Ancora sull’auto ad aria compressa?

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Lo so, lo so ne abbiamo già parlato dell‘auto ad aria compressa, svariate volte, ma stavolta gli amanti dei complotti non hanno riesumato la storia della Tata, ma un vecchio video passato su RAITRE (Geo&Geo per esser precisi) dove già molti anni fa si mostrava un prototipo funzionante dell’oggetto del desiderio, 200 km con un solo euro di aria compressa, il sogno di ogni automobilista.

Il video di Geo&Geo non è disponibile sul tubo perché la RAI lungimirante come al solito l’ha bloccato per proteggere i propri diritti d’autore (e non l’ha reso disponibile da nessun altra parte, perché è così che funzionano le cose in Italia, male)…ma seppur inesistente sul tubo il video gira su Facebook come una trottola da qualche giorno a questa parte…

Le cose però che vengono raccontate non si discostano da quelle che vengono dette nel video qui sopra, quindi credo vada poi bene lo stesso, no? Qual’è il problema che non ci viene raccontato mai in tutti questi video?

Paolo Attivissimo aveva studiato la CAT (che 10 anni fa si chiamava EOLO) e aveva scritto un articolo decisamente completo in merito, ricco di info e link…link che oggi (a dimostrazione di quanto sia stata fallimentare quest’idea) portano quasi tutti al nulla più totale…quasi tutte le pagine che Paolo aveva trovate collegate al progetto oggi sono svanite nel nulla, i soci italiani hanno fatto causa a Guy Negré, e la SRL che era nata per produrre il veicolo del futuro non esiste più in Italia. Ma Negré in questi anni non è stato fermo…

I punti negativi di quest’auto? Beh il primo (e più complesso da risolvere) l’aria compressa ghiaccia una volta uscita dalla bombola…per evitare la cosa è necessario che si generi anche del calore…questo rende il tutto poco conveniente visto che se devo generare spinta e tenere sotto controllo la temperatura perdo parte dell’energia che dovrebbe alimentare la vettura. Inoltre tra un auto ad aria ed una elettrica i costi sono simili, ma quella ad energia elettrica ha una resa molto superiore, e chiunque può ricaricarsela da sé direttamente nel proprio garage senza dover acquistare costosi compressori ma collegandola direttamente alla rete elettrica!

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Io davvero non so che gusto ci provi l’idiota che per primo ha ricondiviso una cosa come questa, sciocchezza che ha già fatto spendere denari inutili a svariati investitori in giro per il mondo, e che finché ci saranno uTonti disposti a crederci continuerà a fruttare soldini al suo inventore Guy  Negré…che imperterrito continua a batter cassa nei paesi in cui lo accolgono come salvatore.

 

Ah dimenticavo la storiella dell’auto ad aria era già stata analizzata anche dal Parlamento italiano…ben 7 anni fa…con una delle solite interrogazioni parlamentari italiote…e io pago!