Giulia Ferretti: veterinaria canina rompe il silenzio…
...ma forse era meglio se lo manteneva!

I post sponsorizzati lunghissimi, anche grazie all’uso delle IA generative, stanno andando alla grande sui social network. Oggi ne abbiamo visto uno che comincia così:
VETERINARIA CANINA CON 19 ANNI DI ESPERIENZA ROMPE IL SILENZIO: A tutti i proprietari di cani che ogni mese applicano spot-on chimici, collari o danno compresse antiparassitarie pensando di fare la cosa giusta… devo confessarvi qualcosa che mi ha tenuto sveglia per anni. “Per quasi due decenni ho prescritto prodotti che danneggiavano i cani che dovevo proteggere. Oggi vi racconto la verità.” Mi chiamo Dott.ssa Giulia Ferretti. Sono veterinaria da diciannove anni. Ho lavorato a Bologna, Firenze, e ora dirigo una clinica veterinaria a Roma.
Giulia Ferretti non esiste, o meglio non esiste una Giulia Ferretti direttrice di una clinica veterinaria a Roma. Il post veniva condiviso dalla pagina di tal Dr. Mario Bellini, anch’essa a nostro avviso completamente falsa, aperta solo per condividere e rafforzare l’idea che Ferretti esista e stia raccontando cose corrette. Ma in realtà siamo di fronte a una perfetta operazione di marketing.
Non stiamo a riportarvi tutto il testo: è un lungo wall of text tipico dei venditori di pentole, che devono cercare il più possibile di arricchire quanto hanno da raccontarci per imbesuirci fino a convincerci della bontà del loro prodotto.
Il prodotto in questione è un ciondolo con olii essenziali che dovrebbe proteggere i nostri animali da pulci e zecche per dodici mesi. Dodici mesi… con un ciondolo.
Qui arriviamo al punto serio. Non esiste un singolo studio scientifico pubblicato su riviste peer-reviewed che dimostri che un ciondolo agli oli essenziali garantisca una protezione sistemica e costante per un anno contro pulci, zecche e flebotomi.
Non esistono neppure studi che confermino le gravi accuse lanciate nel post contro prodotti veterinari autorizzati e monitorati come Seresto, Advantix, NexGard o Bravecto. Farmaci che, come tutti i medicinali, hanno possibili effetti avversi riportati nei bugiardini, ma che sono sottoposti a controlli, farmacovigilanza e valutazioni rischio/beneficio continue.
Il prodotto della nostra veterinaria canina viene venduto tramite un sito collegato a una società britannica, PRYME 2 LTD, registrata il 15 settembre 2025. La sede risulta essere uno dei tanti uffici virtuali disponibili nel Regno Unito; a dirigerla è un 21enne italiano. Non un laboratorio di ricerca veterinaria, non un’azienda con un passato e una storia clinica, non un produttore noto. No, un’azienda neocostituita, che sua una sede virtuale, che vende un dispositivo miracoloso che viene pubblicizzato da una veterinaria inesistente.
Purtroppo siamo di fronte a uno schema che ben conosciamo, dove per convincerci della bontà di un prodotto non si usano dati, ma aneddoti e storytelling; oltretutto nel caso specifico il lungo wall of text fa leva su meccanismi psicologici noti: dal senso di colpa (stai avvelenando il tuo cane) alla paura vera e propria (puoi causargli un danno epatico e la morte), passando per la solita sfiducia in tutto quanto è chimica e quindi nella scienza ufficiale, spacciando il tuo prodotto come unico vero aiuto, economico e naturale.
Sia chiaro, non siamo qui a dirvi che i farmaci veterinari (ma anche quelli per umani) non possano mai presentare rischi e controindicazioni. Ma se qualcuno afferma di aver scoperto alternative più efficaci e sicure deve dimostrarlo con dati pubblici e trasparenti, non con espedienti commerciali. Non siamo davvero di fronte a “coraggiosi veterinari” che rompono il silenzio, ma a un’astuta operazione di marketing costruita grazie all’IA.
Chi ha realizzato il sito ufficiale del prodotto però si è tutelato, infatti a fondo pagina nel disclaimer scrivono:
THIS IS AN ADVERTISEMENT AND NOT AN ACTUAL NEWS ARTICLE, BLOG, OR CONSUMER PROTECTION UPDATE
Ovvero ci dicono esplicitamente che quella che abbiamo appena visto è una pubblicità, non un articolo di giornale, di blog o di associazioni a tutela del consumatore. Curioso lo scrivano in inglese su una pagina completamente in italiano, dove lo stesso prodotto dicono essere di un’azienda italiana… ma che, come abbiamo visto, in realtà ha sede in UK.
Non credo di poter aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
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