Ci sono caduti in tanti (forse per difetto di traduzione) nella marijuana usata per curare il cancro,
il tutto parte dalla storia di Landon Riddle bimbo di 3 o 4 anni che sta usando olii a base di THC e CBD per “curarsi” dalla leucemia che lo affligge fin da quando di anni ne aveva solo due e mezzo.

Il racconto è comparso sull Huffington Post americano e da li sta facendo il giro del mondo, qui in Italia la storia l’ho già vista passare su Articolo Tre, Giornalettismo e tanti altri siti d’informazione online (seri e meno seri). Ma i primi a raccontarla erano stati i giornalisti della CBS di Denver.

Il piccolo era stato diagnosticato di una grave forma di leucemia già l’anno scorso e si era sottoposto a chemioterapia e trattamenti ospedalieri fin da subito, il tumore si era ridotto, ma (ovviamente) il bimbo era ridotto ad uno straccio (la chemio è pesantissima per un adulto, figuriamoci per uno scricciolo). Nel frattempo un gruppo che voleva aiutare la mamma di Landon aveva aperto una petizione su change.org per chiedere allo STato del Colorado di far accedere Landon ai trattamenti a base di cannabinoidi  e renderli De Facto legali. La mamma aveva firmato la petizione e si era trasferita appunto in Colorado per sfruttare la legislazione pro marijuana, ha fatto interrompere i cicli di chemio al piccolo ed ha iniziato a somministrare in via liquida CBD e THC,  il bimbo si è lentamente rimesso in forze (e ci credo niente più chemio e un mix di thc e cbd che stimolano sicuramente l’appetito) e la mamma contenta della cosa vuole continuare a curarlo solo così, i medici però non sono dello stesso parere, vogliono che Landon reinizi i suoi trattamenti, e la cosa è al momento dibattuta.

Questi qui sopra sono in poche parole i fatti, nulla d’eclatante, non vi è nessuna nuova cura racchiusa nei fatti, solo uno stato di apparente miglioramento chiaramente spiegabile con l’interruzione dei cicli (che a loro volta avevano ridotto il tumore di Landon) e in più una lieve crescita di peso per il bimbo fino a poco prima totalmente inappetente, ma qualsiasi 20/30 enne sa che la marijuana stimola MOLTO l’appetito!

Peccato però che sui siti italiani la notizia sia stata data con risalto diverso…mettendo l’accento sul fatto che una coppia di ricercatori californiani abbia ipotizzato che la marijuana possa avere effetti di blocco e riduzione metastasi, ma finora non si sono conclusi gli esperimenti ed è un test effettuato su un campione per ora troppo ristretto. Inoltre i siti italiani hanno raccontato di come dopo poco dall’inizio del trattamento Landon avesse visto un blocco della crescita del tumore e una successiva remissione…tutte cose che nell’articolo e nell’intervista originale della CBS non ci sono. Bastava spiegare che sono parole della mamma e non vi è prova che sia la marijuana e non la precedente chemio ad avere avuto effetto sul bimbo.

Non dico non andasse scritta la notizia, e nemmeno che vada demonizzata e attaccata la marijuana, ma esser precisi conta molto, moltissimo, specie in casi come questo, dove chi legge poi ripone speranze e crede davvero che sia più sensato curarsi con l’erba invece che con la medicina.

Non mi esprimo sule ricerche californiane che non conosco per niente, sono sicuro che la marijuana possa avere effetti (anche solo di appetito e lenimento del dolore) benefici per le persone affette da malattie gravi (ma anche solo una cefalea), ma da qui a vederla come cura per il cancro (per ora) di acqua sotto ai ponti deve passarne parecchia!

Qui l’articolo (e il video) della CBS
Qui l’articolo sull’Huffington Post
E qui Giornalettismo