La Danza Lenta (e due)

Ne avevamo già parlato nel 2018, ma i contenuti ad alto tasso emozionale non smettono mai di circolare

maicolengel butac 16 Nov 2022
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Cii segnalate un testo che sta ricominciando a circolare, si tratta di una poesia che viene condivisa sui social network con questa premessa:

Grazie se puoi girare questa
POESIA. Alessandro Cicognani è il direttore del dipartimento di pediatria del Sant’ Orsola. Questa poesia è stata scritta da una adolescente malata terminale di cancro. Vuole vedere quante persone la leggeranno. Dedicale la tua attenzione e poi falla girare, per favore.

E con questo messaggio in chiusura:

VI PREGO SPEDITE QUESTA POESIA A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE e magari anche a quelli che non conoscete. E’ la richiesta di una ragazzina speciale che presto lascerà questo mondo a causa del cancro. Le rimangono pochi mesi di vita e come ultimo desiderio ha voluto mandare una lettera, per dire a tutti di vivere la propria vita pienamente, dal momento che lei non potrà farlo.

Il testo in apertura e chiusura della poesia risalgono al 2018, credo sia chiaro a tutti che farla circolare con quelle parole quattro anni dopo non ha molto senso. Ho eliminato i riferimenti alla struttura e i numeri di telefono con cui la stessa circola. Li ho eliminati perché già quattro anni fa il reparto del Sant’Orsola fu tempestato di telefonate di gente che chiedeva notizie della giovane paziente. Si tratta di un ospedale, hanno altre cose da fare, che non riguardano fornire informazioni su una paziente a sconosciuti che ne hanno letto un (presunto) testo online.

Ma non è finita qui, perché la poesia non è farina del sacco della paziente, ma la traduzione in italiano della poesia “Slow Dance” del poeta e psicologo David L. Whatherford, morto nel 2010. Tutte cose che appunto avevamo già spiegato nel 2018, ma che ripetere non fa mai male.

Sempre nel 2018 spiegavamo perché condividere una cosina innocente come una poesia può contribuire all’information disorder. Prima di tutto contribuisce perché si sta diffondendo qualcosa dando a intendere che sia qualcos’altro, e in secondo luogo perché la diffusione di quel testo aiuta chi si occupa di profilazione. Scrivevo nel 2018:

Mi basta entrare su Facebook, cercare i profili aperti che hanno condiviso la poesia, vedere quelli più popolari e sfruttare quei canali come tramite per qualsivoglia bufala io voglia diffondere. Chi ha condiviso la poesiola è soggetto suscettibile a questo genere di campagne o catene, quindi è facile che condivida anche altro materiale (vero o falso poco importa) e lo faccia diventare virale, senza verificare in alcuna maniera la fonte da cui proviene.

Le cose non sono cambiate, la profilazione si fa ancora, quindi il suggerimento di stare più attenti a quello che si fa circolare in rete resta.

Giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare vorrei concludere ricordando che il primo in Italia a sbufalare la storia è stato Paolo Attivissimo, che se ne è occupato più volte dal 2002 in poi.

maicolengel at butac punto it

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