Monaco Paolo, le articolazioni e la fuffa
L'intelligenza artificiale permette ai truffatori di non doverci mettere la faccia per pubblicizzare i propri prodotti...

Ci avete segnalato un sito: monacopaolo .help che si presenta con il logo dell’università della mia città, l’Alma Mater Studiorum di Bologna.

Se ci finite sopra vi trovate di fronte un video che dura la bellezza di 14 minuti e rotti, 14 minuti in cui un finto frate realizzato con l’IA si fa intervistare da una finta ragazza (sì, anche lei è IA) e racconta di come lui, eroe dei giorni nostri, abbia scoperto una cura per alleviare il dolore alle articolazioni – video che da browser non è possibile mandare avanti veloce. Una cura fantastica che lui e solo lui è riuscito a scoprire grazie a una speciale ricetta e a speciali piante che raccoglie sul Monte Oliveto.
Ci ho pensato io a sorbirmi i suoi 14 minuti, e arrivare al prodotto pubblicizzato: ARTIZYNT in compresse. Se proprio ci tenete potete vederlo anche voi, visto che sono riuscito a scaricarlo:
Il prodotto pubblicizzato ha anche un sito “ufficiale” in italiano, sito in cui ci viene raccontato che il prodotto è:
…un complesso naturale di principi attivi per il recupero delle articolazioni. Ha un effetto rigenerante sul tessuto cartilagineo, rafforza le articolazioni, stimola la sintesi del collagene, riduce la perdita di calcio e aumenta la mobilità articolare.*
Artizynt agisce sulle cause dei problemi articolari, non si limita a mascherarli. Ripristina il tessuto cartilagineo dall’interno, elimina l’infiammazione e rigenera il tessuto osseo e articolare.*
Artizynt agisce istantaneamente sull’articolazione per alleviare il dolore, l’infiammazione e favorisce il recupero:
- allevia anche i dolori articolari più forti. Restituisce la comodità del movimento. Ripristina la normale circolazione sanguigna, riduce il gonfiore.*
- allevia l’infiammazione, impedendo il danneggiamento dell’articolazione e prevenendo danni irreversibili. Avvia il processo di recupero delle articolazioni.*
- l’articolazione riacquista la sua mobilità e tutte le sue funzioni. L’articolazione è resistente e non dolorante anche sotto stress (freddo, cambiamento di clima, sforzo).*
La prima domanda che tanti si pongono è: ma perché usare un frate? La risposta è abbastanza semplice: si tratta di un classico esempio di storytelling progettato per raggiungere uno specifico pubblico. Il frate funziona perché richiama la tradizione, la saggezza, oltre ovviamente a ispirare fiducia in quanto soggetto lontano dalle “big pharma”. Il fatto che il video sia stato fatto con l’IA non è un semplice dettaglio tecnico: così facendo quel video non può essere rintracciato, e i suoi protagonisti sono solo pixel, non soggetti reali che si sono prestati a questa pessima forma di pubblicità ingannevole e che potrebbero doverne affrontare le conseguenze.
Ingannevole?
Eh sì, perché – come potete immaginare – non c’è un magico prodotto artigianale, ma un classico (l’ennesimo) integratore che ha come ingredienti principali: Glucosamina, Condroitina, MSM (Metilsulfonilmetano), Collagene, Estratto di Boswellia Serrata, Curcuma. Si tratta della classica lista di ingredienti che si usano per tutti gli integratori per le articolazioni. Non c’è nulla di rivoluzionario, non c’è nulla di nocivo. Ma il problema sta proprio qui: Artizyn di per sé non fa male, ma non può nemmeno fare quanto raccontato dal frate Paolo. Al massimo può dare un minimo sollievo al dolore, ma solo in alcuni pazienti, dopo settimane di uso e senza che ci sia alcuna garanzia in tal senso.
Il problema è quando per venderlo vi danno a intendere, come fanno nel video, che si tratti di un prodotto costosissimo, venduto a cifre ridicole per un limitato periodo di tempo:

Non è ovviamente credibile che un prodotto passi da 876 euro a 29, ci stanno prendendo per i fondelli. Ma l’altra cosa da evidenziare è che non c’è nessun frate o monaco a raccogliere le erbette sul Monte Oliveto, c’è un’azienda (anonima, visto che da nessuna parte si trova il nome della stessa) che lo produce e vende a migliaia di distributori, che lo commercializzano nei vari Paesi.
Concludendo
Nessuno vi vieta di provarlo: è un integratore standard che non farà miracoli. Ma venderlo come se li facesse, usando frati digitali, loghi universitari e promesse impossibili, è semplicemente scorretto.
redazione at butac punto it
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