Alcune testate italiane vicine alla Chiesa hanno titolato nei giorni scorsi così:

Svizzera. In 30 scuole arrivano le “Sex-box” con peni di peluche per insegnare ai bambini (4 anni) «masturbazione e piacere fisico»

E non han detto una bufala, i “sex box” esistono, ma sono operativi dal  2011, e lo stesso vale per la petizione di cui si parla, petizione che ha raccolto le firme necessarie già ad Ottobre, e da quello che si capisce nei prossimi mesi si voterà se lasciare le cose come sono oggi o se eliminare l’educazione sessuale dalle scuole almeno fino ai 12 anni (e dopo limitarsi a quella fatta in biologia, bella cosa il progresso).Oltretutto da quel che abbiamo capito qui a Bufale non si tratta di un iniziativa che è avvenuta in tutta la Svizzera, ma solo in un unico preciso cantone, anzi in 30 scuole di quel cantone…insomma non mi pare sia necessario un articolo così eclatante…

Nel disinformare l’articolo incriminato fa anche un grosso svarione:

L’iniziativa promossa dall’Ufficio federale della Sanità pubblica, in collaborazione con il ministero della Pubblica istruzione, prevede per i bambini dai 4 ai 6 anni l’insegnamento dell’anatomia del corpo umano e come avviene il concepimento.

La Svizzera  infatti (cito dalla pagina ufficiale del governo elvetico):

La Svizzera non ha un ministero della pubblica istruzione anche se alcuni aspetti amministrativi dell’educazione pubblica, come la durata dell’anno scolastico e il numero di anni di scuola dell’obbligo, sono comuni in tutto il paese.

Io non so, mio figlio ha due anni e mezzo e sono ben lontano dal pensare a cosa gli spiegherò io e cosa imparerà a scuola, ma so che a suo tempo quel che ho imparato è arrivato BEN prima del discorso da padre a figlio, ed è stato errato, perché non l’ho imparato da qualcuno che ne sapeva qualcosa, ma foto, immagini, riviste, fumetti, quelli che circolano in qualsiasi scuola media italiana, oggi come 30 anni fa, ai miei tempi si chiamavano LancioStory, Blitz, ma anche Novella 2000 e Valentina di Crepax, oggi saranno youporn e la rete, ma la sostanza non cambia, anzi, oggi più di ieri il rischio che i nostri figli abbiano BISOGNO di sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato è necessario, perché si possano difendere da comportamenti errati delle persone che frequentano, perché possano capire la differenza che va tra un bacino della zia ad uno sfregamento illecito…

Non so, non riesco ad essere a favore di questa petizione, già qualche tempo fa ho trattato l’argomento analizzando quelle che sarebbero le linee guida da parte dell’Unione Europea per quanto concerne lo studio dell’educazione sessuale nelle scuole della nostra coalizione di stati…e non mi trovavo in disaccordo nemmeno con quelle. Sarò fatto male io.

Qui potete trovare l’articolo di ieri l’altro che ho visto circolare di più, quello che fa poca chiarezza riguardo al tutto, e che sembra dire che il “sex box” sia stato introdotto ora e la petizione sia appena partita…mentre il sex box ripeto è del 2011, come la petizione…

La campagna ha raccolto in pochi mesi 100 mila firme e ora il governo federale dovrà indire un referendum.

che non ha raccolto 100mila firme in pochi mesi, ma in tre anni.

Qui tutto l’articolo disinformativo:

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46 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre tremila articoli come autore, oltre a collaborazioni varie. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire, non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.