I complotti sul 9/11 Vol. 4 il WTC7

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9/11: Le 50 domande dei complottisti - Quarta puntata

Ultima puntata della lunga saga dedicata al 9/11, intanto mi scuso per il ritardo tra la pubblicazione della terza e della quarta puntata, ma l’impegno con Bufale Un Tanto al Chilo e la famiglia mi hanno tolto tanto del tempo libero che avevo, lasciandomi pochi ritagli notturni.

Come già premesso più e più volte le domande a cui rispondo qui vengono da un lungo elenco di 50 pubblicate sul sito LuogoComune dal signor Mazzucco, esperto nelle teorie contrastanti quella ufficiale sui fatti dell’11/9. Le mie risposte non vengono dalla mia conoscenza della materia, ma dalla lettura degli atti presentati, dalla ricerca dei video citati, ma da nessuna mia conoscenza specifica dei fatti.

I commenti di ogni tipo sono i benvenuti, se però i vostri dubbi vertessero su altro che non siano i fatti di queste ultime 5 risposte vi prego per chiarezza di lettura di farli in commento agli altri tre capitoli della saga, e magari prima di porre i vostri dubbi/quesiti controllate che non vi sia già stata risposta nei precedenti capitoli.

E via che si parte:

Il crollo del WTC7

46 – Visto che il crollo di un grattacielo in acciaio a causa del fuoco non era mai accaduto prima, come possono così tante persone averlo previsto con così tante ore di anticipo?
Ma come? Due grattacieli, ben più grandi di quello erano crollati al mattino, costruiti nella stessa identica maniera con gli stessi materiali nello stesso periodo, certo che qualche dubbio mi sarebbe venuto, e prevenire in quel caso è sempre meglio no? Anche io che ho visto i fatti alla TV ho subito pensato oddio ora crolla pure questo…

 

47 – Se i poliziotti che sgomberavano la zona si fossero attesi un cedimento strutturale dovuto agli incendi, perché avrebbero usato la frase “l’edificio sta per saltare in aria?” (“The building is about to blow up”).
Nel video allegato alle domande ci vengono mostrati alcuni estratti di altre interviste, uno con Indira Singh volontaria EMT (e grande sostenitrice della teoria complottista) che racconta che il Dipartimento dei Vigili del Fuoco aveva avvertito con anticipo del crollo usando le parole brought down, ma dei tanti testimoni ascoltati a riguardo lei è l’unica a usare quel termine, come mai?

Può essere che tutti gli altri mentano per favorire una copertura del dramma? O è più probabile che il racconto di Indira sia non corretto?

Poi si passa a dei Vigili del fuoco, e viene estrapolata un’unica frase da un intervista molto più lunga che volendo trovate qui (PDF).

Il racconto spiega chiaramente che dopo il secondo crollo hanno prima atteso che la polvere si depositasse, poi hanno recuperato attrezzi ancora utilizzabili e sono stati spostati a nord, fino ad un liceo, in quanto si temeva che vi fosse una perdita di gas o ancor peggio una bomba nell’edificio dell’American Express, quando l’allarme è rientrato sono tornati in zona, ma senza specificare quanta strada e quanto tempo è passato, nel WTC7 nel frattempo dalle 15:30 era iniziata l’evacuazione del palazzo ed interrotta ogni attività a respingere il fuoco, prima uscivano meglio era, il numero di incendi che si scorgevano dalle finestre era tale da sconsigliare ulteriori interventi, per non rischiare quello che era già accaduto nelle prime due torri.

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48 – Puoi spiegare come un crollo dovuto ad un incendio, che in questo tipo di edificio sarebbe stato del tutto inaspettato, possa essere stato previsto addirittura con la precisione di un conto alla rovescia?
Questa non so perché ma mi sembra l’ennesima ripetizione di quella precedente, due torri erano appena crollate senza che ce lo si attendesse, una terza aveva diversi focolai d’incendio su più piani, se non erro si vedevano sui piani 6, 10, 13, 14, 19, 22, 29, 30… che venga il dubbio che l’incredibile possa avvenire pure lì è lecito no?

Oltretutto gli incendi sono iniziati verso le 11, e hanno continuato ad ardere fino al crollo (che vi sia stato qualcosa di simile ad un conto alla rovescia è una di quelle classiche illazioni complottiste, lo so che ve la prenderete ma è così)!

I testimoni dicono che già alle 14 i Vigili del fuoco avevano notato una deformazione su uno dei lati dello stabile, segno che si stava perdendo la stabilità dell’edificio, da allora fino alle 15 i rumori sospetti di cedimento all’interno del palazzo si sono fatti sempre più insistenti fino a far decidere l’evacuazione immediata.

 

49 – Sai spiegare come la rimozione quasi simultanea di tutte le colonne, che era necessaria per far crollare l’edificio con la simmetria con cui è crollato, possa essere stata causata da un semplice incendio?
La questione qui è molto più lunga da spiegare, e noi non siamo sicuramente in grado di rendere una valida traduzione dei documenti per lo più in inglese.

Qualche elemento però lo possiamo dare, intanto partiamo dal presupposto che la struttura fosse con uno scheletro uguale alle torri gemelle, cosa in parte vera, ma a causa di una superficie commerciale molto più vasta sui piani inferiori si era preferito costruire in maniera più sbilanciata come portanza delle colonne, questo insieme agli incendi ha fatto sì che tutta la struttura fosse ben più debole del previsto, formando prima l’iniziale deformazione vista alle 14 e poi il successivo crollo.

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L’esperto che tante volte viene citato nei documenti dei complottisti in realtà dopo esser stato messo al corrente che all’interno degli edifici vi erano incendi in atto ha ritrattato la propria dichiarazione… ma stranamente la nuova versione non ha circolato come quella che dava supporto alle teorie dell’inside job.

 

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50 – Puoi spiegare come la caduta libera di un edificio, che richiede la rimozione quasi simultanea di tutta la struttura sottostante, possa avvenire senza una demolizione controllata?
E qui ricadiamo nel solito errore del trascrivere tralasciando parti importanti… la storia della caduta libera viene da un rapporto del NIST che si ne parla (qui, a pagina 87 del PDF) dove si parla di caduta libera in una seconda fase del crollo… per 32 metri, per 2,25 secondi, il resto del crollo è avvenuto in maniera più lenta, sia la prima fase che l’ultima.
Qui uno screenshot del rapporto del NIST:

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Lo so che non si finirà mai di parlare del 9/11, che esisteranno sempre teorie a riguardo, io dal canto mio con questo ho concluso, so di non esser stato esauriente, so di non aver colto ogni più piccola sfumatura che i cospirazionisti vedono in quei fatti, so che non avrò accontentato tanti di voi, ma spero di avervi dato materiale di discussione e di studio successivo per farvi la vostra propria opinione.

La mia come già detto all’inizio di questa lunga serie è in linea con i rapporti del NIST, non credo alla versione “ufficiale” perché non vi sono due versioni una ufficiale e una non, ma solo una quella dibattuta con i rapporti tecnici, che racconta come (tristemente) sono andati i fatti, convincervi non rientra tra i miei compiti.

Una delle fonti che ho usato di più oltre ai rapporti del NIST è Popular Mechanics che trovate qui.

 

Questo articolo è parte di una serie:

  1. 9/11: Le 50 domande dei complottisti
  2. 9/11: Le 50 domande dei complottisti – Seconda Puntata
  3. 9/11: Le 50 domande dei complottisti – Terza Puntata
  4. 9/11: Le 50 domande dei complottisti – Quarta Puntata

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.