Fleming e Churchill – Parabole di vita?

maicolengel butac 13 Dic 2013
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C’è questa piacevole storiella che sta girando per il web, è innocua, non fa male a nessuno, anzi il messaggio di fondo è perfino giusto. Ma è FALSA, fasulla, nulla di ciò che ci racconta la storiella è vero, lo riportano le cronache, lo riportano i libri di storia.
Partiamo dall’inizio, la storiella racconta a mo’ di favola le “avventure” del giovane Alexander Fleming, che secondo la leggenda avrebbe studiato fino a raggiungere le vette della ricerca che tutti conosciamo per merito di un filantropo. Narra la leggenda che il padre di Fleming avesse salvato il giovane Churchill da morte certa (il piccolo Winston stava annegando) e così Churchill padre avesse ripagato questo debito di riconoscenza con gli studi offerti al figlio di Fleming. Anni dopo Churchill, malato, sarebbe stato curato da Fleming jr con i risultati dei suoi studi sulla penicillina.
La morale è ovviamente a base di karma, ciò che dai ti verrà restituito con gli interessi, nulla da eccepire su questo, anzi capisco che sia una bella storia da raccontare ai bimbi prima che vadano a letto, c’è l’atto eroismo, il duro studio e la ricompensa finale, una parabola in tutto e per tutto.
Peccato che la storiella giri in varie forme da sempre, e non vi sia NULLA di veritiero su cui basarsi, se non che Fleming ha inventato la penicillina e che Churchill è stato lo statista che tutti conosciamo.
Nelle varie versioni di questa parabola si anche visto Fleming stesso salvare Winston (peccato che il primo fosse 7 anni più giovane del secondo e alla supposta epoca dei fatti l’uno avesse 6 anni l’altro 13… e fosse già sovrappeso, rendendo d’obbligo il cambiare la storia, da Alexander Fleming a papà Fleming, salvatore più credibile).
Analizzando la storia notiamo che i Fleming risiedevano in una remota zona della Scozia, lontana da altre abitazioni, su di un vasto terreno agricolo, cosa avrebbe dovuto farci in visita Churchill? Il turista? La storia di Fleming è nota, a 14 anni lasciò la fattoria di famiglia per andare a studiare alla stessa scuola dov’era stato già suo fratello, il politecnico, e terminati gli studi (non quelli medici) lavorò per quattro anni per una compagnia di spedizioni, solo a quel punto avendo ereditato una piccola somma di denaro da uno zio (John Fleming) il non più giovanissimo Alexander decise d’intraprendere gli studi di medicina, a 22 anni, spinto dal fratello che già era divenuto medico. E fin qui, nella storia di Fleming, di Winston Churchill non c’è traccia.
È vero invece che Churchill si sia ammalato di polmonite nel 1943, ma Sir Winston all’epoca era uno degli uomini più importanti al mondo, e le cronache riportano esattamente come venne curato il premier inglese. E anche qui la presenza di Fleming è carente. Churchill si ammalò mentre si trovava a Tunisi, sulla strada del ritorno dalla famosa fotografia.

Fonte dell’immagine Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Tehran_Conference,_1943.jpg
Fu curato da Lord Moran usando dei sulfamidici, ma in patria (riporta Wikipedia) la notizia fu modificata usando penicillina invece di sulfamidici perché i secondi dovevano la loro scoperta a scienziati tedeschi, mentre, per il morale di truppe e cittadinanza, era molto meglio sostenere che la salvezza del premier fosse dovuta a una scoperta fatta nel Regno Unito.
Le mie fonti sono l’enciclopedia UTET e una scorsa a Wikipedia per qualche immagine, ma la storia è così vecchia che l’hanno sbufalata proprio tutti prima di noi, Snopes come sempre sopra tutti: http://www.snopes.com/glurge/fleming.asp
Ma la cosa bella è che la leggenda circola fin dai tempi in cui Fleming era ancora in vita, al punto che Alexander in una lettera a un amico descrisse la cosa come:

A wondrous fable

E la cosa viene riportata sull’enciclopedia come sulla versione inglese di Wikipedia nel capitolo Personal Life: http://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_Fleming; quella italiana non ne fa menzione, ma come ripeto spesso la versione italiana di Wikipedia è ancora molto lontana dalle sue piene potenzialità.
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