Alieni, bugie e like facili: quando la bufala uccide la poesia
Sveliamo il furto di contesto: la foto che dovrebbe dimostrare il passaggio alieno in India è in realtà arte preistorica australiana...

Mio nonno adorava la fantascienza. Ricordo distintamente tutte le conversazioni, le “prove” e gli articoli pseudoscientifici di cui da bambina mi raccontava, e di come si illuminasse all’idea di poter conoscere specie provenienti da altre galassie. Non so quanto fosse serio e quanto invece fosse un gioco speciale tra di noi, ma ricordo con grande affetto quei momenti passati insieme.
Guardare il cielo notturno alla ricerca di tracce di vita extraterrestre è un’attività poetica e, di per sé, piuttosto innocua. Non c’è niente di male nel pensare che “l’universo sia troppo grande per non contemplare l’esistenza di altre creature”. Il tema, va detto, può essere divertente, interessante e ne capisco tutto il fascino.
Quello che è davvero detestabile e poco onesto è prendere in giro le persone interessate a questo argomento in modo piuttosto evidente. Le segnalazioni di foto manipolate, bufale e notizie false in questo campo, infatti, non smettono mai di spuntare fuori come funghi e BUTAC ne ha già parlato numerose volte in passato.
La vostra ultima segnalazione non differisce da questa spiacevole abitudine e dimostra come gli amministratori delle pagine Facebook farebbero davvero di tutto pur di racimolare qualche like. Protagonista dell’articolo di oggi è infatti il post comparso sulla pagina Facebook Giocattoli Vintage, che nella descrizione millanta ai suoi utenti quanto segue:
“Recenti scoperte nella regione indiana di Hoshangabad a Madhya
Pradesh hanno rivelato antiche pitture rupestri che potrebbero cambiare la nostra comprensione dell’interazione umana preistorica con altri esseri terrestri. Questi dipinti di 10.000 anni fa trovati nella zona di Charama nel distretto di Kanker, Chhattisgarh, rappresentano la vita extraterrestre e quelli che sembrano essere UFO
Una scoperta particolare è una collezione di dipinti rupestri che sembrano funzionare come un vecchio calendario. Queste immagini raccontano gli sviluppi passati di questi esseri extraterrestri e sembrano prevedere potenzialmente visite future. Il calendario suggerisce date che potrebbero corrispondere agli anni 2030 e
- Anche se le date esatte rimangono incerte a causa della difficoltà dei simboli antichi.
I nativi hanno creduto a lungo nei miti sul “popopolo Rohela”, gli esseri celesti che avrebbero preso gli abitanti del villaggio e trasmesso loro conoscenze e tecnologia prima che scomparissero. Questa scoperta fa eco alla teoria degli antichi astronauti, che suppone che esseri alieni abbiano influenzato le prime civiltà umane. I ricercatori credono che questi incontri possano aver ispirato mitologie e i primi progressi tecnologici, come descrizioni dettagliate di macchine volanti o aerei trovati.”
Ora, come avete capito, è tutto piuttosto confuso. Per iniziare, la foto che accompagna la didascalia non è stata assolutamente scattata in India, bensì in Australia. Più precisamente quelli ritratti nell’immagine sono i dipinti rupestri di Gwion Gwion (conosciuti anche come dipinti di Bradshaw) situati nella regione di Kimberley, Australia Occidentale.
Queste opere d’arte preistorica risalgono ad almeno 12.000 anni fa, e sono famose per le loro figure umane allungate, spesso adornate con copricapi elaborati, nappe e vestiti. E più in generale non esiste alcuna ricerca archeologica seria che parli di un calendario preistorico che preveda l’arrivo di alieni nel 2030 o 2046.
Trasformare i più antichi esempi di arte figurativa al mondo in supposte prove di un passaggio alieno mi sembra, lo avrete capito, una mossa davvero scorretta. Ci troviamo davanti a un classico esempio di come la teoria degli antichi astronauti venga applicata a scoperte archeologiche reali, distorcendone o esagerandone il significato scientifico per sostenere tesi pseudoscientifiche su alieni e UFO.
Purtroppo Giocattoli Vintage non è l’unica pagina a condividere questa bufala: facendo un rapido giro su internet troviamo altre pagine social e siti che diffondono questa “notizia rivoluzionaria”, fregando platealmente chi non riesce ad identificarla come falsa. E questo toglie tutta la poesia del mondo a quella bambina e a quel nonno che guardavano insieme il cielo nelle sere d’estate, scambiando comete per navicelle spaziali.
Beatrice D’Ascenzi
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