Ancora un articolo sul 5G, perché ormai passata la frenesia da Sars-Cov-2 appare chiaro che questa sia l’altra questione su cui i disinformatori seriali si stanno scatenando. Mi avete segnalato una “lettera aperta” apparsa sia su QuotidianoSanità che su altre testate dedicate al mondo green.

La lettera viene dai medici facenti parte di ISDE, gli stessi che già altre volte si sono espressi sul 5G – ma anche su Xylella – e mi lascia un filo sconcertato che abbiano ancora questa visibilità dopo le sciocchezze dette appunto ai tempi dell’emergenza ulivi. Ma la memoria di giornalisti e lettori è evidentemente molto breve.

La lettera aperta, ripresa dal solito OasiSana, viene intitolata:

La verità: 5G inquina tre volte più di 2G, 3G e 4G messi insieme. E fino a 64 antenne irradieranno un solo Smartphone!

La lettera riprende il rapporto ISTISAN 19/11 che potete trovare qui. Lo fa partendo dalle rassicurazioni che il dott. Polichetti aveva riportato proprio su QuotidianoSanità ad aprile 2020. Rassicurazioni che ai membri di ISDE evidentemente non sono piaciute particolarmente.

Il giochino fatto dai medici di ISDE è di quelli che conosciamo bene: un sano lavoro di cherry picking tra le frasi presenti nel rapporto. Vi faccio qualche esempio.

Polichetti afferma che col 5G ci sarà una “conseguente riduzione dei livelli ambientali di campo elettromagnetico cui possono essere esposte le persone”. Tale affermazione non è dimostrata da alcuna evidenza ed è in contraddizione con i contenuti di un documento edito dallostesso ISS (rapporto ISTISAN 19/11), nel quale si legge che “L’introduzione della tecnologia 5G potrà portare a scenari di esposizione molto complessi, con livelli di campo elettromagnetico fortemente variabili nel tempo, nello spazio e nell’uso delle risorse delle bande di frequenza” e che “al momento, non è possibile formulare una previsione sui livelli di campo elettromagnetico ambientale dovuti allo sviluppo delle reti 5G”.

Le due frasi virgolettate che vengono dal rapporto ISTISAN però non sono una conseguente all’altra nel rapporto: metterle così è inquinare i dati riportati.

La prima frase non conclude con il secondo virgolettato. Nel rapporto è riportata così:

L’introduzione della tecnologia 5G potrà quindi portare a scenari di esposizione molto complessi, con livelli di campo elettromagnetico fortemente variabili nel tempo, nello spazio e nell’uso delle risorse delle bande di frequenza. Di conseguenza, un singolo valore (medio o di picco), valutato in un’area o in un intervallo di tempo, potrebbe non essere una metrica valida per descrivere in modo efficace un’esposizione caratterizzata da un grado di incertezza e variabilità senza precedenti e i metodi tradizionali per la stima dell’esposizione dovranno essere integrati con altre tecniche, quali le metodiche stocastiche.

Mentre invece la seconda parte che i medici di ISDE danno a intendere faccia seguito alla prima è questa:

Al momento, non è possibile formulare una previsione sui livelli di campo elettromagnetico ambientale dovuti allo sviluppo delle reti 5G. Se da un lato aumenteranno sul territorio i punti di emissione di segnali elettromagnetici, dall’altro questo aumento porterà a potenze medie degli impianti emittenti più basse. Una ulteriore riduzione dei livelli medi di campo sarà dovuta alla rapida variazione temporale dei segnali.

Si parla molto chiaramente di riduzione dei campi e dei segnali, ma ISDE questo non vuole evidenziarlo, sarebbe da domandarsi il perché. Ma purtroppo nessuno dei lettori di testate come OasiSana fa mai queste domande, loro si fidano, loro leggono convinti di essere seguiti da luminari che hanno a cuore la loro salute.

La lettera riporta poi quelle che ritiene essere considerazioni che vanno in aperto contrasto con le rassicurazioni di Polichetti.

In contrasto con l’asserzione del dott. Polichetti ricordiamo:
– la recente dichiarazione del direttore generale della U.S. Federal Communication Commission secondo il quale l’evoluzione della telefonia mobile e della trasmissione dati wireless nel prossimo futuro comporterà tali livelli di esposizione da rendere superati gli standard di sicurezza elettromagnetica.

