un modo per ridicolizzare anni di analisi. Ribadisco che si possa anche non essere d’accordo, è diritto di tutti, ma ci si dimentica sempre della prova più importante: il crollo è successo, ed è successo sotto gli occhi di migliaia, e grazie alla TV, milioni di occhi. Vi consiglio di guardare questo video

e anche tutti gli altri di Myles Power, dove fa un bel riassunto di come sia crollato e di come le conclusioni siano in linea con quello che sostiene il NIST. La versione breve è questa. L’incendio che si è propagato dal 7° al 13° piano non è stato minimamente controllato perchè non c’era acqua per farlo. Per legge i piani superiori al 21 devono avere (e avevano) una riserva di acqua, ma per quelli inferiori l’approvvigionamento era dalle rete idrica pubblica, da dove anche i pompieri avrebbero dovuto pescare per spruzzare i piani incendiati. Questo non fu possibile. Il crollo delle Twin Towers interruppe completamente la rete idrica, quindi le temperature danneggiarono la colonna 79 che sorreggeva il lato est che ospitava dei solai molto larghi (ripeto guardatevi il filmato)

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Una volta ceduta la colonna, prima cede la parte centrale, poi il lato est e alla fine il palazzo si accartoccia. Secondo il NIST, se il sistema antincendio avesse funzionato (ci fosse stata acqua) quasi sicuramente il palazzo non sarebbe crollato.

Ora, in un paese normale, questo basterebbe per riaprire l’inchiesta, poiché le conclusioni del “9/11 Commission Report” si basarono sui dati di una relazione menzognera. Un’analisi metallografica dell’acciaio avrebbe dimostrato che nessun furioso incendio sarebbe stato in grado di “ammorbidire” la struttura portante di un grattacielo di 47 piani, al punto tale da farlo letteralmente afflosciare a terra in pochi secondi, verticalmente, dritto come un fuso.

Tralasciando il fatto che nessuno dei membri e amministratori del  Consensus sia esperto di metallurgia, e il 9/11 Commission Report non ha nulla a che spartire con l’analisi del WTC7,  l’analisi del metallo avrebbe cambiato poco IMHO perchè sono note le caratteristiche dell’acciaio usato, oltre al fatto che non è possibile determinare altro motivo per cui il palazzo potesse crollare. Ha furbescamente evitato di usare il classico “caduta libera”, ma il senso della parte finale della frase è quello. L’altro grande classico è sostenere che sia impossibile che potesse cadere in “caduta libera” se non ci fosse stata una demolizione controllata, e infatti hanno ragione, cioè che non essendoci stata demolizione o esplosioni non c’è stata “caduta libera”. Si vede chiaramente che il crollo è graduale (prima parte centrale e poi parte esterna) e la velocità è variabile, non costante. Per chi volesse approfondire, oltre a leggersi i documenti pubblici del NIST, potete approfondire anche sul bel sito undicisettembre, dove potete trovare tonnellate di informazioni.

Il NIST è molto chiaro, si tratta del primo caso di crollo di un palazzo di acciaio per via di un incendio, ma è anche il primo in cui l’incendio viene lasciato libero (ovviamente non per scelta come abbiamo detto) di agire senza interruzioni. Centinaia di persone hanno analizzato e studiato questi giorni drammatici. Si possono avere tutti i sospetti e dubbi su cosa si sarebbe potuto fare per evitare di arrivare al disastro, questo è chiaro e lecito, ma non è ascoltando i deliri di gente totalmente incompetente o politicamente schierata che si possa fare più chiarezza. Questa gente non ha a cuore la verità, a loro interessa solo parlar male ed insultare gli USA e il Governo Americano, nemico politico e morale. Discorso che ho già affrontato, leggetevi i documenti che la rete fornisce liberamente,e vi linkano, perchè è la stessa cosa che fanno questi de-informatori professionisti, non c’è altro materiale al quale attingono. Non hanno documenti segreti o nuove prove da portare sul tavolo. Prendono quello che c’è e lo mischiano e creano un nuovo prodotto. Vi consiglio di guardare tutti gli episodi di Myles Power sull’11 Settembre perchè affrontano tutti i “dubbi” classici su questo argomento e vedrete che la realtà è già abbastanza complicata e difficile da comprendere senza farsi dei viaggi mentali meschini come quelli di Chiesa, Mazzucco e i panel di brillantoni. Ovviamente loro lo fanno per la verità:

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Gli approfondimenti di Butac sull’11/9:

Le 50 domande dei complottisti italiani:

Vol.1 Risposte dalla 1 alla 13 – i piloti e le mancate risposte dell’aviazione americana

Vol.2 Risposte dalla 14 alla 29 – le telefonate, il momento dell’impatto

Vol.3 Risposte dalla 30 alla 45 – Le torri gemelle

Vol. 4 Risposte dalla 46 alla 50 – il WTC7

 

 

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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