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Soprattutto da quando i social come Facebook sono diventati molto diffusi ci vuole poco per far diventare virale una immagine o una informazione. Il problema principale è che, soprattutto sui social, la gente “ruba” e decontestualizza le immagini, portandole ad avere significati o pesi diversi. Non è una vera sbufalata, diciamo solo parziale, ma non della fonte segnalata. Andiamo per ordine.

Ci hanno segnalato questo post caratterizzato dal classico tono moderato

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Secondo i nostri massmedia un “povero e indifeso profugo che scappa dalla guerra”

Il post messo così non ha altro scopo se non quello di scatenare rabbia nei commentatori. Non sappiamo neanche l’ordine cronologico delle foto, dove siano state scattate e quando. Ha a che fare con l’Italia? Di dov’è il bell’uomo? Vera o finta? Non ci viene dato nessun dettaglio. Questo ha come unico scopo quello di rinforzare giudizi ed idee già presenti in chi vede l’immagine. Non serve ad altro.

Ma queste foto da dove arrivano? Cercando online, questa foto ha cominciato a girare moltissimo, soprattutto su Twitter, senza dettagli, dopo le stragi di Parigi. Dal 15 e 16 di Novembre queste due foto accoppiate hanno iniziato a girare senza però spiegare bene quale sia il significato o la morale da cercare. Innanzitutto cerchiamo le foto originali. Eccole

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Ho cancellato il volto della testa decapitata

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Secondo alcuni la foto a sinistra sarebbe ambientata in Germania, altri lo localizzano in Svezia. Non saprei come identificare la stazione, ma dalla pubblicità della OBB che si vede nella foto possiamo presumere che sia in Austria, ma quantomeno si trova in Europa. È un profugo? È un rifugiato? Andando a scavare ancora, secondo alcuni siti quello nelle foto sarebbe addirittura uno dei terroristi coinvolti negli attentati di Parigi

Siriano terrorista passaporto con un mese prima cercato asilo a Presevo, il 7 ottobre. Funzionari greci hanno già annunciato che è entrato nel territorio della Grecia il 3 ottobre. In Serbia è entrato in Miratovac 7 ottobre, dalla Macedonia. (testo tradotto con Google)

In una notizia del 16 di Novembre Telegrafi.com identifica lo sconosciuto come Amar Al-Ziad, il siriano degli attentati di Parigi, mostrando anche un video dove sarebbe stato ripreso nel campo di Presevo. Nome a parte, il problema con questa identificazione è che non assomiglia molto alla foto del passaporto trovato a Parigi.

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Non corrisponde neanche il nome, Ahmad Almohammad, ma quello ovviamente potrebbe essere finto, mentre per essere credibile mi aspetterei che la foto del documento sia vera. Tutti i siti poi attribuiscono a questo losco figuro tutt’altra faccia che quella del misterioso militare dal quale siamo partiti

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Decisamente più somigliante alla pessima foto del passaporto di poco fa. Passaporto che sembrerebbe essere stato usato da due persone diverse. Come fa notare anche il Guardian, è difficile capire se entrambi i passaporti fossero falsi o meno in quanto i documenti contraffatti stanno diventando un grosso problema, soprattutto quelli siriani. Sui siti dove abbinavano le foto iniziali al terrorista col passaporto siriano ci sono anche altre foto, tipo questa

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Dove c’è un dettaglio interessante. Per quanto la bandiera siriana e irakena si assomiglino molto, quella sul petto è decisamente irachena. Se guardiamo la foto originale si vede meglio, e si può ingrandire un po’ di più

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Questa è la bandiera irachena dal 2008 in poi. Per non parlare della enorme bandiera irachena sul muro. Quella siriana ha due stelle nella fascia bianca. Andando a scavare ancora più indietro nel tempo, il riferimento più vecchio a questo personaggio l’ho trovato a questo link, e qui la fonte originale, intitolato

Foreign Relations Bureau – Iraq – United Kingdom : MILITIA MEMBERS IN THE EU

Below is a completion of details of Members of Iranian Backed Miltias who have used the Refugee influx into the EU to present themselves as Refugees. These Militia Members have participated in war crimes in Iraq. They are also paid members of a fighting force in that country and are inpersonating innocent people in order to get into the EU.

Qui troviamo il nostro misterioso personaggio insieme a tanti altri che sarebbero membri della Asa’ib Ahl al-Haq, che è un gruppo paramilitare sponsorizzato dall’Iran e da Hezbollah, attivo in Iraq e in Siria col nome di Haidar al-Karar Brigades. In Siria sembrerebbero aver dato supporto ad Assad, non all’ISIS, rendendo il tutto ancora più confuso considerando gli attentati di Parigi, se mai quest’uomo abbia qualcosa da spartire con quegli attentati.

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Come potete vedere Ammar Al-ziadi – nome che corrisponde al primo col quale siamo venuti a contatto – ha pure un profilo Facebook dove ci sono tutte le foto qui caricate e che abbiamo visto in giro per il web. Non so quanta affidabilità abbia il FRBIU (Foreign Relations Bueau Iraq UK) e da dove abbia preso le sue informazioni, ma così si definiscono sulla loro pagina Facebook

FRBIU is a Media Monitoring website that brings you news & persepective on Iraq you don’t see on mainstream media … FRB also provides events with Iraqi speakers as opposed to people who talk in the name of Iraq and represent interests of the other.

Ovviamente non so leggere quanto scritto sulla sua pagina e la traduzione di Facebook non aiuta un granché, ma nelle sua immagini possiamo trovare anche una foto di Muqtada al-Sadr, personaggio di peso nella politica irachena.

L’articolo è di Ottobre 2015, circa un mese prima degli attentati, e indica la Turchia come ultima posizione accertata, come da alcune foto su Facebook. Sul suo profilo l’ultimo post visibile è del 21 Settembre 2015 e indica Baghdad come luogo di nascita e residenza.

Dopo tutto questo girotondo dove siamo arrivati? Possiamo dire che quello nella foto non è uno dei terroristi di Parigi come alcuni hanno indicato. È in qualche paese europeo come rifugiato? Chi lo sa. Guardando le sue foto del profilo Facebook sembrano più foto di un turista che di un rifugiato. Decisamente non è un personaggio tranquillo considerando le foto con armi pesanti e teste decapitate, ma, considerando da dove siamo partiti, non so con quale cognizione di causa lo si voglia indicare come qualcuno di pericoloso che gira per l’Europa come “povero e indifeso profugo che scappa dalla guerra”.

Un collage propagandistico del genere lo si potrebbe fare con qualsiasi militare di qualunque nazione che posti foto su Twitter o Facebook quando è in vacanza e quando è in servizio. Certo, il sito FRB lo indica come membro di una milizia che ha commesso crimini di guerra in Iraq, ma è una accusa sostenibile? Che info hanno? Accettando senza riserve questa indicazione, cosa ha a che vedere coi profughi? Un profugo non può essere stato membro di un esercito prima di scappare? Il personaggio in questione sta scappando? Dove si trova? È ancora vivo? Di quale milizia era membro? Non voglio difenderlo, ma esattamente di cosa lo si sta accusando?

Rimaniamo qui nel dubbio più totale, ma con una sola certezza: non ci si può fidare di una foto senza fonti che si trova su internet. In qualsiasi caso.

cinnamon

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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