La fonte dell’affermazione? Un video su Youtube, non un documento ufficiale della FCC, no, un video in inglese su Youtube, che riprende parte di una conferenza stampa, che risale ad almeno tre anni fa. Ottimo materiale scientifico, e una dichiarazione proprio recente. Un video che non è nemmeno quello ufficiale del FCC, ma un edit fatto da uno dei detrattori americani del 5G. Ma davvero medici che parlano di scienza comunicano tramite video edit su Youtube? Davvero voi che li leggete vi sentiti rassicurati da questo modo di comunicare? Io onestamente ho i brividi. Se il mio medico, a domande di argomento medico, mi facesse vedere un video montaggio su YT io scapperei fuori dall’ambulatorio il più in fretta possibile.

Detto ciò, anche nel breve spezzone che si vede non viene riportato esattamente quanto sostenuto da ISDE. Se lo si va a cercare tutto, salta fuori che si trattava di una difesa della tecnologia 5G per non restare indietro invece che discutere (come in realtà è successo proprio a partire dal 2017) dei problemi geopolitici legati a Huawei. Nel video si vede quello che era il vecchio CEO della FCC Tom Wheeler, oggi sostituito da Ajit Pat. Pat è un uomo di Trump, voluto da Trump, messo in quella posizione dalla sua amministrazione. Ma anche Pat è a favore della tecnologia 5G. Curioso eh.

– le valutazioni dello SCHEER (Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks) (4), che inserisce il 5G fra i principali rischi ambientali e sanitari emergenti a livello continentale;

È vero che la SCHEER ha emesso un documento (nel 2018) dove parla di pericoli, ma non assodati, bensì da studiare. Nelle 43 pagine del testo del Comitato il 5G è nominato sei volte, facendo riferimento a un documento che arrivava dalla Nuova Zelanda, documento oggi rimosso dagli archivi del Governo neozelandese e sostituito da una lunga FAQ dove vengono riportate più o meno le stesse considerazioni fatte da Polichetti. Ma anche questo ISDE evita di raccontarlo.

– un recente documento del Parlamento Europeo (5), che sottolinea gli elevati costi di realizzazione delle infrastrutture, le incertezze sui possibili effetti ambientali e sanitari, la carente diffusione, da parte degli Stati membri, di informazioni adeguate sui rischi del 5G, il problema dei limiti normativi, il richiamo alla prudenza della European Environment Agency (EEA) e la possibile alternativa, più sostenibile, della fibra ottica;

Anche questo è vero, c’è un documento che fa menzione di possibili rischi, ma lo fa spiegando chiaramente che sono le preoccupazioni di un gruppo di medici (di cui credo ISDE faccia parte). Senza nessuna evidenza certa. Viene spiegata anche l’inconsistenza dei dati riportati da diversi studi che finora non sono riusciti a trovare prove di collegamenti tra l’essere esposti a EMF e avere conseguenze per la salute. Ma anche questo nella lettera aperta pubblicata da QuotidianoSanità non viene menzionato.

– le evidenze scientifiche già disponibili sugli effetti biologici delle onde millimetriche, il cui impiego è previsto nell’ambito dell’infrastruttura 5G, che depongono per la loro pericolosità e che imporrebbero prudenza prima dell’applicazione su larga scala di questa tecnologia

Qui ISDE fa riferimento a un preciso documento citato ma non linkato, firmato da uno degli stessi membri di ISDE. Lo trovate qui su PubMed, io, come ben sapete, non sono medico o scienziato ma solo un blogger, mi limito a riportarvi le coordinate per leggerlo, e decidere voi. A me sembra che sia un po’ come chiedere all’oste se il suo vino sia buono, ma è un’opinione mia.

Quello che vorrei evidenziare è come, sulla base di testi come quello della lettera aperta, ISDE e il movimento Stop al 5G stiano facendo allarmismo costante sul territorio evitando il più possibile contraddittori con altri scienziati e cercando di raggiungere direttamente le pance della gente. Perché lo sappiamo benissimo, un’amministrazione comunale per paura di perdere elettori ascolta i cittadini. Non è questo il modo di divulgare scienza, non è questo il modo di fare informazione. Ma è evidente che la lobby che guida questi soggetti sia molto più potente di quanto alcuni vogliano ammettere.

Non credo di dover aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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