La bomba atomica a Kiev?

L'unica fonte di questa gravissima affermazione è un comunicato russo senza alcuna prova: in un momento di guerra ibrida come l'attuale ha davvero senso riportarlo acriticamente?

maicolengel butac 26 Feb 2026
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Quanto segue non è un fact-checking. Non può esserlo, visto che di quanto parliamo esiste una sola fonte, che non porta prove di quanto dice. Ma riteniamo sia comunque importante parlarne per analizzare come si stia cercando di polarizzare uno specifico pubblico.


Sulle pagine social dell’Ambasciata della Federazione russa in Italia il 24 febbraio 2026 è apparso questo post, che altro non è che un comunicato stampa del “Servizio di Intelligence estera della Federazione Russa”:

⚡️Londra e Parigi pronte a fornire all’Ucraina la bomba atomica
L’ufficio stampa del Servizio di Intelligence Estera della Federazione Russa (SVR) riferisce che – stando alle informazioni di cui dispone – Gran Bretagna e Francia stanno prendendo atto che gli sviluppi della situazione in Ucraina non lasciano alcuna possibilità di ottenere la tanto auspicata vittoria sulla Russia per mano delle Forze Armate ucraine.
Tuttavia, le élite britannica e francese non sono disposte a rassegnarsi alla sconfitta. Ritengono di dover dotare l’Ucraina di una Wunderwaffe.
Qualora Kiev possedesse la bomba atomica o almeno un’arma “sporca”, radiologica, potrebbe ottenere condizioni più favorevoli per la risoluzione del conflitto. Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare alla pericolosa avventura.
☝️Attualmente, secondo i dati del Servizio di Intelligence Estera della Federazione Russa, Londra e Parigi lavorano attivamente a risolvere i problemi di trasporto e consegna a Kiev dell’arma. Si parla di fornire segretamente all’Ucraina componenti di provenienza europea, attrezzature e tecnologie. Come variante,si considera di lanciare da un sottomarino, con missile balistico M51.1, la testata francese di piccole dimensioni TN75.
Britannici e francesi sono consapevoli che siffatti progetti prevedono una grave violazione del diritto internazionale, in primis, del Trattato di Non Proliferazione Nucleare, e che rischiano d’innescare a livello globale il fallimento del sistema di non proliferazione. Pertanto, i principali sforzi occidentali sono vòlti a far sembrare la comparsa a Kiev di armi nuclearil’esito di elaborazioni interne dell’Ucraina.
❗️Questi propositi, estremamente pericolosi, testimoniano che Londra e Parigi hanno smarrito il senso di realtà. Sbagliano, se pensano di nascondere la propria responsabilità, tanto più che sempre, prima o poi, quel che si nasconde viene alla luce. Nelle cerchie militari, politiche e diplomatiche di Gran Bretagna e Francia, non sono pochi gli uomini sani di mente che comprendono il rischio, per il mondo intero, delle azioni dissennate dei propri leader.

La fonte

Stiamo parlando dell’intelligence estera russa, quanto di più di parte ci possa essere se il focus è sull’operazione speciale che doveva durare pochi giorni. Un servizio che, per definizione, fa operazioni informative anche a fini politici e strategici, non un think tank neutrale,o un organismo di controllo internazionale: si tratta di uno strumento dello Stato russo che porta acqua al mulino dell’aggressore. Un comunicato come questo non è altro che comunicazione strategica. Senza nessun appiglio coi fatti, ma solo con una specifica narrazione che vede la Russia dalla parte dei buoni e il resto del mondo dalla parte dei cattivi.

L’accusa

Se quanto sostenuto fosse vero, Regno Unito e Francia starebbero violando apertamente il Trattato di Non Proliferazione Nucleare. Entrambi sono Stati dotati ufficialmente di armi nucleari secondo il trattato mentre l’Ucraina è firmataria come Stato non nucleare. Una cessione di testate costituirebbe una violazione diretta, tracciabile e documentabile di uno dei pilastri della sicurezza internazionale. Un trasferimento di questo tipo non è un’operazione che si possa realizzare in segreto senza lasciare tracce diplomatiche, tecniche e strategiche immediate.

Le prove e i dettagli

Nel comunicato stampa si fa riferimento ai missili balistici M51 e alle testate TN75: si tratta di elementi reali che servono a dare forza alla narrazione. Il problema è che non viene riportata una singola evidenza di quanto raccontato. Nulla di nulla. Il riferimento al tipo di missili e testate serve solo a dare concretezza al racconto, e null’altro. Si è già visto questo modus operandi in precedenza. Inserire dettagli tecnici non equivale a dimostrare alcunché, ma solo a confondere le acque.

Le evidenze indipendenti

Ad oggi non esistono evidenze indipendenti in questa direzione. L’intera accusa si basa esclusivamente su questo comunicato stampa, diffuso peraltro nel giorno dell’anniversario dell’operazione militare russa in Ucraina. Non vengono forniti documenti, prove tecniche, conferme diplomatiche o riscontri da parte di terzi. Nulla che possa essere verificato.

Se Francia o Regno Unito stessero davvero trasferendo testate nucleari all’Ucraina, ci troveremmo di fronte a uno degli eventi più destabilizzanti degli ultimi decenni. Un fatto del genere produrrebbe conseguenze diplomatiche immediate, reazioni formali da parte di alleati e avversari, segnali tecnici e strategici difficilmente occultabili, non sarebbe qualcosa che emerge unicamente attraverso un post social.

È legittimo chiedersi quale sia la funzione di un comunicato di questo tipo, visto che in un contesto di conflitto le dichiarazioni pubbliche non servono solo a informare: servono a orientare l’opinione pubblica, a consolidare un fronte interno, a rafforzare una narrativa. Fare leva sull’emotività, evocare l’escalation nucleare, suggerire irresponsabilità occidentale sono strumenti retorici potenti. Generano paura, polarizzazione, confusione. E paura e confusione, come ben sappiamo, sono un terreno fertile, perché rendono più difficile distinguere tra fatti verificati e dichiarazioni politiche.

Concludendo

Come dicevamo nella premessa questo non è un fact-checking nel senso classico del termine, perché non esistono elementi oggettivi da verificare: siamo davanti a una dichiarazione unilaterale priva di riscontri. In una guerra informativa occorre ricordarsi che non vanno ascoltati quelli che fanno leva su paura e confusione, ma quelli che portano prove di quanto sostengono. Ma finché le prove non ci sono, quella raccontata resta una narrativa, non un fatto.

maicolengel at butac punto it

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