Identità di genere, proposte di legge e il Senatore Pillon

maicolengel butac 2 Lug 2020
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Il Senatore Pillon ha evidentemente deciso che gli fa piacere essere citato da BUTAC e ci ha regalato un’altra perla che non potevamo lasciarci scappare.

Un classico caso di avvelenamento del pozzo a uso e consumo dei propri follower. Stavolta la questione mi è stata segnalata da un giovane e buon amico di BUTAC, il nostro Patrick, oggi Top Pat su Twitter, che ci ha taggato in questo post:

Patrick ha fatto una sintesi perfetta di come è costruito il post di Simone Pillon. Una base reale, l’estrapolazione di quanto basta per indignare, la frase a effetto finale tipicamente populista. La settimana scorsa Pillon si era sbilanciato sulla Cina, stavolta sulla proposta di testo unificato in merito alle misure di prevenzione della violenza e delle discriminazione per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Il senatore scrive su Twitter:

Testo unificato #omofobia. Da 18mesi a 6anni di galera per chi sia contro matrimonio e adozioni gay, utero in affitto e Gender. Stanziati 4 mln di € per LGBT nelle scuole. Con famiglie e imprese alla fame, spendono soldi per i capricci. Non la faremo passare. Viva la libertà

Pillon evita attentamente di spiegare che la reclusione a cui fa riferimento è già prevista dal nostro Codice penale, per tutti quelli che violino l’articolo 604-bis e ter. Nel Codice penale si fa però solo riferimento a motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, la proposta di testo unificato prevede che a quelli siano aggiunti anche sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere. Si tratta di cose che abbiamo già visto, perché non è la prima volta che trattiamo un argomento simile. Gente come il Senatore Pillon combatte strenuamente la sua libertà di dire Abbasso i gay, ma è ben contento che il Codice penale difenda la religione. Quindi per lui è giusto che nessuno ci sanzioni se offendiamo qualcuno per la sua identità sessuale (che non significa solo il movimento LGBT, ma anche una persona etero offesa in quanto etero) ma se ci scappa una bestemmia o se offendiamo qualcuno per la sua religione sì.

Ovvero: attaccare questa proposta è davvero come dire difendo il mio diritto a offendere o attaccare chiunque non sia come me.

Amo la carità cristiana di certi soggetti…

Il testo proposto non fa alcun riferimento a matrimoni gay, adozioni e men che meno utero in affitto. Sono un parto della mente del senatore, che sa benissimo che può parlare a briglia sciolta, nessuno dei suoi ha la voglia di verificare.

Quello che racconta Pillon concorda in pieno coi tanti pregiudizi di chi lo vota, e questo è sufficiente. Quando una notizia è perfettamente concorde coi nostri bias difficilmente andremo a controllarla.

Ripeto per l’ultima volta: la proposta non fa altro che aggiungere a leggi già esistenti anche le motivazioni sopradette.

I 4 milioni stanziati sono davvero stanziati per portare il movimento LGBT nelle scuole? Non esattamente, ma tanto chi dei follower di Pillon andrà mai a verificarlo? E dire che basterebbe leggere nel testo della proposta:

Il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, di cui all’articolo 19, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, è incrementato di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, al fine di finanziare politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere e per il sostegno delle vittime.

I soldi serviranno a quindi a promuovere politiche contro la violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Sarebbe bello che Pillon avesse una vaga idea di cosa voglia dire essere discriminati per qualcosa che è al di fuori della nostra possibilità di scelta. Fosse vero che si rinasce, sarebbe divertente che nella prossima vita il senatore arrivasse su questa terra nella forma di un uomo nero gay.

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