I complotti sul 9/11 – Vol.1

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9/11: Le 50 domande dei complottisti

L’anniversario del 9/11 ha risvegliato le mille e più teorie del complotto, e il tutto ha portato un noto sito online pseudo giornalistico a pubblicare queste domande sulle Torri Gemelle a cui, secondo loro, non si è data risposta!

Le 50 domande ai difensori della versione ufficiale

Un’accozzaglia di domande ricavate dalla visione di un lungo video “11 settembre la nuova Pearl Harbour” (che qui non linko, ma lo trovate in rete, non voglio dar visibilità a questa disinformazione complottista) che potremmo definire una via di mezzo tra un fantasy e un mockumentary… Sarebbe bello analizzarle tutte in una volta sola, ma trovo più corretto dare modo a chi ne avesse voglia di concentrarsi su pochi argomenti alla volta. Premetto che i commenti non inerenti a queste 13 risposte non saranno presi in considerazione, le 50 domande trattano tutti i dubbi del maggiore esperto sul complotto del 9/11 quindi se avete dubbi su argomenti specifici non trattati qui attendete la pubblicazione delle prossime puntate.

  1) Sapendo che gli attacchi erano imminenti, sapendo che avrebbero potuto utilizzare aerei dirottati, ma non sapendo quando e dove ciò sarebbe accaduto, era un buon motivo per rafforzare al massimo la difesa e per tenere aerei pronti a decollare in qualunque momento, in ogni parte della nazione. Perché invece si è voluto programmare così tante esercitazioni nello stesso giorno, mentre restavano solo quattro caccia in stato di allerta per difendere proprio il settore della nazione che più rischiava di essere attaccato? Ma chi l’ha detto che sapevano che gli attacchi erano imminenti? Dove sta scritto se non nei vostri siti complottari? Dove vedete una Dichiarazione Ufficiale di qualcuno che lavorasse per CIA, NSA o Pentagono al momento degli attacchi? Da nessuna parte, vi basate su dichiarazioni di personaggi in pensione, di nessuna credibilità.

 2) Dopo essersi reso conto che l’America era sotto attacco, alle 9,03, perchè Eberhart non ha immediatamente sospeso tutte le esercitazioni militari, e richiamato alla base tutti i caccia disponibili? Nella domanda non vengono menzionate le singole operazioni citate nel video, ma è vero che tra l’11 e il 12/9 ve ne erano alcune in agenda, alcune i creatori del video se le sono proprio inventate, altre erano in atto, ma anche non lo fossero state non avrebbero influenzato i fatti in alcuna maniera. Vediamole: Amalgam Virgo, esercitazione presentata a Giugno 2001, ma che nella realtà dei fatti ha avuto luogo appunto a giugno 2001 e successivamente nel giugno del 2002 (se ne parla qui sul sito della Difesa Americano, e qui su 9/11myth), quindi l’11 settembre non era in atto. Timely Alert II, esercitazione fatta al centro CEOCOM a Fort Monmouth, ma nulla di ciò che era impiegato nell’esercitazione sarebbe potuto servire alla Difesa Americana, quindi, si l’esercitazione era in atto, ma coinvolgeva solo personale a terra di un’unica base americana, la quale comunque dipendeva dal NORAD e non il contrario. Operation Northern Vigilance: anche questa confermo che era un’esercitazione in atto, ma con che conseguenze per la Difesa Americana? Nessuna, i fatti lo dimostrano. 14 aerei (prima del 11/9) erano in stato di allerta a difesa del suolo americano, e 14 aerei erano in stato di allerta la mattina del 11/9. Tripod II, operazione che era programmata per il 12/9 e (post eventi) non ha mai avuto luogo, inutile citarla!

