Benvenuti nell’era dell’information disorder, dove il problema, che con BUTAC seguiamo ormai da sette anni, sta assumendo proporzioni ingestibili.

Ieri sera, mentre ero al computer, un contatto virtuale mi scrive un messaggio: vuole sapere come vadano le cose da noi. Il mio contatto si trova in Russia. Mi chiede cosa stia facendo io, di come realmente vadano le cose da noi. Non ci conosciamo dal vivo, è un contatto virtuale scovato ai tempi della balena azzurra, non mi aveva mai cercato di sua sponte. Quando necessario sono sempre stato io a cercarlo. Io gli ho spiegato come vanno le cose da noi, di come siamo tutti a casa, o quasi. Di come il Paese si sia fermato. Mi ha subito risposto We stay at home, noi stiamo a casa, e poi ha replicato al suo stesso messaggio, We start stay at home, before Putin say “holiday”, Abbiamo cominciato a stare a casa da prima che Putin dicesse “vacanza”.

Che è un po’ come dire: non ci fidiamo affatto. Ma le domande continuano, mi chiede se i numeri sono quelli raccontati dalla stampa, se i morti sono così tanti, se è vero che i pazienti dormono nei corridoi. Spiego le cose, cerco di essere preciso, ma m’incuriosisce questa richiesta di approfondimento. Al che mi vengono mostrati screenshot di altre chat: ci sono ragazzi, alcuni probabilmente italiani, che spiegano che il numero dei morti in Italia è sensazionalizzato, che è una comune influenza, che è normale che ogni giorno in Italia muoia quel numero di soggetti (dando a intendere che il numero di morti comunicato dall’OMS rappresenti tutti i morti in Italia quotidianamente, e non solo quelli legati all’emergenza sanitaria).

Mi viene linkato un video, questo:

Le immagini mostrano qualcuno che entra in una struttura sanitaria deserta, dall’audio si capisce che parla di Barcellona. Il mio contatto mi spiega che nel video viene detto che è tutta una bugia, che gli ospedali sono vuoti, che non è vero che in Spagna si sta male. Mi racconta che esistono video simili, sempre in russo, girati in Italia. Il succo è sempre lo stesso: vi stanno prendendo in giro, macché pandemia, macché emergenza, è tutto un complotto. Di chi? Boh, basta leggere nei commenti per capire che regna la confusione.

Quello che è certo è che ci sono molti profili di stampo estremista, oltre a svariati complottisti. Il video circola anche sulla rete Telegram, come su altri canali social, quante visualizzazioni abbia ottenuto nel complesso impossibile saperlo. Ma solo su YouTube parliamo di oltre 200mila. Se ognuno di questi piccoli casi di disinformazione raggiunge la stessa viralità, il gioco è fatto. Un popolo nella più totale confusione. Che non sa a chi credere.

Torniamo al video: la prima cosa che ho tentato di fare era di geolocalizzare la struttura, ma ammetto che dopo un po’ (mentre scrivo sono le 2:12 di mattina) mi sono stancato, non è così importante, vi spiego tra poco perché. L’ospedale fa parte del circuito sanitario nazionale, Consorci Sanitari Integral, lo si desume dalla segnaletica che compare nel video. Nei cartelloni pubblicitari uno riporta il nome di un’associazione di avvocati locata a Barcellona, si vede un Mercadona, un supermarket, di cui sono pieni sia Barcellona che altri paesi vicino. Mettermi su Google Maps per cercarli uno dopo l’altro la trovo onestamente una perdita di tempo. A me questo articolo costa tempo, a lui fare quel video non più dei minuti che ci ha messo a girarlo e caricarlo online.

L’uomo si avvicina all’entrata dell’ospedale mostrando dalle vetrate come lo stesso sia deserto, questa è la prova provata di come la storia dell’emergenza sanitaria sia tutta una bufala, una fake news.

Fermiamoci un secondo, cosa abbiamo appena visto? Una probabile sala d’attesa di un Pronto Soccorso, in una regione che ha visto i casi salire anche nell’ultima settimana:

Quali sono i consigli in Italia in merito all’uso del Pronto Soccorso?

In Pronto soccorso, è la raccomandazione, bisogna andare solo previo passaggio per il medico di famiglia: sta ai dottori sul territorio infatti valutare la situazione clinica ed eventuali patologie concomitanti e stabilire, se mai, la necessità del ricovero ospedaliero

Ho chiesto ad amici medici: i Pronto Soccorso si sono svuotati dei tanti che li sfruttavano invece che andare dal medico di famiglia, e i casi gravi arrivano in ambulanza. Restano le persone sole, probabilmente, e magari chi una casa non ce l’ha e qualche volta, con la scusa di un’emergenza, cerca qualcuno che si occupi di lui. Ma le folle di pre-emergenza non esistono più, nemmeno da noi. La gente ha paura del contagio, ha paura dell’assembramento. La gente, quando si tratta di rischio della vita, le regole, perlopiù, le segue.

Ora, non sapendo che ospedale sia non posso dirvi materialmente perché quell’atrio fosse deserto, le mie sono solo congetture basate sullo spirito critico e l’analisi dei fatti a me noti. Ma quello che è chiaro è che il video vuole sminuire quella che è una pandemia su scala globale. Pandemia che dove ha colpito (Nord Italia in particolar modo, per ora) ha fatto tante vittime. Tantissime.

Quello però che appare chiaro traducendo in italiano gli altri titoli del canale del nostro amico russo, è che siamo di fronte a un signore che ai complotti crede fermamente:

Si passa dal Mossad a Goldman Sachs, su un canale aperto a fine novembre 2019 e che solo due settimane fa ha iniziato a trasmettere video tutti dello stesso genere, raggranellando in poche settimane 14200 iscritti al canale.

Concludendo

A chi giova questa disinformazione, perché viene diffusa? I colpevoli vengono mai arrestati, qualcuno li punisce per quello che fanno? Non ho risposte da darvi, non sono io che devo darle. Io cerco solo di stimolare lo spirito critico, spingervi a fare quel passo in più prima di ricondividere l’ennesimo video complottista. Non mi ritengo esente dal cascarci anche io. Siamo tutti vittime di questo information disorder, basta guardare il numero di verifiche su un singolo tema generate in un solo mese. Qui su BUTAC siamo tornati a pubblicare al ritmo di tre articoli al giorno quando possibile. Tante sono le segnalazioni che riceviamo. E sono tanti quelli che stanno facendo fact-checking su più livelli. Tutti uniti dal nobile intento di limitare l’ondata di disinformazione che si è abbattuta sul mondo, a braccetto con la pandemia. Purtroppo non credo che la nostra opera serva a qualcosa su larga scala. Ma sarebbe bello vedere qualcuno di più in alto rendersi conto del problema, e cercare davvero di fare qualcosa, se non per risolverlo per limitarlo. Io comunque continuo a scrivere perché alla fine mi basta anche un singolo soggetto a cui quanto faccio possa essere d’aiuto per sentirmi soddisfatto.

Resta quella domanda sospesa, a chi giova questa disinformazione? In trepida attesa di leggere i vostri commenti in merito…

maicolengel at buatc punto it

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