Elezioni in Ucraina e “Corriere della Serra”

A causa di un errore di traduzione vengono diffuse dichiarazioni di segno opposto al pensiero dell'intervistato

maicolengel butac 4 Mar 2026
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Il 3 marzo 2020 il Corriere della Sera ha pubblicato un’intervista esclusiva a Zelensky, intervista che riporta svariati dettagli sulla guerra e sulla situazione del Paese.

Il Corriere nell’intervista fa alcune cose che onestamente non mi hanno convinto del tutto: la prima che mi ha molto infastidito è l’uso di Kiev invece che Kyiv a inizio articolo. Lo so, sembra un dettaglio e noi, in italiano, abbiamo sempre usato Kiev, solo che quello è il nome russo della capitale dell’Ucraina, mentre gli ucraini lo scrivono Kyiv e oggi, per ovvi motivi, ci tengono molto che venga scritto così.

Lo stesso vale per la scelta della redazione italiana di usare sempre la dicitura Donbass invece che Donbas: anche qui con le due SS è russo, con una sola S è ucraino. Dettagli, per molti poco interessanti, che invece per me – e per un buon numero di ucraini – sono dettagli di una certa importanza.

Ma andiamo oltre, nell’articolo a un certo punto si parla di elezioni:

Si candiderà alle elezioni?

«La questione vera è: quando potremo avere le elezioni? Di sicuro saranno dopo la fine della guerra e non durante un cessate il fuoco temporaneo. E non sono affatto sicuro che mi candiderò, vedrò cosa vorranno gli ucraini».

Io da tempo, oltre a seguire la stampa italiana e internazionale, ho cominciato a seguire giornalisti ucraini (e non solo) che sono dislocati in Ucraina, perché ritengo sia l’unico modo per avere informazioni in tempo reale e attendibili dalle zone di guerra. Uno di loro, Vladislav Maistrouk, poco dopo la pubblicazione dell’intervista ha pubblicato un post sui social:

C’è stato un “lost in translation” fra Zelensky e Cremonesi del Corriere della Sera, secondo quest’ultimo il presidente ucraino avrebbe detto che le elezioni si terranno solo a guerra conclusa, e non durante un cessate il fuoco. Ma ecco cosa ha risposto davvero Zelensky:

— Si candiderà alle elezioni?

«La vera domanda è: quando potremo tenere le elezioni? Se si svolgeranno dopo la fine della guerra, e non durante un cessate il fuoco temporaneo, non sono affatto sicuro che mi candiderò — vedrò cosa vorranno gli ucraini».

Ora leggete ciò che ha riportato il giornale italiano. La differenza è sostanziale. Del resto se prendi un’intervista per un giornale italiano, parlando in inglese col presidente ucraino, queste sono cose che possono capitare

Non ho modo di mostrarvi l’originale, che era per l’appunto in inglese. Ma Maistrouk mi ha spiegato la fonte. Esiste una chat per giornalisti e l’ufficio del presidente Zelensky; in quella chat una collega ucraina ha chiesto conferma della risposta per come era stata riportata sul Corriere, conferma richiesta in quanto quella risposta andava in direzione opposta a tutte le precedenti dichiarazioni di Zelensky sulle elezioni. Una delle collaboratrici di Zelensky a quel punto ha riportato la risposta di Zelensky nella stessa maniera con cui l’ha poi a sua volta riportata in italiano Maistrouk.

Noi di BUTAC però, come sempre, non ci limitiamo al passaparola, e siamo pertanto andati a cercare altre dichiarazioni in merito, trovando un articolo dedicato proprio a questa vicenda, articolo che un po’ mi ha fatto sorridere visto che nella traduzione dall’italiano all’ucraino a loro volta hanno perso qualcosa e il Corriere della Sera è diventato il Corriere della Serra. Ma nel testo spiegano esattamente quanto riportato da Maistrouk:

… в Офісі президента повідомили, що в розмові “був інший контекст”. Його відповідь у перекладі з італійської прозвучала так, що вибори відбудуться не під час тимчасового перемир’я, а після закінчення війни.

В ОПУ звернули увагу на те, що слова українського президента пролунали у відповідь на запитання журналіста, чи балотуватиметься він на наступних виборах.

“Справжнє запитання таке: коли ми зможемо провести вибори? Якщо вони відбудуться після завершення війни, а не під час тимчасового припинення вогню, я зовсім не впевнений, що балотуватимуся — подивлюся, чого захочуть українці”, — процитували слова Зеленського в Офісі.

В ОПУ зазначили, що розмова була англійською, потім її переклали італійською, тому могли виникнути помилки перекладу.

Che tradotto:

…dall’Ufficio del Presidente hanno comunicato che nella conversazione “c’era un altro contesto”. La sua risposta, tradotta dall’italiano, è risultata nel senso che le elezioni si terranno non durante un cessate il fuoco temporaneo, ma dopo la fine della guerra.

All’Ufficio del Presidente (OPU) hanno fatto notare che le parole del presidente ucraino erano state pronunciate in risposta alla domanda di un giornalista se intendesse candidarsi alle prossime elezioni.

“La vera domanda è: quando potremo tenere le elezioni? Se si svolgeranno dopo la fine della guerra, e non durante un cessate il fuoco temporaneo, non sono affatto sicuro che mi candiderò — vedrò cosa vorranno gli ucraini”, hanno citato le parole di Zelensky dall’Ufficio.

All’OPU hanno inoltre precisato che la conversazione si è svolta in inglese, poi è stata tradotta in italiano, e quindi potrebbero essere sorti errori di traduzione.

Sempre per non farci mancare nulla siamo andati a cercare altre dichiarazioni di Zelensky sul tema, precedenti all’intervista del Corriere (della Serra), dichiarazioni che confermano le intenzioni di elezioni:

…в Україні відбулися президентські вибори, спершу потрібно розв’язати питання безпеки. Для цього він прямо звернувся до США та європейських партнерів Києва, запевнивши, що тоді у наступні 60-90 днів держава буде готова до голосування.

Che tradotto:

In Ucraina si terranno le elezioni presidenziali, ma prima è necessario risolvere la questione della sicurezza. A tal fine si è rivolto direttamente agli Stati Uniti e ai partner europei di Kiev, assicurando che, in quel caso, entro i successivi 60–90 giorni lo Stato sarà pronto a svolgere il voto.

Che è più o meno quanto spiegato in un’intervista a POLITICO a metà febbraio, dove Zelensky spiegava che si può pensare di andare a elezioni durante una tregua temporanea, senza dover attendere la fine della guerra. Riporto la trascrizione della parte relativa tradotta in italiano:

Forse non la fine della guerra, ma un cessate il fuoco o garanzie di sicurezza. In tali circostanze, la legge deve essere modificata. Il nostro parlamento può farlo, spero…

…Se a qualcuno interessa cosa pensano gli ucraini, il 90% è contrario, perché capiscono che è terribile tenere elezioni ora, durante la guerra, sotto i bombardamenti. È terribile come voteranno i nostri soldati che ci difendono. Dovrebbero votare. Dovremmo ascoltarli. È terribile come voteranno 8 milioni di persone all’estero, ma dovrebbero eleggere il presidente, il parlamento e le autorità locali.

Non credo di dover aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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