Operation Vigilant Guardian: esercitazione in atto, ma dismessa in 30 secondi (a detta delle trascrizioni ufficiali) appena saputo degli attacchi in atto, quindi anche qui nessun ritardo in risposta (o meglio si, 30 secondi)! Operation Northern Guardian: qui parliamo addirittura di un’esercitazione in atto in Islanda, operazione che si è fatta ad Agosto e Dicembre 2001, e che ha tenuto su suolo islandese per 5 mesi 6 aerei e 70 militari…non credo possa minimamente aver influito sul ritardo nella risposta agli attacchi. Operation Vigilant Warrior: gli unici a parlare di quest’esercitazione sono i complottisti, non vi è traccia dell’esercitazione da nessuna parte (se non cenni ad una con nome uguale nel 1994). Che dire, attenderemo altri 8 anni e vedremo se tra i documenti che vengono desecretati vi sarà menzione della cosa, fino ad a prova contraria queste sono balle, di quelle grosse.

E per finire l’esercitazione degli addetti all’NRO (il sistema di satelliti): esercitazione avvenuta, senza ausilio di personale militare… ma cosa più importante è: cosa avrebbero potuto fare di più i satelliti rispetto ai radar che coprono meglio tutto il territorio americano? Parlando invece dell’intercettazione degli aerei: prima del 11/9 è stato intercettato un solo aereo civile, e per farlo la procedura completa impiegò circa 76 minuti! Settantasei! La norma è di avere appunto 14 aerei pronti a decollare, ma tra dichiarazione di stato d’allerta e il decollo vero e proprio possono passare svariati minuti, poi bisogna capire quale sia la base più indicata da cui partire (delle 7 disponibili in quel momento), avvertire il pilota, fornire una situazione, dare altri ordini e finalmente far partire la missione… poi bisogna intercettare l’altro aereo, che non sta seguendo un piano di volo, quindi occorre comunicare costantemente posizione e velocità. Come già detto nella storia dell’aviazione americana un’intercettazione di aereo civile era avvenuta solo una volta, con tempo di reazione di 76 minuti!

Ross Heroes

3)
 Perchè Myers non gli ha chiesto di farlo, durante la loro telefonata, dopo essere stato aggiornato dallo stesso Eberhart sull’attacco in corso?

Esistono tutt’ora le trascrizioni processuali che raccontano la timeline degli eventi, Myers ha avvertito Eberhart subito dopo l’attacco alla seconda torre, e aggiunge la spiegazione del perché la tempistica è stata non immediata:

MYERS: You bet. I spoke, after the second tower was hit, I spoke to the commander of NORAD, General Eberhart. And at that point, I think the decision was at that point to start launching aircraft. One of the things you have to understand, senator, is that in our posture right now, that we have many fewer aircraft on alert than we did during the height of the Cold War. And so, we’ve got just a few bases around the perimeter of the United States. So it’s not just a question of launching aircraft, it’s launching to do what? You have to have a specific threat. We’re pretty good if the threat’s coming from outside. We’re not so good if the threat’s coming from inside. In this case, if my memory serves me — and I’ll have to get back to you for the record –my memory says that we had launched on the one that eventually crashed in Pennsylvania. I mean, we had gotten somebody close to it, as I recall. I’ll have to check that out. I do not recall if that was the case for the one that had taken off from Dulles. But part of it is just where we are positioned around this country to do that kind of work because that was never — it goes back to Senator Collins’ issue. Is this one of the things that we’ll worry about. You know, what’s next?

Ovvero Myers spiega che innanzitutto l’America post-Guerra Fredda è pronta ad eventuali attacchi dall’esterno, ma (fino ad allora) non era pronta ad attacchi interni, quindi pochi aerei pronti al decollo, inoltre l’altro problema era verso chi dirigersi per primo? Avendo pochi mezzi occorreva concentrarsi su di un obbiettivo, che è stato l’obbiettivo sbagliato ovvero l’aereo che era decollato da Dulles e che si è schiantato senza colpire nulla. Fino alle 9:24 nessuno sa che ci sono altri aerei dirottati eccetto i due già schiantati sulle torri, difatti solo a quell’ora alcuni membri dell’equipaggio del volo 77 riescono a chiamare dei famigliari a terra avvertendoli che sono stati dirottati, ma nessuna comunicazione ufficiale dalla cabina alle torri di controllo, 13 minuti dopo si schianta sul Pentagono. Myers al momento aveva già dato ordini di allerta (attorno alle 9:04) ma fino alle 9:24 non sapevano dove dirigersi, che aereo seguire, in 13 minuti era impossibile intercettarlo! Del volo United 93 si ha solo la notizia delle 09:34 che potrebbe avere una bomba a bordo, alle 09:39 l’ordine a tutti è di intercettarlo, l’aereo è l’unico che nello schiantarsi non ha fatto altre vittime se non quelle a bordo.

