Obsolescenza programmata: miti e fatti

Premessa, questa NON è una sbufalata nel senso più classico, ma un mix tra mie opinioni e quelli che sono i fatti verificabili sull’argomento!

Circola da anni la leggenda urbana (che non è poi solo leggenda) che sostiene i produttori di elettrodomestici “programmino” gli stessi per rompersi poco dopo lo scadere della garanzia.  Uno dei casi più noto è quello dell‘iPod venduto nel 2003 che aveva la batteria ricaricabile di bassa qualità e dopo poco necessitava la sostituzione, l’azienda chiuse la class action con un patteggiamento. Ancora più noto è il fatto che la Hewelett Packard produttrice di cartucce e stampanti  programma le sue cartucce per smettere di funzionare dopo una certa data.

Il Corriere della sera è uscito con un articolo dove si menziona uno studio tedesco che spiegherebbe quanto poco conveniente sia  riparare gli elettrodomestici rotti. L’articolo a mio parere è mal posto, e nelle sue stesse parole si contraddice con il claim d’apertura. Tristemente, come sappiamo, tantissimi l’articolo manco lo leggono, e si limitano a titolo, sottotitolo e immagine.

Elettrodomestici (troppo cari) da riparare

Spesso comprare apparecchi nuovi è più conveniente che aggiustarli. Ecco come i produttori sfruttano l’«obsolescenza programmata»

elettrodomestici-corriere

So bene (me l’avete spiegato proprio voi giornalisti) che il titolo quasi mai è scelto dall’autrice del pezzo, ma qui vorrei vedere l’autore del titolo fustigato in pubblica piazza! Si perché il pezzo, pur riportando la ricerca tedesca spiega, attraverso le parole di Stefano Zamboni, che da 30 anni si occupa di riparazioni, chiaramente la situazione:

Nel 70 per cento dei casi delle chiamate per riparazione si cambia idea optando per il nuovo acquisto. Se utilizzate in modo corretto, però, le macchine possono tirare dritto anche fino a dieci anni.

Quindi, è vero che riparare costa, ma la riparazione è spesso necessaria per incuria e non per colpa di una obsolescenza programmata, come vorrebbe far intendere il sottotitolo. Gli elettrodomestici rispetto ad un tempo oggi costano poco, molto meno di 40 anni fa, il costo invece della riparazione (in proporzione) è aumentato, un po’ perché costa di più la manodopera specializzato e probabilmente anche il pezzo necessario per la stessa costa un po’ di più.  Ma in realtà andrebbe evidenziato il fatto che le macchine di oggi costano molto meno di quelle di un tempo, se di buona azienda possono durare più di 10 anni. Ovvio che se spendo poco o niente (rispetto anche solo a 15 anni fa) e spero che la qualità dei materiali sia la medesima sono un ingenuo, il primo prezzo di una lavatrice è un quinto di quanto costava anche solo 25 anni fa, vi riporto una breve citazione sempre del Corriere, ma in un articolo del 1997:

 Lo sviluppo della tecnologia ha invece dato una mano al portafoglio delle famiglie che non possono piu’ fare a meno degli elettrodomestici: la lavatrice oggi costa quasi la meta’ e per un televisore 22 pollici in bianco e nero (il colore non c’era nel ’69) si spendono 800.000 lire, contro 1.500.000 di 30 anni fa.

Il confronto prezzi era con il 1969, oggi la stessa lavatrice costa ulteriormente di meno, lo stesso il televisore, è ovvio che questa immensa differenza abbia portato il costo delle riparazioni in paragone  a sembrare molto più care, ma non è così, più passano gli anni più funzioni vengono aggiunte agli strumenti che adoperiamo ogni giorno. Più funzioni racchiuse negli stessi spazi, più funzioni che ci permettono un uso migliore dell’oggetto, ma ovviamente maggiore è l’uso che ne facciamo maggiore sarà l’usura.

In conclusione, quello che vorrebbe essere un attacco alla modernità attuale in realtà sarebbe dovuta essere una difesa, ma evidentemente l’argomento è stato affrontato male.

Lo studio tedesco citato dal Corriere non viene linkato o titolato quindi mi è difficile la ricerca; ho il dubbio si riferisca ad uno, di circa un anno fa, di cui trovo traccia sul web ma non la sua fonte originaria. Peccato me lo sarei letto volentieri, ma poco importa! Non metto in dubbio che ci siano materiali più scadenti che se utilizzati riducano la possibilità di vita di un oggetto, ma se compro qualcosa che solo 15 anni fa costava più del doppio non posso aspettarmi che questo non coinvolga i materiali utilizzati. Se voglio che duri uguale devo essere pronto spendere qualcosa di più (senza comunque arrivare a spendere uguale).

Spesso vedo tanti mitizzare un prodotto che non esiste più il grande NOKIA 3210, indistruttibile, che uscito nei negozi costava circa 200 euro, non faceva NULLA, uno schermo minuscolo con dei pixel belli in evidenza, funzioni identiche o quasi ad un top di gamma. Si telefonava, ci si mandavano i messaggini e poi era finita li. Oggi con un telefono da 200 euro ci gioco ( lo so anche all’epoca si perdeva la vista con snake ma volete mettere ? ), ci tengo la lista della spesa, controllo la posta, navigo, guardo un film e scatto le foto.

nokia_3310

Che sia abbastanza normale che si rompa più spesso? La mia lavatrice arriva a 1600 giri, permette di venire programmata, pesa il carico e mi dice quanto detersivo metterci, consuma la metà di quella precedente ma mi fa molte più cose… Il forno l’ho cambiato l’anno scorso, quello di adesso è autopulente, programmabile in accensione e spegnimento, anche lui consuma molto meno, non disperde alcun calore verso l’esterno e si mette a temperatura in pochissimo tempo.dureranno 6,8 o 15 anni? Chi lo sa? ma li ho pagati la metà, mi stanno facendo risparmiare in consumi alla fine non credo ci rimetterò!

Dimenticavo, vivo di caffé e da almeno 20 anni ho una macchinetta espresso a casa, di quelle a cialda o macinato, non le cosine fighe come le capsule Nespresso. La prima che ho acquistato è durata tre anni, la seconda poco di più, la terza regalatami per il matrimonio ormai 8 anni fa funziona ancora come appena comperata, è bastato imparare a pulirla, usare l’acqua senza calcare e coccolarla un po’…