Gran parte di ciò che si dice della piattaforma di trading on line è… tarocca!

Se ne parla moltissimo sul web e sembra proprio che per Google chi ne parla (male) sia molto più popolare del sito stesso. Anche Facebook non è da meno, e anche qui le critiche piovono copiose con parole grosse.

Ma che cos’è questa fantomatica Dubai Lifestyle App?

Il nome ci vuole evidentemente richiamare allo stile di vita della ricca città, famosa per gli eccessi di lusso e tanto petrolio. In realtà sarebbe un programma gratuito di trading on line, con la singolare caratteristica che, secondo gli autori, sceglie le contrattazioni in automatico. Cioè tu metti a disposizione la cifra di 250€ e senza far nulla l’app lavora per te facendoti vincere migliaia di euro in poche ore. Volendo, tu richiami le contrattazioni fatte e… voilà tutte vinte. Tu non fai nulla e diventi ricco trattando titoli economici.

Ma allora i traders di professione sono tutti scemi? Cosa continuano a studiare trend rialzisti e ribassisti per mettere a repentaglio i loro denari se c’è l’app che fa tutto da sola e vince sempre?

Lo abbiamo chiesto al veneziano Luca Andriolo, trader da oltre 15 anni, da cui però emerge molta cautela in questo settore così troppo spesso millantato:

Luca, come reputi queste mirabolanti applicazioni? – Sono sistemi per attrarre facili vittime che credono di poter guadagnare con le contrattazioni senza però avere un benché minimo fondamento in materia.

Cosa serve invece per svolgere la tua attività con profitto? – Moltissima esperienza, anche se a volte non è mai abbastanza: secondo una statistica fatta dagli stessi istituti di credito il 90% dei traders si rivela perdente nel medio-lungo periodo. Per la persona media è paradossalmente più vantaggioso giocare al casinò che non in borsa: se non altro in questo caso si può raggiungere quasi il 50% di probabilità di vittoria.

Tu a quali strumenti informatici fai riferimento? – Ad una piattaforma di trading fornita da un istituto primario di credito europeo con la quale contratto prevalentemente titoli azionari e futures.

Quale consiglio possiamo dare a chi volesse partire? – Di rivolgersi sempre al proprio istituto di credito per le opportune disposizioni tecniche, di studiare molto la materia e infine per i primi mesi operare in “paper trading” cioè in simulazione, senza l’utilizzo effettivo di denaro: non voglio disincentivare nessuno tuttavia ribadisco che le statistiche sono davvero impietose: il 90% dei traders risulta inequivocabilmente in perdita.

Ma se questa è la realtà di chi opera giornalmente nel settore, forse nelle promesse dell’app c’è qualcosa che non quadra…

Il video parte con la ricerca di 100 beta tester, cioè 100 volontari che intendano sperimentare l’app guadagnando un sacco di soldi.

Peccato che io non abbia ricevuto nessun invito: basta solo cliccare sul link di cui sopra. Inoltre il conteggio delle 100 persone è finto. Ho ricaricato diverse volte la pagina ed ogni volta il numero in alto a sinistra che dovrebbe indicare in che posizione tu ti poni tra i primi 100 varia a casaccio. Ma il nome della località rimane sempre fisso: Altivole (TV).

È singolare che due persone su tre tra quelle intervistate che compaiono nel video (la ragazza e il secondo ragazzo) abbiano accento veneto. Chissà mai che questi testimoni siano amici o parenti di chi ha organizzato l’edizione italiana del sito e chissà che questi provengano da Altivole?

Si prosegue sentendoci garantire che non c’è nulla di finto, ma… perdindirindina, il contatore è finto (1). E non è tutto: c’è anche il presunto fondatore che… è finto (2) anch’egli! Si dovrebbe chiamare Giuseppe Pavoletti, e sotto il video compare la sua faccia, ma… Ma non è lui.

Giuseppe Pavoletti non esiste!