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 4) E perchè la Commissione 11 settembre non ha mai posto a nessuno dei due generali queste domande di fondamentale importanza?

Perché come abbiamo dimostrato qui sopra erano domande inutili.


5)
 I servizi segreti sapevano dell’aereo in avvicinamento da almeno 30 minuti, avevano la possibilità di abbatterlo, e avrebbero dovuto farlo per difendere la capitale. Invece non lo hanno fatto. Perché?

Rimando sempre alle risposte di cui sopra, aggiungendo che non potevano sapere che l’aereo si dirigeva verso la capitale, non vi era un piano di volo, e tra New York e Washington potevano esserci altri obbiettivi sensibili.


6)
 Rispetto all’episodio descritto da Mineta, puoi suggerire qualcosa di diverso da un ordine di non abbattere l’aereo, da parte di Dick Cheney, prima che questo colpisse il Pentagono?

L’episodio Mineta l’ha descritto nel 2003 davanti ad una commissione, ma l’anno prima Bob Woodward per il Washington Post aveva ricevuto dati diversi sul racconto di quei momenti, qui le parole usate da Woodward per descrivere il momento:

Transportation Secretary Norman Y. Mineta, summoned by the White House to the bunker, was on an open line to the Federal Aviation Administration operations center, monitoring Flight 77 as it hurtled toward Washington, with radar tracks coming every seven seconds. Reports came that the plane was 50 miles out, 30 miles out, 10 miles out-until word reached the bunker that there had been an explosion at the Pentagon.

Qui link alla fonte..


7)
 Marwan Al-Sheikki non aveva mai guidato prima un jet nella sua vita, per non parlare dei grossi aerei passeggeri. Come ha potuto eseguire salite di 3000 piedi al minuto e discese vertiginose da 10.000 piedi al minuto, mantenendo sempre l’aereo sotto controllo, e perché mai avrebbe voluto correre rischi del genere, compreso il rischio di scontrarsi in volo con altri aerei, invece di navigare in sicurezza con il pilota automatico fino al bersaglio prescelto?

Al-Sheikki ha iniziato la scuola di volo nel Settembre del 2000, a Novembre avevano in mano i primi patentini di guida strumentale, a metà dicembre passa il test per l’abilitazione al volo commerciale, dove si dice che fosse incapace? Oltretutto atterrare e decollare sono i due momenti più complessi, lui non aveva bisogno di nessuno dei due.

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 8) Ziad Jarrah non aveva mai guidato prima un jet nella sua vita, per non parlare dei grossi aerei passeggeri, ed aveva anche una scarsa esperienza con i piccoli aerei da turismo. Come ha potuto eseguire una discesa “così veloce che il computer non riesce a stargli dietro”, pur mantenendo sempre l’aereo sotto controllo, e perché mai avrebbe voluto correre rischi del genere, compreso il rischio di scontrarsi in volo con altri aerei, invece di navigare in sicurezza con il pilota automatico fino al bersaglio prestabilito?

Jarrah ha conseguito lo stesso patentino di Marwan… valgono le stesse considerazioni.


9)
 Come può un dilettante (Hani Hanjour) che era ritenuto incapace di volare da solo con un monomotore, che “faticava a capire i principi fondamentali del volo”, e che non si era mai seduto prima ai comandi di un 757, diventare improvvisamente capace di pilotare un aereo di quelle dimensioni alle massime velocità?

Hanjour stesso aveva licenza di volo privato e commerciale, conseguita però nell’aprile 1999 dalla stessa FAA. Le citazioni riportate nel video si riferiscono quasi sempre ai suoi tentativi falliti di prendere i patentini necessari, ma questo non esclude che dopo svariati esami andati a vuoto lui ci sia riuscito.


