ASTIPERDONO

Non siamo abituati a parlarne qui su BUTAC, ma credo che sia uno di quei casi in cui sia importante mostrare le diverse facce dell’informazione. Non sono in grado di dimostrare chi abbia torto e chi abbia ragione in questa storia, ma come ha commentato chi me l’ha segnalata, se le parole sono confermate, stiamo parlando di gossip di pessimo gusto in una storia di cronaca nera.

Facciamo un passo indietro: qualche giorno fa ad Asti è stata uccisa una tabaccaia per una rapina da 800 euro. L’autore del fatto, reo confesso, è un padre di famiglia, lavoratore, italiano; egli sostiene d’averlo fatto per i suoi figli, ma avrebbe confessato una volta pentitosi del gesto. Domenica 26 Luglio La Stampa titolava così:

I genitori della tabaccaia di Asti: “Aiuteremo la figlia malata dell’uomo che ha ucciso la nostra”

Queste le parole:

lastampa

«Noi siamo qui. Se la figlia dell’uomo che ucciso la nostra avrà bisogno, noi ci saremo.»

Fin qui una notizia commovente, ma poche ore dopo RaiNews trasmette le parole del parroco di famiglia. Stando alla sua testimonianza, la famiglia può essere aperta al perdono, ma smentisce quanto riportato dalla Stampa.

27 LUGLIO 2015 La famiglia della tabaccaia assassinata ad Asti è aperta al perdono dell’autore del delitto ma non corrisponde al vero la disponibilità ad aiutare la figlia malata del killer, dice il parroco che ha celebrato i funerali. Servizio di Cinzia Di Cianni

L’articolo di Laura Secci nel frattempo aveva fatto il giro del web. Sempre sulla Stampa giusto ieri compariva quest’articolo, che inizia così:

Secondo un antico e bellissimo mito, quando Iddio creò l’uomo gli angeli se la presero, quasi si arrabbiarono. Forse per invidia forse per paura, Gli domandarono: «Che cosa mai è l’uomo, che Tu ti ricordi di lui?», come sta scritto in Salmi 8, 5.  Anche questo è l’uomo, nonostante tutto il male che si dice di lui: un padre orbato della figlia nel modo più terribile, che invece di covare rancore, invece di coprire il dolore con la nebbia opaca del desiderio di vendetta si dichiara pronto ad aiutare la figlia dell’assassino, bisognosa di cure.

A questo punto vorrei sapere: cos’aveva esattamente detto la famiglia di Maria Luisa alla giornalista de La Stampa? C’è stato un fraintendimento, oppure è un classico caso di sensazionalismo estivo che tanto fa vendere i giornali, tanto fa cliccare online?

Pur essendoci stata una smentita a poche ore dall’articolo, il giorno dopo abbiamo un altro articolo che non fa menzione delle parole del parroco e insiste con forza sulla presunta offerta d’aiuto verso la figlia del colpevole reo confesso. Forse perché, mosso da questi articoli, lo stesso Renzi avrebbe chiamato la famiglia al termine della messa? renzi-asti-esemplari

Non so, magari ai giornalisti scoccia far rischiare una brutta figura al Premier, visto che la colpa della stess potrebbe essere un articolo un po’ troppo sensazionalistico?

Trovo strano che nessuno faccia menzione della parole del parroco. Parole che non hanno bisogno di interpretazione, visto che nel servizio del TG Regionale della RAI vengono chiaramente pronunciate.

Prima il marito di Maria Luisa:

“Lei se fosse qua sarebbe quasi un… non so, un… quasi per un perdono per questa persona.”

subito dopo interviene Don Giuseppe Gallo, il parroco della chiesa dove si è celebrato il funerale:

“La famiglia Fassi non ha detto che è disponibile ad aiutare la ragazzina malata di Pasquale Folletto però non nutre nel cuore nessuna vendetta, credo sia sostanzialmente aperta al perdono”.

Chi sta disinformando? Chi sta passando una notizia fasulla? Ai posteri l’ardua sentenza…

maicolengel at butac.it