In Inghilterra 5 anni di carcere per chi ospita immigrati

maicolengel butac 7 Ago 2015
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La notizia è vera, ovvero è una delle misure di prevenzione all’immigrazione clandestina che  verrà discussa a breve. Il carcere però verrebbe solo dopo che qualcuno venisse colto ripetutamente a dare alloggio a clandestini. Ma è una cosa che fa così scalpore? Non direi, anzi, in Italia (in teoria) siamo già li visto che nel Decreto legislativo 286/98 all’articolo 12 comma 5 si dice :

5. Fuori dei casi previsti dai commi precedenti, e salvo che il fatto non costituisca piu’ grave reato, chiunque, al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalita’ dello straniero o nell’ambito delle attivita’ punite a norma del presente articolo, favorisce la permanenza di questi nel territorio dello Stato in violazione delle norme del presente testo unico, e’ punito con la reclusione fino a quattro anni e con la multa fino a lire trenta milioni.”

Quindi noi ci avevamo già pensato, anche se in realtà il normale affittare un appartamento non costituisce di per sé reato, anche se lo facciamo ad un clandestino. Il reato sussiste quando sfruttando la debolezza contrattuale dell’inquilino cerchiamo di trarre un guadagno ingiusto. Tipo affittare un 40 mq scantinato a mille euro al mese. Ma perché il normale affitto non rientra nel D.lgs. 286/98, ma perché in Italia esiste una legge che obbliga al proprietario di casa a segnalare alla questura i propri ospiti entro le 48 ore dal loro ingresso nell’appartamento. Quindi di fatto noi segnaliamo alla questura che nell’appartamento XY ci sta lo straniero ZK, che abbia o meno il permesso di soggiorno sta a loro verificarlo, non a noi. Quindi, che dire, per una volta come legislazione (sulla carta) siamo ben più avanti dell’Inghilterra, e da ben più tempo.
Oltretutto una norma come quella di cui si parla in Inghilterra  sarà di difficile applicazione, visto che è un paese con tanti immigrati anche di seconda e terza generazione, regolari (ma che a volte non parlano bene la lingua anche essendoci nati), ed è un paese dove non vige l’obbligo di documenti d’identità. Quindi mi chiedo, come farebbe l’eventuale proprietario a accertarsi del permesso dell’immigrato? E difatti l’associazione proprietari edilizi ha subito spiegato che:

However, the National Landlords Association has warned previously that immigration checks by landlords would drive vulnerable foreigners into the arms of an “underclass of rogue operators” as property owners would be tempted to rent only to white British people.

E l’associazione delle agenzie che affittano:

The UK Association of Letting Agents has said its members already carry out such checks every day but believes that it is not appropriate to make housing professionals responsible for policing the country’s borders. It said the checks could restrict access to housing to people from other countries.

Che è un po’ lo stesso problema che si sono posti i legislatori sul decreto italiano di cui sopra, non si può obbligare un cittadino ad esser garante dei documenti di una persona, non credo sia facile per una persona comune distinguere tra un permesso di soggiorno falso ed uno vero.  Io affitto e so che la burocrazia italiana è davvero impressionante in questo caso (non parlatemi del modello Elide vi prego, e dei tanti obblighi che un proprietario oggi già ha nei confronti degli inquilini) vi parrebbe logico che oltre a quanto già si fa (denuncia in questura e all’agenzia delle entrate) debba essere io a verificare se l’inquilino è o meno in regola col permesso di soggiorno?
Ovvio che chi invece affitta in nero sta già facendo un illecito, quindi gli cambia poco se sta affittando ad un clandestino o ad un regolare.
maicolengel at butac.it

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