Il nuovo studio su vaccini anti-COVID e DNA

Uno studio bomba che non sembra riportare conclusioni così solide

maicolengel butac 10 Nov 2022
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Ci sono arrivate svariate segnalazioni riguardo a uno studio pubblicato qualche giorno fa sul Journal of Neurological Disorders, testata presente nella lista di Beall delle riviste scientifiche ritenute predatorie, ovvero quelle che per un pugno di dollari pubblicano qualsiasi cosa. Gli studi che compaiono sulle testate presenti sulla lista di Beall non sono da ritenere affidabili, lo ripetiamo da anni, inascoltati da chi invece quegli studi li pubblicizzano in rete.

Titolo dello studio:

Potential Mechanisms for Human Genome Integration of Genetic Code from SARS-CoV-2 mRNA Vaccination: Implications for Disease

Lo studio viene riportato su piattaforme come Instagram grazie (?) a soggetti come il ragazzo che vedete qui sotto, un giovane clone di Luca Donadel (che non citeremo per non dargli visibilità in più), che lo presenta con queste parole:

…questo grafico non l’ho fatto io, ma quattro scienziati che hanno pubblicato quest’articolo sul “giornale dei disturbi neurologici”, lo studio è una bomba nucleare, e, a prescindere da questo video vi consiglio di leggerlo integralmente perché è così lungo che non posso riportarvi tutto.

Il video prosegue nel raccontare questa “bomba nucleare” di studio. Ma io vorrei fermarmi ancora prima, quando parla di quattro scienziati, i firmatari dello studio. Perché è interessante vedere chi sono. Vi anticipo che non ho minimamente intenzione di concentrarmi sullo studio, è una perdita di tempo. Fosse stato uno studio serio non sarebbe finito su una testata dove basta che paghi per vederti pubblicare qualsiasi cosa, curioso che l’instagrammer non lo spieghi nel suo video, ma in compenso mostra Open sostenendo che i fact-checker avrebbero detto bugie che ora vengono smontate da questo studio, ma qui l’unico che sta condividendo malinformazione è lui.

Gli autori dello studio sono, rullo di tamburi…

Anthony M. Kyriakopoulos, Peter A. McCullough, Greg Nigh and Stephanie Seneff

Di due su quattro qui su BUTAC abbiamo parlato in precedenza, McCullough e Seneff; anzi, a dire il vero, Stephanie potremmo dire che è una vecchia amica, visto che la prima volta che abbiamo dovuto riportare a voi lettori chi fosse era l’ormai lontano 2015, sette anni fa. All’epoca si parlava di glifosato e celiachia, in particolare di uno studio di cui Seneff era autrice. Ma Stephanie Seneff è un’informatica, senza alcuna laurea in materie biologiche o mediche. Nel 2016 ci ritrovammo di nuovo a parlare di lei, sosteneva che sempre il glifosato fosse colpevole di SLA e Alzheimer, sempre con studi pubblicati su testate predatorie, sempre con studi che non venivano nemmeno presi in considerazione dal resto della comunità scientifica.

Poi con l’avvento della pandemia Seneff è diventata uno degli autori di punta delle testate pseudoscientifiche contro i vaccini, già in precedenza insieme a McCullough, Nigh e Kyriapoulos, evidentemente si trovano bene insieme. Del precedente lavoro parlammo a maggio 2022, E proprio in quell’occasione eravamo andati a cercare chi fossero i quattro scienziati firmatari del testo:

…abbiamo un’ingegnera informatica che da una ventina d’anni circa ha scelto di occuparsi di una materia completamente diversa, materia di cui non ha i titoli per pronunciarsi, non ha specializzazioni per parlarne eppure lo fa, senza alcuna autorevolezza. Come autorevolezza non ne hanno i suoi co-firmatari: Greg Nigh è un naturopata “laureato” al College di Natural Health, master in Medicine Orientali, le lauree vere Nigh le ha in Inglese e Scienze umanistiche all’Università dell’Ariziona, gli altri firmatari ci mostrano un altro nome a noi già noto, Peter McCullough, autoproclamatosi professore, che veniva citato nel 2021 da un pseudo-studio pubblicato sul sito della Fondazione Hume.

L’unico che forse avrebbe i titoli per esser definito scienziato è Anthony M. Kyriakopoulos, microbiologo con laurea in medicina e PhD, purtroppo però a parte aver firmato svariati studi su testate predatorie è il datore di lavoro di sé stesso, visto che la sua unica occupazione è la ricerca per NASCO A.D., compagnia da lui fondata.

Anche volendo leggere tutto lo studio, come richiesto dall’autore del video, si evince che non hanno trovato nessuna prova di quanto affermano e difatti nelle conclusioni, pur usando svariati termini allarmistici, spiegano che a loro avviso servono urgentemente nuovi e più approfonditi studi per poter dimostrare quanto da loro ipotizzato.

Fatico a capire dove possa trovarsi la bomba nucleare citata a inizio video, chissà se il giovane instagrammer sa cosa sono le testate predatorie. La malinformazione la conosce benissimo visto come la cavalca.

redazione at butac punto it

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