comprendere

Durante i weekend oltre a staccare da BUTAC e passare tempo con la mia famiglia dedico alcune ore a navigare in rete, libero dalle segnalazioni. Navigare a vista, seguendo link e percorsi mentali è una cosa che amo fare da quando la rete è arrivata in Italia.

Un tempo lo facevo in maniera disinteressata, la razionalità la chiudevo in un  cassetto, oggi purtroppo è come un tarlo nel cervello, e quella navigazione che un tempo mi dava grande gioia oggi mi regala tanta frustrazione.

Ieri ero su Reddit, messagge board dove, con il mio nick storico, ho frequentato a lungo, e sono incappato in un link che riportava a BUTAC, un link che aveva 10 mesi.

Commenti

Entro nella parte dedicata ai commenti e la prima cosa che trovo è questo:

Ogni volta che leggo Butac la mia opinione su di loro peggiora.

Ci sta, mica è obbligatorio che a tutta la gente BUTAC piaccia.

Ma la curiosità si è impadronita di me, si parlava di un articolo vecchio che aveva come titolo e tag: SENSAZIONALISMO. Colore immagine a fondo nero (che da sempre usiamo quando trattiamo articoli di giornalismo che riteniamo malfatti). L’articolo era stato molto dibattuto anche qui sul blog, prendevo le parti di una famiglia accusata di aver mandato la figlia all’ospedale per colpa di una dieta vegana. I fatti quando scrissi l’articolo erano molto chiari, nessun medico aveva sostenuto la tesi del vegana=malnutrita quindi i giornalisti stavano facendo sensazionalismo, cosa che avviene quando prendi una tesi senza avere prove che la sostengano e la spingi facendola passare per vera, attaccare i vegani andava di moda in quel momento, ben venga la bimba malnutrita per colpa dei genitori, poco importa che i medici non avessero ancora stabilito una correlazione.

Ma niente, l’amico che si lamentava di BUTAC non capiva l’articolo, continuava nei vari commenti nel thread su Reddit a chiedere dove fosse la Bufala, e con lui altri. Ragazzi la cosa è grave, perché se non si è in grado di comprendere la differenza tra questo:

e questo:

Significa non esser capaci di leggere. O forse significa non aver compreso cosa faccia BUTAC e come funziona il nostro blog.

Bufale un tanto al chilo

Si è vero, BUTAC sta per Bufale un tanto al chilo, ma da sempre (2013) noi trattiamo molto più spesso notizie manipolate e sensazionalismi, che sono sistemi molto più subdoli di fare disinformazione, sfruttati da giornalisti, politici e utenti dei social per manipolare le masse. BUTAC non tratta solo bufale, non l’ha mai fatto, se l’avete vista così è perché non leggete il blog, non lo seguite se non quando qualcuno vi fa notare che avete condiviso una sciocchezza e magari vi linka un nostro articolo sotto.

Da tempo ho eliminato la scritta Bufale un tanto al chilo da tutte le immagini che facciamo, solo BUTAC per aiutarvi meglio a rimuovere dalla vostra testa l’idea che trattiamo solo Bufale, ma la gente è pigra, distratta, svogliata, o a volte proprio stronza.

Io mi sono letto tutto il thread su Reddit, ed è chiaro che più di una persona ha capito perfettamente perché parlammo in quei termini di quella notizia, ma nessuno che cerchi di farlo capire al commentatore iniziale. Troppa fatica evidentemente.

Ragazzi le cose sono serie, di gente che non capisce ma che comunque è in rete ne vediamo sempre di più, soggetti che andrebbero accompagnati per mano, a cui andrebbe insegnato come leggere un articolo, come comprendere un editoriale, da dove partire nell’analisi di un testo. E invece pur senza saper fare nessuna di queste cose questa gente è libera, libera di circolare in rete, come se fossero al parco.

Precisazioni

Tante volte vedo gente lamentarsi degli articoli che cominciano con “questa non è una bufala” specie sui social network. È gente che si limita a leggere il meme e le prime due o tre righe di testo, non stanno capendo perché ho scelto di scrivere un articolo, non sono interessati, l’unica cosa che vogliono è sapere se i RayBan a 24,99 euro sono reali, se l’appello di whatsapp sul pedofilo a Vergate sul Membro è da diffondere, ilo resto no, non è interessante. E invece quel resto, quel resto che ha la forma anomala di una notizia vera ma che ha necessitato precisazioni su un sito che si chiama Bufale un tanto al chilo non è importante. Tanto non è una bufala.

Ed è qui che dimostriamo tutta la nostra incapacità a comprendere il grave problema della nostra società attuale, la disinformazione si annida proprio nei sensazionalismi, nelle notizie con fondi di verità sfruttate da soggetti biechi pèer portare avanti le proprie tesi, che siano farmacisti col pallino della scienza o giornalisti che vorrebbero entrare in politica. Siamo nella merda ragazzi e il vostro modo di fare invece che aiutarci ad uscirne non fa altro che gettare altre secchiate di merda nel pozzo, seppellendoci un po’ alla volta.

Per fortuna nel thread di Reddit c’è anche qualche illuminato che ha capito il senso delle cose:

il problema è questo: quando viene attaccata una classe di persone antipatiche all’opinione pubblica “razional-democratica”, allora si chiude un occhio su: mancanza d fonti certe, inconsistenza statistica dei dati, mancanza di nesso causale nei dati, totale infondatezza scientifica.

Vedasi anche la notizia apparsa anche qua delle statistiche di google sulle ricerche riguardanti l’EU fatte dopo il referendum UK. Se invece un vegano o grillino o bigotto reazionario durante un discorso anche sensato dovesse per errore o ignoranza dire qualcosa di irrazionale, allora lo si attacca su tutti i fronti annullando totalmente il valore delle sue opinioni.

Io cercavo di fare questo nel mio articolo che al primo commentatore non era piaciuto, cercavo di spiegare che anche se sono onnivoro e non apprezzo gli estremisti vegani (ma non ho nulla contro vegetariani e vegani normali) trovavo errate le conclusioni di tanti giornalisti, che pur in mancanza di prove a sostegno della loro tesi, accusavano la famiglia di aver denutrito la bimba con una dieta inadatta.

Dispiace tanto non esser capito.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!