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AGGIORNAMENTO DEL 9 MAGGIO 2014:
La storiella del kebab farcito con carni varie ed eventuali sta ricominciando a circolare, tutto per merito di alcuni articoli sulla stampa (o meglio il web) italiana… la fonte dei pezzi è una testata diretta e gestita da un’azienda PUBBLICITARIA, quindi non giornalisti, ma solo persone che vedono il mezzo web un sistema per fare soldi (cosa lecita, sia chiaro) peccato che quando gli articoli sono degni di un romanzo di fiction le cose per me diventano eticamente sbagliate.

Per i più pigri abbiamo perfino fatto un video:

L’articolo parte con il riportare la storia dello studio condotto in Inghilterra:

Alcuni studi realizzati dalla Food Standards Agency e da altre associazioni dei consumatori in Inghilterra hanno stabilito che il Kebab che viene venduto nel paese non contiene sempre e solo agnello, ma anche carne di origine sconosciuta.

I piatti che venivano serviti come agnello erano in realtà composti anche maiale, manzopollotacchino o carni che non sono state identificate, senza che sia stato possibile capire se vi era la presenza dell’agnello o di altro.

L’indagine realizzata, ha mostrato che su 60 Kebab che vengono spacciati per agnello, 17 erano stati realizzati mischiando anche altri tipi di carne mentre 5 presentavano una materia prima non identificabile. Un altro studio, che ha analizzato 145 campioni di Kebab, ha determinato che 43 di questi non erano stati cucinati esclusivamente con agnello.

Lo studio è lo stesso di cui parlavo nella sbufalata originale poco più sotto, ma siccome la notizia di quello studio è vecchia ci doveva esser qualcosa di nuovo… eh sì, c’è un articolo (divertente) del Daily Telegraph inglese che è uscito invece solo pochi giorni fa, e i nostri eroi giornalari da lì hanno attinto a piene mani:

Diffusa la notizia, è stato interpellato il vice ministro britannico Nick Clegg, a cui è stato chiesto in onda sulla radio LBC se esiste la possibilità che al posto dell’agnello siano state usate carni meno costose, come quelle di canigatti o topi, come riportano diversi quotidiani internazionali, tra cui il The Telegraph.

“Certo che mi preoccupo se stanno vendendo spiedini di ratto. Penso che le autorità sanitarie dovrebbero iniziare a lavorare su questo”, ha detto Clegg, mentre il governo ha una procedura ufficiale di analisi per approfondire la vicenda.

Ma si tratta di una traduzione italiota del testo del Telegraph che riportava le parole di Clegg con toni abbastanza ironici:

The Deputy Prime Minister “very concerned” at suggestions rodents are being put in kebabs, after study finds lamb is replaced with unidentifiable meats…

…Asked on LBC Radio if he was concerned at the prospect of dogs, cats or rats appearing in kebabs, Mr Clegg said: “Of course I am.”

“I’d be very concerned by that. I’d expect the health inspection authorities to look into this.”

Mr Clegg said the last fast food he ate was a McDonalds cheeseburger last weekend on an M1 service station.

Asked by host Nick Ferrari whether he decided to “go large” – meaning, request a larger portion of fries and soft drink – Mr Clegg said: “What do you mean, go large?”

He added: “I had a meal deal if you really must know.”

The Deputy Prime Minister said he is “allowed” kebabs but has not eaten one “in a while”.

Che tradotto grosso modo dice così:

Il vice primo ministro (si è mostrato) “molto preoccupato” all’ipotesi che dei topi siano usati nei kebab, dopo lo studio che ha rilevato l’agnello venire sostituito anche con carni non identificabili …

… Alla domanda su LBC Radio se fosse preoccupato per la prospettiva di cani, gatti o topi usati negli spiedini, Clegg ha detto: “Certo che lo sono.”

“Sarei molto preoccupato da questo. Mi aspetto controlli delle autorità di controllo sanitario.”

