Ci risiamo, le bufale (o le notizie manipolate) trovano ancora una volta spazio in rete per merito dell’incapacità di usare strumenti di una semplicità estrema. In pochissime ore siete stati in tanti ad avermi segnalato questa foto:

La foto molti di voi l’avranno già vista, è dal 2013 che circola in rete, ed è del 2013 l’articoletto apparso su un blog che inserimmo in black list fin dalla sua prima edizione.

Il titolo dell’articolo era di per sé attira click e condivisioni:

Bimba ritrovata in un campo Rom in Grecia: fate girare la foto per avvertire i genitori.

Perché tanto era l’unica cosa a cui erano interessati gli admin: far girare un link a un blog orrendo che per altri due anni ha continuato a spacciare fuffa a tutto spiano. Poi nel 2015 hanno smesso di aggiornarlo, ma la fuffa che avevano pubblicato nel corso degli anni è tutta ancora lì, che fosse falsa o manipolata poco importa. Tanto l’unico motivo per cui veniva pubblicata era quello di fare soldini e generare la solita dose d’indignazione. Eles, autore anonimo del blog, è ancora attivo ad altri indirizzi e si guarda bene dal cancellare quanto precedentemente pubblicato. Anzi, se per merito dell’analfabetismo diffuso riesce ancora a trasformare alcuni dei link in storie virali ben venga. Tutti soldini che entrano in più con le pubblicità.

Quello che però mi lascia basito è vedere quanti in meno di poche ore me l’abbiano segnalata, senza che a nessuno sia venuto in mente di fare una ricerca per immagini, non ci voleva molto.

Bastava usare l’estensione di Google (qui per Chrome, qui per Firefox) per la ricerca delle immagini et voilà, avremmo trovato gli articoli relativi alla storia.

Vediamo di capirci, la foto è vera, come buona parte della storia raccontata: una bimba fu trovata nel 2013 in un campo rom in Grecia, una donna sempre di etnia rom, di nazionalità bulgara, si fece avanti spiegando di averla lasciata lei nelle mani della famiglia da cui era stata trovata. Come raccontava AbcNews il 25 ottobre 2013:

Il motivo era economico, la mamma non aveva soldi per poterla accudire, nel campo rom sarebbe stata più al sicuro. Analisi del DNA confermarono che fosse sua figlia, e il padre aveva un gene albino che l’aveva portata ad avere quella pelle così chiara e i capelli così biondi.

Questo genere di storie, condivise anche quando risolte, fanno parte della moderna letteratura che porta tutti a credere alla leggenda urbana dei rom che rapiscono i bambini.

Non ho accesso a tutte le sentenze fino ad oggi, ma come riportava il blog Strange History nel 2014:

…in fact, there has never been a case in Italy where a Roma has been found guilty in a court of law of stealing Italian children.

In realtà non c’è mai stato un caso in Italia in cui un Rom sia stato riconosciuto colpevole in tribunale di un rapimento di bambini italiani.

Il mito però persiste, anche grazie a condivisioni fatte ab mentula canis. E noi non possiamo che cercare di contrastare il fenomeno, senza mai risolverlo. A meno che per davvero nella scuola italiana (e nello stesso governo, qualunque esso sia) non si smuova finalmente qualcosa.

maicolengel at butac punto it

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