AGGIORNAMENTO DEL 1 GIUGNO 2014 ORE 17:39

Una nostra lettrice si è studiata la storia con più attenzione di quella che avevo potuto fare io ieri notte quando ho scritto questo post per la prima volta, e ha realizzato una sbufalata degna di venire pubblicata, come precisato anche più in basso NON POSSIAMO avere nessuna certezza di quello che supponiamo, sono solo IPOTESI, finché non verrà rilasciato un comunicato da LIDL Italia che possa eventualmente fare luce sui fatti o verrà trovata l’ipotetica signora trattata male invitandola ad esporre denuncia nessuno può sapere per davvero come siano andate le cose, ma tant’è non mi sembra di esser l’unico ad aver qualche legittimo dubbio, vi lascio alla sbufalata di Marina:

Allora, vediamo se ho imparato qualcosa dagli articoli di BUTAC…
Noto la precisazione “ha umiliato una signora ITALIANA”: a rigore, del tutto inutile ai fini della narrazione e della valutazione morale dell’episodio, anche se questo fosse vero. Ma BUTAC insegna che evocare, anche se in modo nascosto, emozioni vagamente xenofobe è un topos che funziona sempre. E comunque, è come dire “ha umiliato una di noi” (e vai con il sentimento di solidarietà di gruppo). Oppure: “beninteso, se lo avesse fatto con un’extracomunitaria, non sarebbe stato così grave”. Ovviamente, questo non prova assolutamente che la cosa sia una bufala, è un altro discorso. Solo, fa fare qualche riflessione su chi l’ha scritta…


Per inciso, noto anche un’altra cosa, anche se è solo un sospetto, non una certezza: un buco logico nella narrazione…


La signora “calcolava il conto con il telefonino mentre era alla cassa”. Ma come faceva? Sui singoli articoli non c’è il prezzo! A meno che avesse comprato solo merce a peso -carne, appunto, salumi, frutta e verdura. Ma allora non reggerebbe la frase “i prezzi applicati erano diversi da quelli esposti”: perchè non è assolutamente possibile che alla cassa registrino un prezzo diverso da quello sull’etichetta della merce a peso (e se mai lo facessero, ci sarebbe da protestare ed impuntarsi, altro che chedere di togliere della merce)! Quindi, escludendo questa, mi vengono in mente solo tre altre ipotesi: uno, la signora aveva una app che risaliva ai prezzi LIDL dai codici a barre. Non so neanche se esista, ma ipotizziamo pure. Ma allora, non avrebbe potuto dire “fate prezzi diversi DA QUELLI ESPOSTI”, ma solo “la mia app dà prezzi diversi” (presumibilmente, sarebbe stata sbagliata la app). Oppure -ipotesi due- si era segnata i prezzi su un foglietto, o sul telefonino. Ma in quel caso, non è un po’ strano che, per fare il totale, abbia aspettato di essere alla cassa? Ovvio che ognuno si comporta come crede; ma di solito in una situazione del genere -hai pochi soldi, devi contenere la spesa in quel limite- il totale lo fai PRIMA. Se no, a che ti serve? Terza ipotesi: calcolava il totale alla cassa perchè appunto, non essendoci i prezzi sugli articoli, sommava quelli che comparivano, man mano, sul display. Ha senso: così avrebbe potuto fermare la cassiera quando fosse arrivata alla soglia dei 39. Ma allora, ritrovandosi, invece, un totale diverso (da meno di 39 a 47: un bel po’) avrebbe potuto PRETENDERE di ricalcolare (e pure parlare di furto bello e buono)… Non è strano che, invece, abbia accettato la cosa ed umilmente chiesto di togliere degli articoli? Ok, potrebbe aver sbagliato lei nel digitare i numeri ed esserne stata consapevole. Ma allora non avrebbe potuto dire “fate prezzi diversi da quelli esposti”! (ma questa frase, in questa terza ipotesi, non quadra in ogni caso: se anche fosse stata convinta di non aver sbagliato, dato che si era basata sui prezzi che comparivanno sul display, quelli non erano comunque “i prezzi “ESPOSTI”)…


Beninteso, queste sono solo supposizioni (ci ho giocato un po’, tipo “Signor Brando” della Settimana Enigmistica). Però…

 

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Sta girando all’impazzata una storiella sul web, storiella che puzza MOLTO di bufala, ma che ovviamente per la mancanza d’indizi non mi è possibile debunkare, voglio però fare con voi un giochino interessante, senza fare nomi senza fare danni, studiare la genesi di una debunkata.

Partiamo dalla storiella:

Lidl Italia….VERGOGNA!!!!
Questo è una segnalazione che ha pubblicato una mia amica sulla bacheca di Lidl Italia…….

