ARTICOLO AGGIORNATO:

In seguito alla pubblicazione dell’articolo qui sotto mi è stata segnalata una fonte che non avevo visto riportare da Telesur (sostenitore del false flag) ma che invece va presa in considerazione. Ho aggiornato l’articolo tenendone conto.

Svariati blog e pagine social stanno diffondendo notizie che smentirebbero il racconto fatto dalla stampa internazionale riguardo ai camion umanitari a cui è stato dato fuoco al confine col Venezuela.

Io non sono sul posto come non lo sono la maggior parte dei giornalisti che ne parlano. Quello che m’interessa è analizzare con voi il materiale che viene messo in circolazione.

 

La fonte che per prima sostiene il false flag accusando gli oppositori di Maduro (e gli Stati Uniti in prima persona) di aver essi stessi dato fuoco ai camion per rendere mediatico l’evento è Telesur, ripresa quasi istantaneamente da svariati siti in russo.

I fatti verificabili da tutti: i camion con quelli che si suppone essere aiuti umanitari sono su un ponte che confina col Venezuela. I camion sono molto vicini al blocco dei soldati venezuelani.

Dal lato del Venezuela le cronache riportano che vengono sparati razzi lacrimogeni o fumogeni verso i manifestanti (in Colombia) che accompagnano i camion.

La versione di Telesur  sostiene che i camion avrebbero preso fuoco per mano degli stessi anti-Maduro, che li avrebbero incendiati appositamente.

Nel video però c’è un’incongruenza, prima ci viene mostrato questo fotogramma ripreso da un drone:

Si vede la folla molto vicina all’incendio, o comunque sotto il fumo diretto dello stesso. Poi subito dopo mostrano quest’altro fotogramma:

L’ordine delle immagini è errato, è chiaro che la prima è quella dove il fuoco si è già propagato a tutto il cassone del camion, mentre la seconda è di pochissimo dopo che il camion è stato incendiato. Curioso è notare come la gente, a incendio appena scoppiato, sia molto distante dal punto in cui l’incendio comincia.

A riprova di quanto sostengono su Twitter, sempre Telesur ci mostra due fotografie che ritraggono un ragazzo con una tanica in mano. Le foto sono scattate dalle spalle del giovane, nessuna lo mostra intento ad appiccare fuoco, non sappiamo cosa possa esserci all’interno della tanica. Il camion comunque si vede chiaramente che sta già bruciando un bel po’.

Quello che si capisce dalla foto è che il ragazzo si trova quasi a fianco del muso del Mack bianco che vediamo in quest’altra fotografia.

Nelle foto col ragazzo anche il Mack è già andato a fuoco, ma in quella qui sopra si capisce come sia successo. Il camion che ha preso fuoco è l’altro, che a quanto pare conteneva indumenti o simili visti i residui per terra. Materiale tessile, coperto a sua volta da un telone. Può essere che un fumogeno o un lacrimogeno siano bastati a innescare un primo incendio del telone, a cui è seguito il resto. Le foto col ragazzo con la tanica mostrano chiaramente il muso del Mack incendiato con la gomma che ha preso fuoco. Ma come è possibile vedere da altri video girati prima che prendesse fuoco la cabina i ragazzi hanno tentato di metterlo in moto e spostarlo, senza successo.

Non avrebbe senso che a quel punto gli dessero fuoco. Il Mack bianco lì a fianco è rimasto incastrato nell’incendio. Non so cosa ci fosse nella tanica, se sia stata usata per dare fuoco all’altro camion, ma mi pare azzardato sostenerlo con certezza come invece fanno i media vicino al governo venezuelano. Molto più facile che tentasse di salvare almeno il secondo camion dalle fiamme che già ne lambivano le ruote. Magari nella tanica c’era acqua, che ne possiamo sapere?

EDIT delle 14:47
Come spiegato in testa all’articolo c’è un altro video da analizzare, decisamente più importante.

In questo, realizzato da CanalUno, canale televisivo statale della Colombia, si vede un ragazzo lanciare una molotov verso le forze a guardia della fine del ponte in Venezuela. Il lancio però non è proprio dritto e la bottiglie sembra finire proprio dove si trova il camion che a preso fuoco, alla destra dello schermo. Appare abbastanza evidente che l’intento non fosse colpire un camion, ma che la bottiglia sia stata lanciata in maniera maldestra. Avessero voluto dare fuoco intenzionalmente al camion avrebbero potuto farlo in maniera molto più sottile, senza rischio di video come questo. A dimostrazione, come detto prima, che da nessuna delle due parti c’era intenzione di mandare in fiamme un camion di aiuti umanitari. Chi è stato il colpevole? Non posso saperlo io, come non lo sanno i tanti siti che hanno rilanciato con certezza queste accuse. Da un lato e dall’altro. Come sempre io mi limito ad analizzare quanto mi segnalate, e Telesur prima a lanciare la tesi sul false flag indicava chiaramente nel ragazzo con la tanica un possibile colpevole dell’incendio. Che non potesse essere lui il colpevole era chiaro, ma è evidente che Telesur ha una narrazione da sposare che incolpa solo gli oppositori. Come dall’altra parte si cerca di addossare qualsiasi cosa a Maduro.

Sempre sull’onda del false flag si parla anche del fatto che la Croce Rossa avrebbe preso le distanze dalle immagini in cui appare una croce rossa sulla maglia di un ragazzo sul ponte.

RT titola così:

Red Cross denounces unsanctioned use of its emblems to smuggle US aid to Venezuela

Titolo forte, che lascia intendere una presa di posizione dura da parte della Croce Rossa internazionale. Quando in realtà la presa di posizione è decisamente più blanda di come il titolone voglia far credere:

 

Che tradotto:

Abbiamo appreso che ci sono alcune persone non affiliate con @cruzrojacol e @CruzRojaVe che indossano emblemi della Croce Rossa in Colombia- # Venezuela e Brasile-Ven. Li esortiamo a smettere di farlo. Potrebbero farlo con le migliori intenzioni, ma rischiano di compromettere la nostra neutralità, imparzialità e indipendenza

Credo che sia ovvio che chiunque abbia indossato quel simbolo l’abbia fatto per intendere “non sparatemi addosso, sto cercando di aiutare qualcuno”. Nulla di più. Le cronache riportano di feriti e qualche morto. Normale che qualcuno abbia tentato di aiutare, cercando  magari di evidenziare la propria estraneità al conflitto.

Come detto nella premessa non sono in Venezuela, non faccio altro che analizzare quello che mi segnalate, o che comunque vedo circolare in maniera virale. Se le uniche prove per dimostrare un eventuale false flag sono quelle mostrate, la strada è lunga per sostenere la tesi.

maicolengel at butac punto it

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