Sta circolando un video che trovate qui, di cui vi riporto uno screenshot:

Accompagnato da quest’audio:

Il video mostra un corridoio pieno di sacchi per cadaveri, i purtroppo noti body bag. Non si capisce molto, non si vedono insegne o cartelli, si sente molto fruscio di sottofondo, ma c’è una voce nel video, molto flebile, coperta dai fruscii.

Nell’audio, che accompagna il video, ci viene raccontato che si tratta di immagini riprese da un medico, il “figlio della signora Elvira” che lavora in ospedale a Bergamo. L’audio originale del video purtroppo è troppo disturbato, non ho strumenti sufficienti al momento per riuscire a ripulirlo nella maniera corretta.

Viralità

Quello che so però è che lo stesso video circola da ieri attribuito all’Ecuador, alla Spagna, a New York. Il video sta diventando di tendenza in Sud America, come riporta Trend maps, e piano piano sta facendo lo stesso in Europa. L’audio che si sente – e che non sono stato in grado di isolare a sufficienza – a me pare parli in spagnolo, il che giustificherebbe il fatto che stia girando principalmente in Sud America e Spagna.

Credo che questo debba bastare per ripetere il concetto del non condividere. Non avete idea da dove arrivi il video. Non può bastare una voce convincente per farlo diventare automaticamente verificato.

  • Chi è l’autore dell’audio?
  • E chi è la signora Elvira?
  • Il figlio lavora davvero in ospedale a Bergamo?

Tutte domande senza risposta.

Perché lo facciamo?

Condividere messaggi così ci fa sentire utili, siamo soddisfatti dopo averlo fatto? Io non ho una risposta, ma non so più come fare a dirvelo. Ci sono soggetti che hanno a cuore la disinformazione sull’emergenza sanitaria, più siamo spaventati e disorientati più siamo facili prede di abili manipolatori di masse. Bisogna stare attenti a cosa si condivide in rete, oggi più che mai.

Concludendo

Non posso dare una chiusura all’articolo, non ho una fonte che dimostri che quel video non viene da Bergamo, mi sono informato con amici medici, che non hanno mai visto usare quel tipo di sacchi, e quel modo di ammassare la gente in Italia. Ma ovviamente non valgono come sicura sbufalata.

Sarebbe bello che qualcuno riconoscesse la voce dell’amico di Elvira e lo denunciasse alla polizia postale.

Non posso aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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