La rete della disinformazione politica

Un'indagine di Alliance4Europe ha evidenziato il modus operandi di una rete di account falsi su X, creati per influenzare le elezioni in Europa

maicolengel butac 14 Apr 2026
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Alliance4Europe ha pubblicato nei giorni scorsi un rapporto che avremmo voluto far uscire subito prima dell’elezioni ungheresi. Non ci siamo riusciti, ma riteniamo comunque importante condividerlo con voi per la materia che tratta, ovvero la disinformazione politica (e la propaganda) nelle elezioni europee.

Non è la prima volta che ne parliamo, e da cittadini europei riteniamo sia importantissimo non smettere di monitorare chi e come sta cercando di manipolare i risultati di voto nei Paesi membri dell’Unione Europea (e non solo). Il rapporto di Alliance4Europe s’intitola:

Persistent Infrastructure and Cross-Border Influence Operations Targeting European Elections on X

È redatto da Maria Voltsichina (Alliance4Europe) e Robert van der Noordaa (Trollrensics), con l’indagine originaria condotta da Hybrid Election Integrity Observatory (HEIO) e RTL, e finanziata da SIDN fonds e Democracy and Media Foundation.

Cosa dice il rapporto?

Il rapporto ricostruisce come una rete di centinaia di account social (falsi) operati principalmente dalla Nigeria e da Paesi dell’Africa occidentale e dell’Asia sia stata usata più e più volte in occasioni di appuntamenti elettorali europei per dar risonanza a contenuti di estrema destra, filo-russi e anti istituzionali o – per essere più diretti – contenuti che mirano a farci perdere fiducia nell’Unione Europea. Si tratta del nucleo centrale di una rete identificata una prima volta durante le elezioni olandesi del 2025, e che ora è ricomparsa sfruttando lo stesso identico modus operandi nella campagna elettorale ungherese. 550 account coordinati fra loro che condividono in maniera sistematica le stesse informazioni verso una rete esterna di altri account fasulli.

Nel caso delle elezioni ungheresi sono stati identificati 1770 account completamente automatizzati che sono stati sfruttati come amplificatori del materiale generato dal nucleo centrale. 1770 account che seguivano e amplificavano account ungheresi filorussi e pro-Orbán. Su 21 account ungheresi analizzati, il 16,8% del pubblico combinato risulta composto da follower condivisi e probabilmente non autentici. Per alcuni account individuali, il tasso di sovrapposizione arriva all’86,3%.

Come funziona tecnicamente?

Come avete compreso esistono due livelli di operatività. La prima cerchia di account – i 550 del nucleo centrale – agisce in maniera molto semplice: seguono in massa profili piccoli ma molto attivi, gonfiandone artificialmente il numero di follower e ingannando così l’algoritmo di X, che interpreta quell’attività come un segnale di popolarità e mostra quei contenuti a un pubblico molto più ampio di quello reale.

Poi scatta il secondo livello di operatività: si sfruttano migliaia di repost coordinati sugli stessi contenuti politici, fatti da quelle migliaia di account fasulli che operano in maniera  automatizzata, sufficienti a farli comparire tra i trending topic della piattaforma. I contenuti amplificati sono quasi esclusivamente pro-Orbán, anti-istituzionali ed euroscettici.

Una curiosità: tra gli account falsi che seguivano quelli ungheresi ce ne sono decine che impersonano Elon Musk e i suoi familiari, Donald Trump e altri personaggi pubblici, alcuni con disclaimer “parody account” o “fan page”, altri che si spacciano per account ufficiali.

All’erta stiamo!

Non è la prima volta che ci occupiamo di avvelenamento del pozzo in occasioni di elezioni europee, per vostra comodità qui sotto trovate i link alle tante volte che ce ne siamo occupati in passato:

maicolengel at butac punto it

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