Buonasera,questa mattina alle ore 10,57 nel LIDL di SAN CARLO CANAVESE ho assistito ad una scena veramente vergognosa…la vostra cassiera ha umiliato e deriso una signora Italiana della zona,dunque la signora è arrivata alla cassa e mentre metteva sul rullo la spesa faceva il conto con la calcolatrice del telefonino poi prende il portafoglio e conta i soldi che ha dentro, la cassiera già la guardava e ghignava poi ha passato la spesa e il totale non combaciava allora la signora gentilmente e molto imbarazzata chiede alla cassiera se può stornare alcuni pezzi la cifra era 47 euro la signora chiede se può arrivare a 39 euro perchè e tutto ciò che ha…la cassiera in modo molto maleducato si volta verso gli altri clienti in fila e urla “quando una non ha i soldi se ne può stare anche a casa anzichè venire a fare la spesa” la signora in questione era molto mortificata ed è diventata di tutti i colori comunque la cassiera inizia a stornare la spesa e chiama l’addetto perchè ci voleva l’autorizzazione l’addetto arriva inserisce la chiave guarda la cassiera e fa un sorrisino dopo vari pezzi la cassiera si arroga il diritto di togliere dal carrello quello che vuole lei mentre la signora spiega che la carne la vuole lasciare perchè deve darla al bimbo allora l’addetto molto ma molto scocciato rivolgendosi alla cassiera e dice” guardala bene in faccia a questa così la prossima volta che viene a fare la spesa gli fai uno scontrino per ogni prodotto” tutto questa davanti agli altri clienti ed ad alta voce…

Ora io mi chiedo ma voi le scegliete apposta così maleducate oppure e un caso unico?
Poi vi sembra giusto mortificare così una persona davanti a tutti i clienti?
La signora e stata molto gentile ed educata ma purtroppo non aveva tutti i soldi e inoltre non ha rubato ma ha solo sbagliato il conto perchè come giustamente ha fatto notare lei i prezzi esposti non erano quelli che passavano in cassa,ora io dico ma voi lo sapete o no che in ITALIA C’è CRISI E UNO VA A FARE LA SPESA CON QUEI POCHI SOLDI CHE AVANZANO…
VERGOGNATEVI non si può mortificare così una persona,la signora e uscita dal vostro discount piangendo

Questo è ciò che gira sul web, in quasi tutte le sue condivisioni appare un nome in alto nel post che segnala chi è stata la prima a condividerla, non faccio nomi, potrei farlo visto che i post sono pubblici ma non so realmente come stiano le cose, quindi mi limito a studiare con voi, cercando parte del testo su google e limitandone la ricerca alla data si trova da quante ore sta circolando e dove…ed effettivamente il post appare sulla bacheca di LIDL ITALIA ripetuto come un mantra più e più volte da svariati visitatori della pagina indignati, qualche raro difensore, ma per lo più miriadi di copia e incolla dello stesso post. Tristemente Lidl Italia ha inizialmente rimosso i primissimi a postare la cosa, ma sbirciando nei commenti successivi arrivo a farmi un idea di chi POTREBBE essere il punto d’origine della storiella…clikko sul profilo, e :

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Per chi avesse problemi di visualizzazione: la persona in questione Lavora presso un ipercoop dal 1998…ed è andata a fare la spesa alla LIDL? Non puzza un poco? Io non dico che possa esser sicuro che si tratti solo di “raffinata” arte diffamatoria, una sorta di guerra tra marchi…e che magari facciano lo stesso i dipendenti LIDL ai danni COOP, non lo so, poco m’interessa, ma comunque sia, avessi ragione e si trattasse di un racconto inventato, scusate ragazzi, ma siamo veramente alla frutta. Per non farmi mancare nulla continuo nello studio della bufala…e trovo altre persone condividere la notizia a gran voce…

Vado a spulciare le loro gallery e a Natale trovo questo:

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“Questo è il pacco regalo che abbiamo ricevuto noi dipendenti COOP…”
e la foto mostra svariati prodotti a marchio COOP

e altra foto:

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Io non so nulla, non posso dire la cosa sia CON CERTEZZA una bufala creata per gettare discredito su un marchio invece che un altro in una “guerra della grande distribuzione”, non so e non posso confermare se i fatti siano davvero avvenuti, LIDL Italia su Facebook si trincera solo dietro un “Ciao, ci dispiace per l’accaduto. Abbiamo girato la segnalazione ai colleghi di competenza per le opportune valutazioni del caso.” Non possono confermare o smentire nulla al momento, ma il post è divenuto virale in pochissimo tempo. Che dire è brutto! C’è stato un episodio simile? Benissimo la LIDL non ne ha colpa in quanto marchio, ma la cassiera si, e anche l’addetto e vanno denunciati al direttore e anche ai carabinieri (perché se i prezzi esposti sono diversi da quelli passati in cassa credo ci siano gli estremi per una denuncia)…tutte cose che un dipendente di altra catena DEVE sapere bene…

Sono praticamente sicuro che i fatti non sia no andati come raccontati, e che anche ci fosse forte concorrenza tra le catene nella zona si tratti comunque di iniziative personali di dipendenti, magari anche preoccupati di perdere il posto a causa della concorrenza…non dico di no…ma resta triste vedere quest’uso di mezzucci subdoli!