Acufene e vaccini, nessuna correlazione

Se una correlazione tra i vaccini ed effetti avversi catastrofici non c'è, passare i prossimi 100 anni cercandola non la farà comparire

maicolengel butac 11 Giu 2024
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Tra le segnalazioni che ci arrivano in redazione una ci ha incuriosito, linkava una testata che non conoscevamo, la quale riportava un articolo dal titolo:

Acufene, l’incredibile scoperta. La denuncia del luminare: “Ecco da cosa potrebbe dipendere”

L’articolo pare essere del 7 giugno 2024, ma una volta cercato in rete un paragrafo ne abbiamo rinvenuto l’origine in un articolo pubblicato su Il Paragone il 26 aprile 2023. L’unica differenza tra i due pezzi è che nell’articolo più recente è stata aggiunta una frase finale, questa:

La questione resta dunque aperta, con il mondo scientifico che continua a monitorare e indagare su queste segnalazioni. Intanto, per chi soffre di acufene, la speranza è che si faccia luce al più presto su questo mistero, per poter affrontare e gestire al meglio una condizione che può risultare davvero debilitante.

Frase che nell’articolo de Il Paragone mancava; il problema però è che da aprile 2023 a giugno 2024 la situazione non è cambiata, o meglio, tutti gli studi che sono stati fatti in quest’anno non hanno trovato correlazione tra l’acufene post vaccinazione e il vaccino stesso. Esiste uno studio osservazionale pubblicato il 22 maggio 2024 – dagli stessi scienziati citati nell’articolo de Il Paragone – che analizza 398 casi di acufene post vaccino, senza trovare correlazione. Lo studio non dice che i vaccini causino il tinnito, ma evidenzia un’associazione tra tinnito post-vaccinazione e disturbi metabolici preesistenti. I risultati indicano che le persone con disturbi metabolici hanno una probabilità maggiore di sviluppare l’acufene dopo la vaccinazione contro COVID-19. Questo però significa che anche questo studio non trova una causalità diretta tra vaccino e acufene. Insistere, a distanza di quattordici mesi, a sostenere qualcosa per cui ad oggi non esistono prove è sbagliato. Per una comprensione completa dello studio, è possibile consultarlo in versione integrale qui.

Quello che però vogliamo aggiungere è che Business.it, che copia pari pari da Il Paragone, nella pagina del Chi siamo scrive:

Il nostro staff si impegna a verificare le storie che vengono proposte per la pubblicazione. Ogni articolo è sottoposto ad attenta verifica, attraverso l’uso e la consultazione di varie fonti: le agenzie di stampa più autorevoli, i principali quotidiani italiani e stranieri, i social network, le informazioni raccolte dal giornalista stesso.

Ogni notizia da trattare viene comunque controllata applicando le regole del settore giornalistico. Eventuali documenti anonimi vengono utilizzati per la realizzazione degli articoli solo quando i contenuti sono stati riscontrati.

Purtroppo è evidente che questo non viene fatto con troppa cura. Il sito, creato nel 1997, risulta registrato da un giornalista che è stato tra gli ospiti del Festival Internazionale del Giornalismo, anche se sul sito stesso viene fatto un altro nome (a me più noto) e viene dato un altro indirizzo, sempre di Londra.

La domanda che sorge spontanea è: ma si possono copiare e incollare articoli a distanza di oltre un anno senza segnalarlo? Che etica giornalistica è? A voi l’ardua risposta.

redazione at butac punto it

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