Immigrati lanciano roba dal balcone

maicolengel butac 9 Ott 2017
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Un video messo in circolazione l’anno scorso sta ritornando in auge, e le condivisioni impazzano.
Il giochino è davvero semplice: l’autore del video non ha fatto altro che smontare un documentario di poco meno di 5 minuti del Guardian e rimontarlo a modo suo.
Il titolo sul Guardian diceva:

‘We were abandoned’: migrants tell of suffering in Italy’s private shelters

“Eravamo abbandonati”: i migranti raccontano le sofferenze in Italia nei centri di accoglienza privati.

Il filmato risale al 2015, s’intitola Lessena M. ed è l’opera degli italiani SIlvia Luzi & Luca Bellino. Andrebbe fatto girare di più, almeno sotto ogni condivisione dell’altro post, quello che circola nei soliti luoghi. Sì, perché il filmato manipolato ha 2 milioni di visualizzazioni, e oltre 66mila condivisioni al momento in cui scrivo. Sia chiaro, la scena con il lancio della roba dal balcone è reale, il problema è il contesto. Aver scelto di estrapolarla, rimontarla e mostrarla con questo titolone a effetto:

ASSURDO! IMMIGRATI LANCIANO TUTTO DL BALCONE PERCHE’ L’ALBERGO NON E’ DI LORO GRADIMENTO…ASSURDO!
LA TV QUESTO NON LO MOSTRA! DIFFONDETE!

…Certifica l’intenzione di scagionare fin da subito i malfattori che pur intascando 35 euro al giorno da ogni soggetto se ne infischiano di dare quanto promesso. Il filmato mostra alloggi dove non farei dormire il mio peggior nemico. L’articolo del Guardian poi è molto chiaro:

“In an area north of Naples, you have a restaurant, this is hosting 300 people one room for 300 people. There are certified hotels where in a room for two or three people they put bunk beds for seven or eight migrants,” Petruzzo said.
In some cases he claims he has personally witnessed, asylum seekers are brought to farms owned by migrant shelter owners to work 12-hour days, usually for about €10 a day.
“The biggest indignation is when you go into the centre and speak to the owners and they will say: ‘what do you want, they’re from Africa. We give them food and water, what else do they want?’ The owners think they are more beasts than humans,” Petruzzo said.
In una zona a nord di Napoli c’è questo ristorante, che ospita 300 persone – una stanza per 300 persone. Ci sono alberghi dove in una stanza certificata per due o tre persone hanno messo letti a castello per sette o otto migranti”, ha detto Petruzzo.
In alcuni casi Petruzzo afferma di essere stato testimone personalmente, i richiedenti asilo vengono portati in aziende agricole possedute da proprietari di rifugi per migranti per lavorare turni di 12 ore, di solito per circa 10 euro al giorno.
“La più grande indignazione è quando entri nel centro e parli con i proprietari e ti dicono: “Cosa vuoi, sono dell’Africa. Noi diamo loro cibo e acqua, cos’altro vogliono?”. I proprietari pensano che siano più bestie che esseri umani” ha detto Petruzzo.

Il tutto nel 2015, e noi nel 2017 facciamo ancora finta di niente. Non crediate che queste situazioni si siano risolte, sono tutte ancora lì, perché di giornali italiani che ne parlino per davvero ce ne sono pochi, premia molto di più la facile indignazione verso lo straniero, verso il “nemico”, che puntare verso chi si comporta in questa maniera, nel secondo caso si tratterebbe di attaccare italiani, quindi l’indignazione non raggiungerebbe le stesse vette.
Vedete, io non ce l’ho con chi non vuole vedere l’Italia piena di immigrati, sono posizioni legittime. Ce l’ho con chi deve mistificare, rimontando a modo suo l’opera di qualcun altro. Un partito, un movimento, chiunque condivida questa robaccia non sta facendo un servizio alla comunità, sta solo riempiendo il web di porcherie, per il puro gusto dell’indignazione facile. Questo è grave. Chi si atteggia in questo modo sono quelli che credo si possano definire avvelenatori dei pozzi.
Ci sono motivi politici seri per discutere di immigrazione?
Sì, ce ne sono a centinaia. Usate quelli, invece di dovervene inventare di artefatti.
maicolengel at butac punto it
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