AGGIORNAMENTO DEL 30 MARZO 2014:

L’associazione camperisti si è interessata della vicenda perché pur sotto sequestro il camper era ancora nelle mani dei nomadi, ma ora grazie all’intervento della Polizia di Stato dopo la segnalazione dell’Associazione è stato portato in un deposito, vi riporto le parole dell’associazione per completezza d’informazione:

Dalla Patria del Diritto alla patria del Dritto.

Anche in questa disavventura la Polizia di Stato è dalla parte del cittadino.
Ora vedremo se la burocrazia e/o le migliaia di leggi e leggine
consentiranno ai delinquenti di farla franca e al cittadino di subire indebiti oneri.

ULTIM’ORA  UN SINCERO GRAZIE ALLA POLIZIA DI STATO
Di fronte al provvedimento di affidamento in custodia ai nomadi, la stessa Polizia di Stato ha chiesto alla magistratura, e poi ottenuto, l’affidamento del veicolo a un soggetto terzo. Proprio stamani, hanno eseguito il trasferimento, trasportando l’autocaravan a un centro di soccorso stradale.  Il Commissariato Bolognina Ponte Vecchio, nell’attesa di eseguire l’ordine di trasferimento, in questi giorni faceva vigilare l’autocaravan. Gli avvocati Marcello Viganò e Assunta Brunetti proseguiranno nell’espletare tutti gli atti necessari affinché l’autocaravan sia riconsegnata alla famiglia Capitanelli e i delinquenti assicurati alla giustizia. Al nostro appello ha risposto anche l’Avv. Fabio Pancaldi, noto penalista in Bologna, ovviamente anche lui camperista, rimasto sconcertato da una simile disavventura, che si è subito reso disponibile alla collaborazione in loco.

IL FATTO
RUBANO UN’AUTOCARAVAN. Il camperista la rintraccia vicino Bologna. Chiama la Polizia ed entrano nell’autocaravan, scoprendo che avevano sostituito la targa e la placca con i numero di telaio e la Carta di circolazione che hanno in mano ovviamente corrispondeva. Molto efficienti, infatti, se fossero stati fermati dalla Polizia durante la circolazione stradale, sarebbero apparsi in regola. Ma, come sappiamo, il diavolo t’insegna a fare le pentole ma non i coperchi, infatti, non avevano cambiato gli interni, tenendosi anche la televisione, ecc.. e il camperista lo dimostra facilmente alla Polizia che l’accompagna sull’autocaravan. Anche la carta con le manutenzioni evidenzia che erano state fatte in una officina a Macerata dove conoscono il camperista e non certo chi è intestatario di detta Carta di circolazione. Il camperista s’aspettano che l’autocaravan sia portata in un parcheggio per il solito iter invece la vede lasciare nelle mani di chi la sta occupando e che, fregandosene dell’iter giudiziario può tranquillamente metterla in moto, partire, espatriare, avere un incidente, e via dicendo. Non solo, ma il camperista abita a 300 chilometri da Bologna e per seguire l’iter dovrebbe incaricare un legale sostenendone i relativi costi. Una situazione che ci ha fatto letteralmente arrabbiare e, contattato il camperista, come Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti ci siamo messi subito a sua disposizione, chiedendo all’Avv. Marcello Viganò di intervenire immediatamente per comprendere e far comprendere i motivi che hanno impedito alle forze di polizia intervenute di mettere l’autocaravan in sicurezza dentro un parcheggio custodito nonché di comprendere e far conoscere i tempi entro i quali i nostri camperisti riavranno la loro autocaravan.

Con l’occasione, invitiamo tutti i camperisti, a incidere i dati della targa dentro varie parti della loro autocaravan e fotografarli. Fotografare anche gli interni e l’esterno dell’autocaravan. In tal modo, qualora gli succeda un fatto analogo, avranno in mano le prove incontrovertibili che si tratta proprio della loro autocaravan.CAMPER12

Gira da qualche giorno questa notizia che narra le disavventure di un povero camper rubato e del suo padrone.

La storia è semplice, a Novembre 2013 viene rubato il camper di un signore marchigiano, il quale fa regolare denuncia ma a sua volta non smette di cercare per campi nomadi il suo amato mezzo.

Una domenica di marzo, per merito di una segnalazione, lo ritrova, in un campo nomadi di Bologna, e subito notifica la cosa alla Polizia. Il camper però non gli viene subito restituito, ma su ordine della Procura viene posto SOTTO SEQUESTRO fino al termine delle indagini.

Non è stato lasciato nelle mani dei nomadi perché sono senza casa, ma è rimasto a Bologna in quanto sotto indagine…

Ma il tam tam della rete è molto più veloce della giustizia italiana, e quindi sono svariati giorni che circolano meme e articoli di ogni genere in merito.

Perché non bisogna far circolare questa robaccia? Perché come mi ha gentilmente fatto notare la Questura di Bologna contattata questa mattina si tratta di un ordine della Procura non fatto per salvaguardare gli eventuali ladri, ma di una NORMALISSIMA procedura investigativa. Il camper è quello, risulta rubato, ma come è finito nel campo nomadi di Bologna? L’hanno rubato loro? L’hanno comperato usato in maniera “regolare” da altri? L’hanno trovato abbandonato? Tutte cose a cui spetta la procura indagare prima di arrivare ad una conclusione della pratica. Il questurino con cui ho parlato oltretutto mi ha spiegato che il camper andrà sotto sequestro e quindi non sarà utilizzabile né da coloro che ne hanno il possesso ora né dal suo  legittimo proprietario.

A questo mi ha aggiunto che la prassi è uguale per tutti,  a meno che il mezzo non risulti abbandonato è normale che se è trovato in possesso di altri soggetti venga aperta un’indagine. Altrimenti il rischio sarebbe il caos…pensate cosa potrebbe succedere se le cose non funzionassero così: faccio un esempio sciocco a prova d’uTonto, tu privato che possiede un camper inutilizzato lo offri in affitto ad una famiglia senza casa (in nero magari), poi dopo aver incassato sei mesi di caparra ne denunci il furto…è la tua parola contro la loro, a chi dare ragione? Non sarà sicuramente questo il caso, ma la Procura DEVE comunque procedere alle indagini…e finché suddette indagini non certificano come sono andate le cose la Polizia non può procedere alla restituzione del mezzo. Facciamo un esempio ancora più sciocco, tu privato hai venduto gioielli e ori ad un negozio, poi guardando sul sito della Questura ti accorgi che gli stessi sono fotografati tra gli oggetti recuperati in qualche retata della polizia, tu quegli oggetti li hai già venduti, eppure sono i tuoi…sarebbe giusto che presentandoti in Questura (anche con foto che dimostrino che quei pezzi erano tuoi) ti venissero restituiti? O forse è il caso che le indagini chiariscano se li avevi venduti a qualcun altro prima del furto.

Insomma non si tratta di bufala, ma nemmeno di notizia di cui scandalizzarsi, riuscire a vedere le cose con la giusta prospettiva sarebbe sempre una buona cosa, guardarle invece accecati da odio e sdegno è sempre sbagliato!