Ieri il Senato…

...e la teoria della montagna di merda

maicolengel butac 8 Apr 2022
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Oggi ci mettiamo davvero poco, perché la segnalazione che abbiamo ricevuto è stata davvero semplice da trattare, e ora capirete perché. Sfruttiamo l’occasione per darvi una dritta su come si verificano certe notizie.

Al nostro nuovo servizio di segnalazione bufale via WhatsApp (al numero 3475337427) ci avete inviato un lunghissimo testo di cui vi riporto solo la prima parte, sennò state qui a leggere sciocchezze per mezz’ora:

Buon giorno, che brutta notizia inerente la libertà di espressione, che indubbiamente se palese in contrarietà al buon senso va sanzionato , ma quanto determinato da questa legge mi sembra esagerato oltre che fuori dalla libertà d’espressioneRicevo da fonte da fonte attendibile del settore et trasmetto quanto segue. Buona continuazione di giornata. 🏵️Francesco A. Maria “APPROVATO IERI: articolo 50-bis/Repressione di attività di apologia o istigazione… COMPIUTA A MEZZO INTERNET

NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA.

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.

Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.

La prima cosa che faccio è prendere la prima riga del testo con elementi particolari (in questo caso il punto in cui viene citato il nome di un senatore e un disegno di legge) e li inserisco, tra virgolette, in un motore di ricerca. Tra virgolette perché così i risultati di ricerca saranno soltanto quelli che contengono quelle parole nell’esatto ordine in cui le ho cercate.

In meno di un secondo dal virgolettato “Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia” siamo arrivati a questo link del 27 maggio 2010. Link che oltre a copiare e incollare lo stesso inzio messaggio riporta:

Questo l’inizio di un messaggio che da settimane circola su web, su numerosi siti e blog, pubblicato sempre nella stessa forma. Si tratta di un ‘fake’, ovvero di una notizia priva di fondamento, come spiega in un video messaggio il capogruppo Udc a palazzo Madama, Gianpiero D’Alia: “Per la verità al Senato non si discute alcun pacchetto sicurezza e non vi è alcuna norma bavaglio ad esso collegata”.

Nello smentire “queste scemenze” D’Alia invita tutti a non distrarsi da un provvedimento vero, il ddl intercettazioni, che così come è attualmente configurato “rischia di ridimensionare fortemente il diritto di cronaca e di indagine”.

“La maggioranza – conclude – ha approvato in Commissione la legge di riforma delle intercettazioni che limita fortemente la possibilità di informare i cittadini anche attraverso la rete oltre che sui giornali. Di questo dovremmo occuparci tutti insieme e non di notizie false e datate”.

Cercando lo stesso testo in rete prima del 27 maggio l’unico luogo dove lo recupero è la sezione commenti del Blog delle stelle, dove l’utente Alessandro P. scriveva il 26 maggio 2010:

ATTENZIONE: APPROVATO: articolo 50-bis/Repressione di attività di apologia
NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.
Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.

È VERO?!?!? BEPPE?!?!?!?

A cui aveva correttamente risposto l’utente pensante Viviana V.:

stai parlando qualcosa di vecchio dicembre 2009 l’emendamento è stato respinto
D’Alia ha ritirato tutti i suoi emendamenti

Il 24 maggio (ma potrebbe essere la data della smentita) anche il blog, tutt’ora in attività, Disinformazione .it ne aveva dato notizia, per poi smentire la stessa con una premessa al loro articolo:

ATTENZIONE: Ci scusiamo con i lettori, ma questa notizia non è veritiera. Infatti il DL n.733, noto come “Pacchetti sicurezza” è stato approvato al senato nell’estate scorsa, ma l’emendamento D’Alia è nato e morto in commissione non è mai arrivato in aula.

Tutto questo a conferma della solita teoria della montagna di merda. Merda in cui purtroppo un certo sottobosco della rete sguazza alla grande.

Sono passati 13 anni da quando la notizia è stata diffusa e ancora circola, e la maggioranza di chi se la trova di fronte s’indigna, ma nemmeno per un’istante prende in considerazione di fare la fatica di verificarla.

maicolengel at butac punto it

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