ignoranza

Dopo il mio articolo sullo sciacallaggio di Evoluzione Collettiva, scorsi fra i commenti la voce di Antonella. Capii subito il coraggio e la tenacia di questa donna e le proposi di raccontare la sua storia. Ancora adesso, rileggendola, non posso fare a meno di condividere il suo messaggio. E voglio che sia d’ispirazione per tutti i lettori di BUTAC.

Grazie a te, Antonella.

Il Ninth
([email protected])

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Salve, mi chiamo Antonella e voglio raccontarvi alcune cose che da un po’ di tempo mi stanno molto sullo stomaco.

Devo innanzitutto ringraziare voi di BUTAC tutti, nessuno escluso. Grazie a voi ho ampliato le mie conoscenze e ne ho perse alcune che, a mia volta, reputavo vere, salvo poi scoprire che di vero non avevano proprio nulla. Il vostro apporto nello sbufalare ogni genere di notizia mi ha portato a condividere informazioni e cercare, nel mio piccolo, di contribuire alla causa di una corretta informazione. Causa a volte persa, perché se è vero, come è vero, che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, nell’ambito dell’informazione vige il pressapochismo più smodato. Certo i media non aiutano, pubblicando a loro volta notizie bufala spacciandole per vere.

Ora da diverso tempo mi tocca, e mi tocca molto da vicino, il tema della salute. Un tema per me caldo per svariati motivi.

Il cancro nella mia vita va e viene a ritmi altalenanti.

Ho curato e assistito mia suocera 15 anni fa scomparsa in 16 mesi dalla diagnosi di tumore al retto/colon. Gliene avevano dati 3, ma senza chemio e con solo la terapia del dolore. Abbiamo raggiunto i 16 tutto sommato bene – basti pensare che a Luglio e ad Agosto veniva con me al mare – a oltre un anno dalla diagnosi.

Poi mio zio, ma lui di tumore c’è morto, e oltretutto aveva i suoi anni.

Poi mia madre. Anche lei s’è ammalata di tumore al retto/colon. Presa in tempo, s’è salvata.

Poi 9 anni fa mi diagnosticarono un fibroma dell’utero e mi asportano quasi 4 kg di fibroma. Il secondo più grande tolto all’ospedale di Urbino.

L’ultimo è dell’anno scorso: al mio compagno viene diagnosticato un tumore maligno della prostata con metastasi ossee nell’area del bacino. Operato questa estate allo IEO di Milano in robotica assistita, dove ha subito una prostatectomia radicale. Doveva essere parziale inizialmente, ma il medico ha deciso durante l’intervento la rimozione totale. Non gli hanno dato terapie da effettuare a casa. Quindi niente chemio, niente radio, niente. E noi siamo stati d’accordo con loro.

Ora, io credo che tutti coloro che si divertono a “fare informazioni”, mettendo in giro panzane di proporzioni bibliche, andrebbero perseguiti per legge. Io passo giorni a discutere con persone convinte che:

  1. l’artemisia è una pianta miracolosa che cura il cancro e dovrei ” assolutamente ” farla prendere a mio marito.
  2. Il bicarbonato di sodio è una cura miracolosa contro il cancro, e dovrei ” assolutamente ” farlo prendere a mio marito.
  3. C’è di sicuro una cura miracolosa contro il cancro ma BigPharma non la vuole divulgare, però dovrei assolutamente trovarla per farla prendere a mio marito.

Poi c’è l’estratto di ulivo miracoloso che cura ogni cosa possibile. 25 euro a bottiglia. Ma se ne prendi 25 bottiglie ti costa meno, e nel frattempo le altre le devi vendere te. Non parliamo degli integratori! Miracolosi anche loro!

È tutto un miracolo. Peccato che io sia atea, e ai miracoli non ci creda.

Ho un’amica che tramite “un medico” si è procurata l’artemisia. Be’, l’ha presa… e sì ha avuto dei miglioramenti, ma dovuti ai 6 cicli di chemio e ai 4 cicli di radio fatti antecedentemente all’assunzione dell’artemisia. Il medico (?) a cui s’è rivolta la mia amica, si è dimenticato di dirle che l’assunzione della stessa poteva creare problemi durante i trattamenti tradizionali. La mia amica e suo marito, amici di vecchissima data, mi accusano di sbagliare nel non voler dare “schifezze ” a mio marito… il quale s’è sentito dire, “tanto è un’erba, male non fa”.

Anche l’oleandro è una pianta, ma il suo estratto è un potente veleno, potenzialmente mortale. Sicché ci andrei piano a dire, “è una pianta, male non fa”!

Io le capisco, le persone che si aggrappano a tutto pur di sperare che un loro caro possa continuare a vivere. E capisco pure che chi mette in giro ‘ste panzane, abbia il suo tornaconto… ma la gente ci crede. Come la mia amica, che da quando ha saputo della sua malattia, è in fissa su ogni sito o gruppo a cercare notizie, ma non ha le conoscenze né le competenze per discernere tra ciò che è vero e ciò che è falso.

Alla fine s’è convinta che tutti le mentiamo, e lei deve morire. Cadendo in una depressione da cui di fatto, non vuole uscire, visto che rifiuta ogni tipo di aiuto. Psicologico in primis.

Tutto il contrario di mio marito, che ha delegato a me ogni cosa che concerne la malattia – visite, esami, prenotazioni, parlare con il medico – così che, nella sua testa, lui “non è malato”. Quindi si continua la vita di sempre, nel modo di sempre. E quando le cose cambieranno (perchè lo sappiamo, che cambieranno) ci preoccuperemo di una cosa per volta.

Nel mentre chiedo a voi di BUTAC di continuare nella vostra opera di sana informazione. Senza stancarvi, perché nel mucchio di tonti (e ci sono anche io, per carità!) piano piano qualcuno prenda coscienza della verità. Per me è importante rettificare ogni volta allegando un vostro post sotto a qualche bufala postato da amici e conoscenti.

Quindi, grazie ragazzi.

Io non so se si può fare qualcosa per fermare ‘sta manica di criminali (perché per me quello sono). Non so se esiste ancora il reato di circonvenzione d’incapace, ma se esistesse ancora, andrebbe applicato per questa gentaccia.

La gente, anche quella che ha studiato, crede d’essere tanto intelligente e tanto istruita; poi, taluni credono a ogni minchiata miracolosa che gli viene propinata. Io non ho studiato molto, ma dove non è riuscita la scuola – all’epoca avevo altre cose più importanti da risolvere – ci ha pensato la voglia di conoscere, di sapere, di capire.

L’ignoranza, e io sono ignorante, non può essere sempre la scusa.

Ci arriveranno anche gli altri, prima o poi.

Grazie Ninth.

Antonella