Clegg ha detto che l’ultimo fast food che ha mangiato era un cheeseburger di McDonald lo scorso fine settimana in una stazione di servizio M1…

…Il vice primo ministro ha detto che (dalla sua dieta) è “permesso” mangiare kebab, ma non ne ha mangiato uno “da un po’”.

I punti chiave sono l’uso del virgolettato (anche nell’originale del Telegraph) e l’uso del condizionale nella risposta di Clegg alla domanda di LBC. Non è vero che Clegg ha dimostrato apprensione e ha rilasciato dichiarazioni, no, Clegg mentre era intrevistato dalla LBC ha ricevuto una domanda in merito, e da bravo politico invece che concludere con un “ma che cacchio di domanda è questa?” è stato sulle sue, dicendo che è ovvio che sarebbe preoccupato dalla possibilità di cani gatti e topi negli spiedini inglesi… chi non lo sarebbe. Ma la frase non sta a significare: “Sì, è vero, si trovano cani gatti e topi nei kebab inglesi”. Ripeto, una testata (registrata al Tribunale di Trapani) dietro cui si cela un gruppo PUBBLICITARIO non è interessata a fare informazione nemmeno da lontano, ma solo monetizzare sul livello di uTonti che girano sul web. Condividere le loro notizie è fare il loro gioco, e più lo si farà più ne arriveranno di nuove. Questo è un cancro per la rete, un cancro che andrebbe estirpato sul nascere….

Per chi fosse curioso degli studi italiani in merito vi prego di continuare nella lettura…


L’ennesima bufala su una categoria a me cara, i kebabbari, migliore alternativa “esotica” al solito McDonald e sempre più presenti sul territorio.

Perché è una bufala?

Intanto perché tutto parte da un ricerca fatta nel 2009 in Gran Bretagna, paese con regole e controlli diversi dall’Italia dal punto di vista alimentare, e comunque la ricerca che viene citata negli articoli in giro per la rete, se letta in originale, non dice minimamente ciò che viene riportato in italiano (ma tu pensa un po’!).

Sono sicuro che anche voi l’avrete vista in giro, e da bravi NERD l’avrete bollata come minchiata fregandovene dei rischi per le vostre arterie! Però sono sicuro che avrete fatto nulla per convincere gli altri della sua infondatezza… e qui avete peccato di pigrizia, lo so che rompe cercare online i riferimenti, leggersi delle pagine in inglese e gironzolare online qualche oretta… Beh l’abbiamo fatto noi per voi…

(non ringraziateci mica eh!)

La ricerca inglese prendeva in considerazione tipi di kebab di dimensioni non vendute in Italia con un contenuto di grassi doppio a quello presente nei kebab nostrani.
Gli articoli allarmistici a riguardo citano sempre una ricerca inglese (senza MAI linkarla… chissà come mai!), che in realtà parla di componenti diversi da quelli segnalati (cioè la ricerca fatta sui kebabbari inglesi nel 2009 segnalava che invece che pollo, tacchino, vitello all’interno dei kebab ci fosse capra, e in alcuni casi maiale)!

A seguito di quella ricerca l’Istituto Zooprofilattico di Toscana e Lazio ha fatto eseguire a campione le stesse analisi sul nostro territorio rilevando appunto solo irregolarità di poco rilievo (come ad esempio percentuali di carne segnalate in maniera errata in etichetta – ma sempre pollo vitello e tacchino, mai capra e solo in due casi percentuali di maiale), inoltre nei rilievi si è notato come i kebab venduti in Italia siano di dimensioni e di apporto calorico inferiori a quelli made in UK, tra le 400 e 500 calorie a kebab (escluse salse, salsine, salsette) contro le mille e passa di quelli albionici!

Fonti
Una studentessa di veterinaria ci ha fatto la tesi di laurea arrivando alle stesse conclusioni dell’Istituto Zooprofilattico.
Il Fatto Alimentare ne parlava qui a dicembre 2012.
E qui la ricerca inglese da cui è partita la disinformazione.

maicolengel at butac.it

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