Tutte le versioni del video in altre lingue (inglese, tedesco, spagnolo) evidenziano  nomi diversi del finto fondatore, la cui unica immagine proviene da questo sito. Sotto il presunto fondatore c’è un’altra immagine che vorrebbe indicare il team di lavoro, ma anch’essa è finta (3), perché proviene da dreamstime .com, un sito che vende immagini, tra cui questa.

Così come dallo stesso sito proviene l’immagine dell’ufficio della loro sede di Dubai: naturalmente finto anche quello (4)!

Il presunto scantinato dei genitori in cui il finto fondatore avrebbe messo a punto l’app? Non esiste nemmeno questo (5) perché l’immagine è stata presa da questo sito di immagini d’arredamento.

Il videonarratore continua raccontandoci che dopo avere trovato l’algoritmo magico nell’inesistente scantinato dei genitori, l’inesistente fondatore sarebbe andato a Dubai con soli 500 € in tasca e lì avrebbe trovato i due fratelli Mahmood pronti a pagargli l’idea con un assegno da 430.000€. Alì e Fahrid cosa chiedono in cambio? Solo che all’app venga dato il nome di Dubai.

A parte il fatto che con 500 € in tasca, tra volo (low cost) e albergo negli EAU fai molto poca strada, poi va detto che in inglese le date numeriche hanno prima il numero del mese e poi quello del giorno, cioè il contrario che da noi.

Infine: se Giuseppe Pavoletti non esiste, vuoi mai che l’assegno sotto sia falso (6)?

Come se servisse una riprova…

Sono falsi anche i due arabi (7 e 8) spacciati per i fratelli Mahmood: il primo è in realtà Helal Saeed Almarri direttore generale della società DTCM & DWTC, mentre l’immagine con il felino in auto è stata presa dal sito vietnamita inspired.daikynguyenvn .com che qua pubblica un articolo sulle miliardarie bizzarrie nell’emirato, e per primo la foto del felino in auto.

Ancora falso (9) è il timer in alto a destra che ti farebbe vedere quanto manca al termine della super offertona: quando arriva a zero, si ferma e non succede nulla. Solo fuffa!
Devono farti fretta per convincerti a registrarti e aderire alla proposta. Si inventano pure che si sono aggiunti altri 16 utenti (10) nel futuro gruppo dei 100, ma non è vero: ogni volta che ricaricate il video, il dato si ripete.

Non si arriverà mai a 100: se non ci si è arrivati dal 20 maggio 2014, la data dell’assegno, significa che la cosa quasi certamente è falsa (11) cioè l’ennesimo sistema per accalappiare clienti.

Con gli inesistenti soldi dell’inesistente assegno, l’inesistente fondatore ha:

iniziato a fare colloqui di lavoro con ingegneri di software e un team di programmatori, mettendo in piedi la squadra della Dubai Lifestyle App.

…accompagnata dalla solita foto del team, ovviamente falsa (12) e presa qua, sempre da dreamstime.

Per fortuna che il video, a più riprese, sottolinea che non c’è nulla di falso. E finora siamo a quota 12! Col 13 che si vince?

E quando il falso è così diffuso a questi livelli, come vogliamo chiamare la faccenda?

Qua si parla di scam (che in italiano significa truffa), e poi qua, qua e anche qua.

E in Italia cosa si dice? Fanpage parla di truffa, e poi e-conomy e anche mercati24.

Visti i tanti dati falsi di contorno a questa faccenda, per noi è fuffa al 100%: se ci sono gli estremi per il reato di truffa spetterà alla magistratura indagare, e non certo noi. Ma certamente suggeriamo di stare lontani da questi sistemi di facili guadagni.

Occhio dunque: i soldi sono i vostri e i miracoli non esistono!

Chiudiamo con il commento di questo youtuber sulla Dubai Lifestyle App:

Lola Fox

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INTEGRAZIONE DEL 18 MAGGIO 2017

 

In questa pagina compare la seguente pubblicità

Ovviamente Giulia non esiste!

L’immagine è stata scaricata dalla rete esattamente da questa pagina

Per chi volesse scegliere da quale sito scaricarne una uguale, Google offre un’ampissima scelta.

Questi signori hanno davvero poca fantasia nel falsificare le foto!