Il solifugae, detto “ragno scorpione”

Paolo Costa 12 Mar 2014
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scorpione

Vedete quella bestiaccia, nella foto soprastante? L’avete guardata bene? Ma bene bene? Ottimo, ora che è ben impressa nella vostra mente (e farà parte dei vostri incubi per i prossimi sette giorni) sappiate che si tratta di un ragnaccio pericolosissimo dotato di un morso devastante. Nell’immagine seguente potete vedere l’effetto che fa.

Come? Vi chiedete dove sia l’immagine? Beh, non l’ho postata per intero per un buon motivo, se siete impressionabili, o avete dei problemi con il gore in generale, non apritela. Ora che vi ho avvertito, potete trovarla qui.

Che schifo, eh? Fortunatamente è una bufala!

Il ragno in questione, appartiene all’ordine Solifugae. Qui, viene chiamato con uno dei suoi tanti nomi, ragno scorpione, ma forse lo ricordate come ragno cammello. Il ragno cammello ha fatto parte di una lunga serie di bufale sin dai tempi della prima guerra del golfo (l’operazione Desert Storm). In quelle storiacce, si raccontavano fatti incredibili: pur di stare all’ombra, ti rincorreva ad una velocità spropositata, lanciando, nel frattempo, urla raccapriccianti. Inoltre, veniva descritto come un ragno enorme, con un diametro di oltre 30cm, e la foto seguente veniva spesso usata come prova.

Tenerissimi, da coccolare tutto il giorno.

Tenerissimi, da coccolare tutto il giorno.

La foto non è propriamente falsa, usa -semplicemente- la prospettiva in modo arguto. La profondità di campo dell’immagine fa credere che quei ragni siano grandi quanto il femore del soldato sullo sfondo. In realtà, il ragno è molto più vicino alla fotocamera, rispetto al soldato, dando origine all’illusione. Vi ricordo che, anche una vostra caccola può sembrare più grande di una montagna, se la tenete vicina ai vostri occhi.

Questi ragnetti, effettivamente, vanno alla ricerca della prima ombra che trovano, d’altronde, il loro nome in latino significa “coloro che fuggono dal sole”. Si tratta, però di un meccanismo di sopravvivenza, abitando -prevalentemente- i deserti, se passassero tutto il giorno sotto il sole, finirebbero cotti prima di sera.

Inoltre, il tenerissimo ragno cammello non corre velocissimo né urla come un ossesso. Non urla perché non ha corde vocali, come tutti gli insetti, però può usare le sue mandibole per stridulare. Per quanto riguarda la sua velocità, può raggiungere al massimo i 16 km/h. Non propriamente lento, ma di certo non è più veloce di una persona qualsiasi. Inoltre può raggiungere, al massimo, i 15 cm di diametro.

Enormissimo

Enormissimo

Ma torniamo all’immagine segnalata. L’essere immortalato, è un ragno cammello, ma uno artificiale. È una creazione di Graham Owen, un fotografo -tra l’altro discretamente bravo- che usa come soggetti riproduzioni d’insetti create da lui stesso. Per quanto riguarda l’immagine cruda, e cruenta, degli effetti del morso, si tratta -comunque- dell’opera di un ragnaccio. Ma, non di un ragno cammello.

I ragni appartenenti all’ordine Solifugae non secernono veleno. Quindi, il loro morso non può causare l’effetto riportato nell’immagine, neanche nel caso di un infezione batterica a seguito. In realtà, il colpevole è un ragno violino. Il veleno del Loxosceles reclusa contiene una potente emotossina e, nel 51% dei casi, essa può provocare la necrosi nella zona interessata dal morso.  Il morso del ragno cammello rimane comunque doloroso, date le sue potenti mandibole, ma di certo non vi farà perdere una gamba!

Qui potete trovare un’altra sbufalata a riguardo.

Si ringrazia per la segnalazione Dario Albanesi.

EDIT: piccola svista dettata dal fatto che ho scritto l’articolo alle 6 del mattino. I solifugi sono aracnidi, ma non ragni. Stessa classe (Arachnida), ordini differenti: Solifugae per i solifugi, Araneae per i ragni. Chiedo umilmente perdono.

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