Sul sito DifesaOnline è apparso un articolo di quelli che ormai mi sono abituato a vedere. Giocando con l’ignoranza media dei lettori si cerca di dare a intendere che ci sia qualcosa di poco chiaro nelle parole di un nostro astronauta: Luca Parmitano.

Ma si tratta di disinformazione, se sia in buona fede o meno lascio che lo decidiate voi.

Partiamo dall’inizio, il titolo:

CORONAVIRUS: PARMITANO FU INFORMATO A NOVEMBRE. POSSIBILE CHE CONTE NON SAPESSE?

A seguire ci vengono fornite le due dichiarazioni oggetto dell’accusa. Una rilasciata da Luca Parmitano il 25 aprile nella trasmissione Petrolio e l’altra il 9 maggio nella trasmissione Storie.

“…a bordo abbiamo un collegamento quotidiano con le realtà terrestri; abbiamo anche accesso alla rete internet; possiamo comunicare con i centri di controllo e già da novembre, avevamo iniziato a seguire i primi contagi, inizialmente soltanto nei paesi asiatici, poi al mio rientro i primi contagi in Europa…” (25 aprile 2020 – trasmissione Petrolio, Rai 1)

“…sulla stazione abbiamo seguito quello che stava succedendo sulla Terra: anche prima del mio rientro già da novembre eravamo al corrente di questo probabile contagio pandemico e soprattutto la gravità che si andava allargando a macchia d’occhio proprio in Europa poco prima del mio rientro” (9 maggio 2020 – TG2 storie)

Le ho verificate, sono citazioni alla virgola, corrette. Quello che è sbagliato è quel dare a intendere il complotto.

Tutto il mondo sapeva già a novembre che c’era una patologia sconosciuta che stava colpendo alcuni soggetti in Cina. Come dimostrano i titoli che è possibile trovare cercando in inglese. Il 13 novembre titolava il New York Times:

Pneumonic Plague Is Diagnosed in China

Il 16 novembre titola Foreign Policy:

The Real Reason to Panic About China’s Plague Outbreak

Il 30 novembre titola il tabloid britannico Express:

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