DDL Cieli blu & geoingegneria
Ha senso portare un disegno di legge d'iniziativa popolare come prova di una delle teorie del complotto più dure a morire?

Nelle ultime ore, sui canali dedicati a una certa disinformazione sta circolando una notizia che crediamo sia interessante riportare (e trattare) qui su BUTAC.
Il 23 marzo 2026, su Telecolor è stato trasmesso un servizio dal titolo:
IL MARESCIALLO NUZZO SPIEGA IL DDL “CIELI BLU”: STOP ALLA GEOINGEGNERIA IN ITALIA
SI tratta di una proposta di un disegno di legge d’iniziativa popolare denominato “Cieli Blu”, DDL proposto dall’avvocato Frida Chialastri e sostenuto appunto dal maresciallo Roberto Nuzzo, nostra vecchia conoscenza.
Chi è Roberto Nuzzo?
Il Maresciallo dell’Aeronautica – ora riservista – Roberto Nuzzo è appunto una vecchia conoscenza di BUTAC: ci eravamo occupati di lui anche quando, sempre su Telecolor, ci aveva parlato di zanzare tossiche, armi da guerra e manipolazione climatica. In questo nuovo servizio di Telecolor, la stessa emittente che lo ospita regolarmente, Nuzzo spiega ai telespettatori il DDL Cieli Blu come se fosse la naturale prosecuzione delle sue campagne sulle scie chimiche.
La solita confusione: confondere la geoingegneria con le scie chimiche
Come in precedenza, è evidente che Nuzzo gioca sulla confusione tra le due cose: ma occorre fare un serio distinguo tra geoingegneria e scie chimiche, perché non sono affatto la stessa cosa. La geoingegneria è un campo di ricerca scientifica reale, non un progetto segreto per controllare il clima. Le scie chimiche, invece, non hanno nulla a che fare con geoingegneria e cloud seeding: le scie che vediamo tracciate dagli aerei di linea sono semplicemente scie di condensa. Dare a intendere siano la stessa cosa serve appunto a rafforzare l’idea che le battaglie contro le scie chimiche siano qualcosa di sensato, quando invece sono pura pseudoscienza.
La geoingegneria è cosa diversa, e non siamo qui a dirvi che sia cosa buona o meno, ma non è qualcosa che viene fatto di nascosto: gli studi sulla materia sono liberamente consultabili, e ognuno ha il diritto di avere la propria opinione in merito. Ma un aereo di linea che lascia una scia non sta facendo esperimenti per cambiare il clima. La maggior parte degli studi sulla geoingegneria non lascia segni in cielo, dare a intendere sia così serve solo a confondere le acque.
Ma quindi il DDL?
Un DDL di iniziativa popolare non è una legge approvata, ma appunto solo una proposta, che prima di andare avanti ha bisogno di firme, poi di essere presentata in Parlamento, poi di uno specifico iter parlamentare. Solo il fatto che venga promosso come vittoria contro le scie chimiche ci dice tutto su qual è il contesto culturale in cui nasce.
Se questo DDL fosse approvato così com’è e interpretato come la intendono i suoi promotori, risulterebbe basato su un presupposto falso: cioè la convinzione che esista una manipolazione del meteo segreta e non autorizzata nei cieli italiani. Peccato che, in decenni di discussioni, nessuno abbia mai portato campioni di laboratorio, tracciati radar o documenti ufficiali che confermino l’esistenza di queste irrorazioni clandestine.
Un DDL che nasce da una teoria del complotto rimane figlio di quella teoria, anche se lo presentano in TV con facce serie e proclami di vittoria.
Concludendo
In chiusura crediamo sia importante ribadire una cosa fondamentale: un maresciallo dell’Aeronautica che va in televisione a parlare di geoingegneria clandestina e scie chimiche ha un peso diverso che se lo fa un disoccupato che passa il tempo a guardare il cielo dal suo terrazzino (qualcuno ha detto da Sanremo?). Il problema non è la divisa, è che quella divisa viene usata per dare autorevolezza a tesi che la comunità scientifica non supporta.
redazione at butac punto it
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