Molti di voi lo sanno, nella vita di tutti i giorni anche io sono un gioielliere; e quando leggo notizie di furti e rapine, specie a mano armata, mi sento a disagio. So che sono cose che possono succedere tutti i giorni, e che il prossimo cliente che entra potrebbe essere quello sbagliato, purtroppo fa parte dei rischi del mestiere.

Il caso di Napoli di cui parlano le cronache in questi giorni però va spiegato per bene, visto con quanta acredine e rabbia viene trattato da una certa stampa, da alcuni politici e anche da qualche collega gioielliere.

I fatti: due rapinatori entrano in una gioielleria, un terzo resta fuori, fa il palo. Il titolare non è in negozio, ma a casa, al piano superiore. Si accorge della rapina, esce di casa e fa in tempo a sparare contro uno dei quattro (o tre, non è ancora chiarissimo) che sta scappando, lo colpisce e lo ammazza. Come spiegano le testate che cercano di fare chiarezza, come la Repubblica:

L’iscrizione nel registro degli indagati del gioielliere che ieri sera, a Frattamaggiore, ha ucciso a colpi di pistola uno dei rapinatori che hanno preso d’assalto il suo negozio, “è un atto dovuto” e “qualsiasi valutazione in ordine all’iscrizione, che si deve fare per continuare accertamenti, verrà presa domani, dopo l’esamina delle valutazioni del sostituto procuratore che è andato sul posto”. Spiega all’Ansa il procuratore di Napoli Nord, Francesco Greco, parlando delle indagini sulla rapina sfociata in tragedia ieri nella città a nord del capoluogo partenopeo. Il procuratore ha sottolineato che, al momento, “nessun elemento fa ritenere che si sia trattato di omicidio volontario”.

“Dal punto di vista tecnico – spiega Greco – se si procede con l’esame autoptico è necessario inviare un avviso al gioielliere perché è giusto che possa avere la possibilità di nominare un suo perito. Per inviare un avviso è però necessaria l’iscrizione nel registro degli indagati”. In merito al reato da ipotizzare, Greco dice che “si sta valutando l’esistenza della legittima difesa. In Italia, – ricorda – deve essere dimostrata da colui che sostiene di essersi legittimamente difeso”.

Peccato vedere tanti che invece stanno cercando di indignare le folle senza spiegare minimamente le cose. Nessuno sta dicendo che il gioielliere sia colpevole di omicidio, ma che potrebbe avere l’attenuante della legittima difesa, sta a lui provarlo (di testimoni in strada ce ne erano a bizzeffe, non credo si farà fatica ad accertare i fatti).

Ma come avete letto nelle parole di Francesco Greco si tratta di un atto dovuto, non di qualcosa per cui indignarsi. Il mio collega ha sparato ad un uomo in circostanze da definire, se era legittima difesa verrà chiarito in fase processuale. Indignarsi oggi, senza altro che le parole riportate dai giornali, è sciocco.

Una cosa che forse non è chiara a tutti è che gli omicidi nel nostro Paese sono pochissimi, molti meno di quelli che c’erano anche solo vent’anni fa. I dati parlano abbastanza chiaro (per chiarezza quelli qui sotto sono i numeri degli omicidi suddivisi per motivazione del delitto):

E nel 2017 a quanto sostiene ADNKronos sono ancora meno, 343. Quindi nel 1997 ci sono stati 867 omicidi, di cui 51 per furti e rapine, ma nel 2016 sono diventati solo 15. Vi pare sensato vedere politicanti (per non parlare degli avvocati) soffiare costantemente sul fuoco della scarsa sicurezza nel nostro Paese? Specie quando con numeri più che doppi al potere c’erano proprio quelli che oggi sostengono che necessitiamo di leggi che possano farci sentire più sicuri.

Sono sempre più preoccupato da come la gente percepisce la realtà che ci circonda. Ma la colpa purtroppo in questi casi è dei politici e dei giornalisti che danno loro corda.

Non credo sia necessario aggiungere altro

maicolengel at butac punto it