Cervelli in fuga…

maicolengel butac 13 Dic 2014
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BRAIN-FUGA

Ieri sera ero con quelli che negli ultimi mesi stanno diventando amici, ragazzi appassionati di scienza che studiano e/o lavorano in quel di Bologna. Avevano organizzato una piacevole serata usando un planetario portatile regalando una bellissima esperienza gratuita ai 90 che hanno avuto voglia di andare all’incontro. Ma non sono qui per parlare di stelle, anzi, sono qui per cercare di parlare di vita vera.

Dopo l’evento planetario abbiamo cenato e chiacchierato insieme a lungo (non potete farmi fare sempre le tre uffa, ho una certa età) e ho dovuto sentire dei racconti che mi hanno fatto un poco impressione. Non parliamo di bufale, non parliamo di mancata informazione, oggi come già detto parliamo di vita vera. Se siete qui solo per sapere se esistono gli UFO, prego, passate oltre, questo post non è per voi!

I ragazzi con cui ero sono persone davvero in gamba, che hanno scelto autonomamente di dedicare il proprio tempo libero alla divulgazione scientifica, lo fanno per amore della scienza, lo fanno gratis, anzi, si autotassano per organizzare incontri, pagano le sale che affittano, dedicano alla cosa tantissime ore del proprio tempo…eppure sono “invisibili”, così invisibili che chi li guida al momento ieri ci ha raccontato che lei l’anno prossimo se ne va, lascia l’Italia, lascia il gruppo, lascia, perché qui non funziona. E dopo averla sentita parlare avrei voluto piangere, abbracciarla, convincerla a stare, perché di gente come lei l’Italia ha bisogno, di persone che si dedichino PER PASSIONE e non mero interesse economico.

La ragazza di cui vi sto parlando è italiana, nata in Italia da genitori stranieri, integrata, con tantissimi amici (qui a Bologna), ma la città in cui è nata e in cui la sua famiglia vive le ha fatto venire la voglia di fuggire da un paese fatto di tanti “Emiliano A., Lorenzo C., Luigi C., ma anche Matteo S.” (e chi ci legge su Facebook sa di chi sto parlando). Un paese a cui lei da anni sta dando anima e cuore…e che invece la ricambia con epiteti razzisti quando alle ultime elezioni è andata a votare…SI perché essendo nata in Italia è cittadina italiana come voi e me, non ha nulla di meno o di più (oddio forse qualcosa di più si, lei è particolarmente intelligente, io non lo sono), e ha ovviamente diritto di voto. Mentre attendeva il suo turno sentiva la gente parlarle dietro, commentare che cosa potesse votare una straniera, lamentarsi che non fosse giusto che lei straniera votasse in Italia, cari stronzi, la cara signorina in Italia ci è nata, parla il vostro dialetto meglio dei vostri figli, ha tanta testa che con lo stesso cervello dei vostri virgulti italici se ne fanno mille. Io vorrei che voi emigraste,  non le donne (e gli uomini) in gamba come lei, poco importa di che colore sia la sua pelle di che nazionalità siano le sue origini. Spero lo facciate, e che a voi venga riservato lo stesso trattamento che voi offrite agli immigrati in Italia, razzismo e xenofobia a gògò!

Siamo un paese che merita di fallire, fatto da vecchi con mentalità vecchie che non hanno minimamente a cuore la situazione, basta che loro stiano bene, il resto può andare a puttane. Ecco io non ci sto più, Butac non ci sta più, mi avete rotto le scatole, mi avete esasperato; vedere questi giovani lasciare il paese in balia di stronzi  incapaci di comprendere, d’imbecilli che continuano a votare partiti e facce già vecchie anche quando ancora giovani, vedervi buttare via quanto di buono abbiamo…in nome di una nazionalità che non meritate, di una patria che non siete in grado d’amare è deprimente. Io vorrei una, cento, mille Elisa a combattere qui, per voi! Una, cento, mille facce, di colori e razze diverse, ma unite da una stessa bandiera, quella italiana…e invece mi ritrovo a vedere solo le solite facce da culo, che restano, che sono pigri, che vorrebbero lavorare ma non sono nemmeno capaci di cercarselo il lavoro.

Senza gente come Elisa questo sarà un paese peggiore, e invece che spingerle a lasciare dovremmo ringraziare che esistono persone come lei,  gente che ama la scienza a priori, non come tramite per guadagnare, non come mezzo per diventare noti, ma solo perché la scienza e la corretta informazione sono il motore che dovrebbe spingerci…mentre spesso alla fine tanti sono guidati solo ed unicamente da interessi personali.

Non so, l’idea che un’associazione seria di divulgazione scientifica debba penare per trovare una saletta dove allestire un planetario una sera e a volte anche pagare per la stessa saletta il Comune che gliela concede ed invece antivaccinisti e scia comicari trovino sale e consensi politici mi rende furioso, vorrei prendere questa gente a testate in faccia, cacciare i politici che lo permettono, e non cacciarli dal loro scranno dorato, ma proprio dal paese, mandare loro via al posto di una Elisa, magari mandarli a fare quei lavori umili che loro augurano agli immigrati che arrivano qui, sono gli unici lavori dove potrebbero essere utili alla società.

Non so, oggi mi sono svegliato un po’ depresso, scusatemi…

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