10)
 E se anche fosse riuscito a raggiungere Washington con il pilota automatico, perchè mai avrebbe scelto di staccarlo e di pilotare a mano per altri otto lunghi minuti, compiendo una discesa circolare assolutamente non necessaria che a) avrebbe aumentato enormemente le probabilità di schiantarsi a terra prima del previsto, b) avrebbe aumentato le sue probabilità di venire intercettato, c) lo avrebbe portato a perdere nuovamente di vista il bersaglio, d) lo avrebbe obbligato ad un approccio molto più difficile, vicino al terreno, e) avrebbe ridotto il suo bersaglio ad una sottile striscia di cemento, f) avrebbe limitato i danni potenziali agli anelli più esterni dell’edificio, quando avrebbe potuto ottenere il massimo danno, assicurandosi un successo spettacolare della missione, se avesse semplicemente abbattuto l’aereo dall’alto sui tetti del Pentagono?

Come riportato in svariate interviste a piloti americani, tra dirigere un aereo in volo e pilotare davvero un aereo vi sono le stesse differenze che tra un macellaio e un chirurgo. Non abituato appunto ad aerei così grossi Hanjour era obbligato a colpire il Pentagono da una certa angolazione, e la maniera più semplice per portarsi in quella posizione era quella di approcciare il bersaglio in quella maniera; il suo forse era il compito più difficile, per gli altri due sulle Twin Towers era molto più semplice.

 11) Se anche qualcuno avesse potuto prevedere un attacco al Pentagono, avrebbe certamente immaginato un aereo che piomba dal cielo sui tetti dell’edificio. Chi penserebbe mai di suggerire di “tenersi lontano dall’anello esterno” in particolare, a meno di non sapere già in anticipo quello che sta per succedere?

Questa è una di quelle domande inutili, la frase non è stata un’allarme passato dagli altoparlanti del Pentagono a tutti gli effetti, ma qualcosa di riportato da un cronista dell’NBC, che gli avrebbe detto uno dei tanti militari della base passandogli accanto trafelato… Se sapevano già in anticipo della cosa, perché non diramare un’allarme interno per tutti i dipendenti, invece che avvertire solo una persona, oltretutto non militare, ma giornalista?

 12) Perché non ci è mai stata mostrata una sola immagine dei 19 presunti dirottatori che si muovono nelle diverse zone dei tre aeroporti, il mattino dell’11 settembre?

Ma come? Nemmeno un’immagine piccola piccola? Io almeno una l’ho trovata, tutti quelli partiti da Dulles si trovano qui :


13)
 E visto che l’aeroporto di Dulles aveva le telecamere di sicurezza ai checkpoint, perché non ci sono mai state mostrate le immagini, datate e stampigliate, dei cinque terroristi che si imbarcano sul volo 77, il mattino dell’11 settembre?

Ahhh ma allora lo sapevate che almeno un video c’era, quello di Dulles appunto. Le immagini però non sono state rilasciate dal Governo Americano, ma da uno studio di avvocati che le ha avute direttamente dall’amministrazione aeroportuale di Dulles. Come nei moderni (ma anche nel 2001) sistemi di videosorveglianza il timestamp è registrato sugli hard disk (non più su videocassette) e nel momento in cui si riversa su altro supporto (senza cancellarne la copia originale) si può scegliere se averlo o meno… evidentemente chi ha trasferito i dati per gli avvocati ha pensato non ve ne fosse bisogno, poi i video sono stati sequestrati e non più rilasciati, quindi l’unica copia è senza timestamp.

E con oggi chiudiamo questa prima parte, a breve arriverà la seconda. Spero di non avervi annoiato, le fonti sono tutte online, dagli articoli di Salon e Popular Mechanics, ai siti di debunking, Wikipedia, e i video di quella terribile mattina disponibili su Youtube. Sono cattivo e non ve li sto ad elencare tutti (anche perché reputo che sia chi non crede alla versione ufficiale a dover dimostrare qualcosa e non il contrario) ma intanto potete partire da qui: Popular Mechanics debunking 9/11.

Qui la seconda parte

Qui la terza parte

Qui la quarta

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